Genere
Strategico
Lingua
Inglese
PEGI
12+
Prezzo
€ 19,99
Data di uscita
9/3/2011

Phantom Brave: The Hermuda Triangle

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Datasheet

Produttore
NIS America
Sviluppatore
Nippon Ichi Software
Genere
Strategico
PEGI
12+
Distributore Italiano
PlayStation Store
Data di uscita
9/3/2011
Data di uscita americana
8/3/2011
Data di uscita giapponese
28/10/2010
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
€ 19,99

Lati Positivi

  • Ancora oggi innovativo
  • Un tattico diverso, dal buon contenuto strategico
  • Sfida a tratti notevole
  • Molti segreti da scoprire
  • Longevità elevata

Lati Negativi

  • Nulla di "veramente" nuovo rispetto alla versione originale
  • Limiti strutturali rimasti invariati
  • Talmente complesso, per essere approfondito, da richiedere una guida
  • Grafica e sonoro datati
  • Storia e personaggi di secondo piano
  • Non è localizzato, nemmeno nelle istruzioni

Hardware

Sono richiesti una console PlayStation Portable e una copia del gioco, disponibile, in versione europea, solo su PlayStation Store. Per poter scaricare e installare Phantom Brave: The Hermuda Triangle sono necessari 587 MB di memoria.

Multiplayer

Non sono disponibili modalità a più giocatori.

Modus Operandi

Abbiamo scaricato Phantom Brave: The Hermuda Triangle da PlayStation Store, usufruendo di un codice prova fornitoci da Nis America. Per analizzare il gioco, abbiamo tenuto conto sia dell'esperienza maturata con la versione originale, uscita su Playstation 2, sia dell'adattamento proposto su Nintendo Wii.
Recensione

Un girasole come spada

L'arte segreta del "Confine".

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

L'unico personaggio sempre disponibile in ogni battaglia è anche la protagonista della storia, Marona, ragazzina dotata dell’abilità di evocare a piacere i fantasmi e di renderli visibili, collocandoli, attraverso il potere "Confine", all’interno di oggetti concreti: sassi, piante, alberi, spade e qualsivoglia altro elemento caratterizzante un’arena specifica. Ogni oggetto ha dei valori che condizionano le statistiche dei personaggi: utilizzare una roccia, che aumenta i punti vita e gli indici di difesa, ma che decurta drasticamente la velocità, può essere un'idea interessante per richiamare un mago o un guaritore, una pessima scelta per un guerriero già lento di suo. Studiare il territorio e le sue risorse prima di evocare un guerriero diventa quindi fondamentale: le mappe più interessanti presentano sempre gingilli speciali che regalano ai fantasmi potenziamenti inaspettati, e al giocatore qualche possibilità in più di vincere missioni all’apparenza insuperabili.

Marona si guarda intorno, afferra un oggetto, lo lancia oltre il nemico ed evoca un potente guerriero al suo interno: per i conigli non c'è speranza... sempre che non abbiano delle protezioni speciali: i numeri sopra le loro teste nascondono qualcosa - Phantom Brave: The Hermuda Triangle
Marona si guarda intorno, afferra un oggetto, lo lancia oltre il nemico ed evoca un potente guerriero al suo interno: per i conigli non c'è speranza... sempre che non abbiano delle protezioni speciali: i numeri sopra le loro teste nascondono qualcosa

Una questione di distanze

Il "Confine" regala ancora altre sorprese. La rivoluzione strategica di Phantom Brave: The Hermuda Triangle, infatti, si concretizza a pieno merito grazie a una scelta strutturale senza precedenti nel genere degli strategici a turni giapponesi: i soldati a tempo. Un qualcosa che paradossalmente solo Nippon Ichi, la software house che più di ogni altra ha fatto del "super guerriero distruggi tutto da solo" il suo credo, poteva inventare. Una volta evocato, ogni fantasma avrà dai quattro ai cinque turni a disposizione per svolgere i compiti assegnati, dopodiché scomparirà senza lasciare traccia. Si potranno allora chiamare altre unità in battaglia, sempre che ve ne siano, oppure ci si dovrà arrangiare con i fantasmi rimasti o con la sola Marona. Poiché le mappe sono ampie e i nemici distribuiti lungo l'intera superficie delle stesse, evocare subito l'intero esercito a disposizione potrebbe risultare controproducente, soprattutto quando si dovranno sprecare alcuni turni per raggiungere i mostri più lontani. Ecco, quindi, che bisogna pensare in modo diverso: invece di spostare le truppe, si possono lanciare gli oggetti, magari nei pressi degli avversari, e solo allora richiamare i fantasmi, piuttosto che utilizzare fin dall'inizio il guerriero più forte, lo si potrà preservare per le battute finali dello scontro, cercando nel frattempo di sfiancare il nemico con i maghi e i soldati semplici; e si dovrà gestire con intelligenza Marona, utilizzandola come collegamento tra le diverse zone della mappa. Le battaglie diventano partite a scacchi dove la forza bruta è sì necessaria, ma non sufficiente per vincere.

Anche il più forte dei guerrieri, una volta esauriti i turni a disposizione, diventa inutile... meglio contare su un buon numero di soldati - Phantom Brave: The Hermuda Triangle
Anche il più forte dei guerrieri, una volta esauriti i turni a disposizione, diventa inutile... meglio contare su un buon numero di soldati

Seconda stella a destra

Nippon Ichi non si è limitata a stravolgere la prassi delle battaglie, pure la gestione delle truppe ha subito qualche scossone. I fantasmi sono privi di equipaggiamento standard e non ci sono oggetti di sorta da utilizzare, se non singole armi che possono essere passate indifferentemente da un guerriero all'altro, sfruttate come elemento di "Confine" e sviluppate per ottenere abilità speciali. Gli oggetti di offesa possono essere, poi, fusi tra loro o con i fantasmi per ottenere guerrieri dai poteri ibridi: un caos da spiegare, ma anche da capire mentre si gioca. Del tutto inutile, invece, affrontare in poche righe i labirinti speciali, i titoli e le tramsigrazioni: bisognerebbe compilare una guida. Sta di fatto che l'isola dove si raggruppano i fantasmi, ognuno con le sue funzioni specifiche (mercante, mago, esperto di fusioni e quant'altro) diventa, in special modo nelle fasi di gioco più avanzate e nel "post game", un luogo nel quale trascorrere decine di ore a sperimentare con le trovate introdotte da Nippon Ichi. Ma allora, dopo tanti elogi, cosa c'è di negativo in Phantom Brave: The Hermuda Triangle? Un comporto tecnico scadente, l'assenza di novità salienti rispetto all'originale, una struttura innovativa, ma ancora acerba, e i difetti storici rimasti tali e quali. Elementi che intaccavano solo in parte la versione PlayStation 2, ma che oggi, dopo sette anni, non sono più tollerabili. Nippon Ichi poteva sfruttare questo adattamento per dare nuovo lustro alla sua creatura, invece si è limitata a una leggera spolverata. E questo non può passare inosservato.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Ancora oggi fresco e innovativo, ma anche spoglio, intricato e grezzo come già nel 2004, Phantom Brave: The Hermuda Triangle è, in versione portatile, un'occasione sprecata. Peccato.

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