Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
59,00 Euro
Data di uscita
16/12/2005

Peter Jackson's King Kong - The Official Game of the Movie

Peter Jackson's King Kong - The Official Game of the Movie Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Ubisoft Montpellier
Genere
Sparatutto
PEGI
12+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
16/12/2005
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,00 Euro

Lati Positivi

  • Apprezzabile la timida componente strategica nelle sezioni FPS
  • Buoni i (pochi) filmati d'intermezzo
  • Alcune ambientazioni suggestive

Lati Negativi

  • Controlli macchinosi
  • Problemi grafici
  • Scarsa longevità
  • Troppi tagli nella narrazione

Hardware

Per giocare a Peter Jackson's King Kong: The Official Game of the Movie avrete bisogno di una PSP e una versione originale del gioco. All'interno dell'UMD è incluso l'aggiornamento automatico del firmware della console alla versione 2.00 (in caso ne aveste bisogno).

Multiplayer

Peter Jackson's King Kong: The Official Game of the Movie prevede la presenza di un solo giocatore.

Link

Recensione

Peter Jackson's King Kong - The Official Game of the Movie

Dopo l'infausto remake di Godzilla, la moderna industria cinematografica non ha risparmiato nemmeno un altro "mostro" storico del cinema classico: in tempi di accordi commerciali ed effetti speciali era quindi impensabile che il nuovo film diretto da Peter Jackson non trovasse fertile terra di sbarco nel mondo dei videogiochi, arrivando al punto di comprimere il colossale King Kong all'interno del nuovo portatile di casa Sony.

di Andrea Focacci, pubblicato il

C'è sempre qualcosa di fittizio e innaturale ad accompagnare il debutto nelle sale cinematografiche di quelle che, un tempo, sarebbero state definite come "pallide imitazioni" ma che, nel danaroso linguaggio moderno di Hollywood, vengono sempre più spesso registrate sotto l'ingannevole nome di "remake". Un atteggiamento quasi morboso che ha portato alcuni registi contemporanei ad offrire la propria personale versione di alcuni degli indimenticabili classici del cinema come, per l'appunto, King Kong, ovvero non un semplice film di mostri ma, piuttosto, la controparte americana nonché ispiratrice del vecchio Godzilla giapponese: pellicole di grandi denunce politiche e sociali, annacquate dai mirabolanti effetti speciali dei rifacimenti moderni. Un sintomo che, almeno in parte, ha interessato anche le rispettive trasposizioni videoludiche ispirate dal film di Peter Jackson.

DINOSAURI E TORCICOLLO

Uno dei meriti di Peter Jackson's King Kong è senza dubbio quello di addentrarsi all'interno di una tipologia di videogiochi che, almeno dai primi esperimenti comparsi su PSP, non sembra particolarmente congeniale alle caratteristiche tecniche del nuovo portatile Sony: ottima la rappresentazione visiva sull'ottimo schermo a 16:9 della console, ma la disposizione dei tasti e dello stick analogico decisa in sede di progettazione da Ken Kutaragi pare costituire un forte handicap per gli appassionati sparatutto in prima persona. Pare ovvio, infatti, di come una disposizione più brillante dei comandi vedesse croce direzione e stick analogico ai due lati opposti della console, in modo da permettere una facile transazione fra la deambulazione del personaggio e l'esplorazione visiva dell'ambiente tramite il movimento della "testa"; per assurdo, invece, la presenza contemporanea sul lato sinistro di entrambe le forme di controllo pare offrire una maggiore facilità d'uso ai giocatori mancini. Il compito di gestire il movimento della visuale è stato invece affidato ai tasti geometrici principali di PSP, di fatto occupando preziose risorse che potevano essere destinate ad azioni più specifiche come il salto, l'accovacciamento o la gestione dell'inventario: certo, è possibile sperimentare le altre due configurazioni pre-impostate (niente mappatura libera dei controlli, purtroppo) ma in ogni caso la sensazione che manchi sempre qualcosa rimane concreta e tangibile, rendendo i movimenti macchinosi e imprecisi. In quest'ottica, la decisione di Ubisoft di inserire una sorta di auto-puntamento dell'arma per facilitare l'abbattimento dei nemici sembra suonare come una dichiarazione di resa di fronte al design attuale dell'hardware portatile di Sony.

LANCE E PALLOTTOLE

Apprezzabile è invece stata la decisione di non includere su schermo nessun tipo di indicatore, inventario o qualsivoglia radar come pratica comune del genere vorrebbe: tale scelta, abbinata al formato panoramico dello schermo di PSP, contribuisce ad innalzare il livello di coinvolgimento proposto dal gioco e restituire un feeling maggiormente cinematografico. Peccato che tale sospensione dell'incredulità venga spezzata a più riprese non solo da una certa monotonia delle ambientazioni – la vegetazione della giungla è caratterizzata da texture di bassa qualità – ma da scelte narrative del tutto incomprensibili, soprattutto se paragonate alle versioni del gioco per le console da salotto: pare chiaro, infatti, di come questa versione portatile sia stata privata di gran parte dei filmati d'intermezzo e numerose porzioni dell'avventura bellamente glissate dagli sviluppatori. Capita in questo modo di soffermarsi nell'esplorazione della giungla e, nell'attimo immeditamente successivo, ritrovarsi imprigionati spettatori di un sacrificio umano senza che il gioco abbia fornito le dovute spiegazioni sui motivi della transazione narrativa.
Visto il deludente risultato dei livelli dedicati alla figura di King Kong – in cui si controlla il poderoso gorilla fra salti e nemici, attraverso alcuni degli elementi più scialbi rintracciabili in un picchiaduro a scorrimento laterale – la parte più interessante di questo adattamento videoludico rimane la sezione in prima persona che vede lo sceneggiatore Jack Driscoll impegnato a lottare per la sopravvivenza contro gli eredi dei vecchi dinosauri e, al contempo, tentare di sottrarre dalle grinfie del colossale gorilla la bella attrice Ann Darrow. In particolar modo possiamo dire di aver apprezzato la (marginale) componente strategica a cui il giocatore deve fare ricorso per non rimanere prematuramente inerme contro le fauci dei mostri dell'isola: Peter Jackson's King Kong è infatti davvero parco nella distribuzione di armi e caricatori, spingendo l'utente a ripiegare su elementi di fortuna dislocati in modo non casuale lungo il percorso. Ecco, dunque, che ricorrere all'uso di ossa appuntite o lance artigianali diventa fondamentale per non sprecare inutilmente pallottole e mantenere l'arsenale intatto nel caso di nemici ben più robusti e coriacei che un paio di serpenti d'acqua.

UN GORILLA ANNOIATO

Purtroppo l'apatia e la ripetitività con cui si susseguono gli avvenimenti e i combattimenti, spezzati solo dal vetusto leit-motiv del "trova la leva – tira la leva – apri la porta" e da qualche enigma elementare, sono un deterrente al proseguimento del cammino davvero difficile da contrastare, tanto più che nemmeno la realizzazione tecnica corre in aiuto dell'ultima produzione Ubisoft. Oltre ai già citati problemi nel sistema di controllo e nella scarsa qualità delle texture, e salvando però la buona qualità dei filmati d'intermezzo, Peter Jackson's King Kong incappa in fenomeni di bad clipping che, all'alba del 2006 e con un hardware di tale potenza, dovrebbero solo essere un brutto ricordo del passato. Aggiungiamo una colonna sonora piuttosto anonima e l'assoluta mancanza di una modalità multigiocatore e dovreste facilmente intuire di come, a meno di non essere fanatici del film di Peter Jackson, questo adattamento videoludico non offra particolari spunti di interesse che invoglino all'acquisto del prodotto, almeno nella sua forma portatile.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Durante la prova del gioco ci è sembrato letteralmente incomprensbile il trattamento che gli sviluppatori Ubisoft hanno riservato a questa versione portatile di Peter Jackson's King Kong: The Official Game of the Movie. Narrazione monca, filmati d'intermezzo spariti, intere porzioni di gioco dissolte nel nulla rispetto alle controparti pubblicate sulle console casalinghe: ogni cosa contribuisce a un senso di straniamento del giocatore che cresce di minuto in minuto e a ogni cambio di "location" non adeguatamente motivato dalla sceneggiatura del titolo. I problemi di controllo manifestati dal gioco e la scarsa longevità dell'avventura, inoltre, avviliscono ulteriormente i già scarsi motivi di interesse che possono scaturire più dalle sezioni in prima persona con Jack Driscoll che dal controllo diretto di Kong. Un titolo che non ci sentiamo di consigliare nemmeno ai fanatici più accesi del film.