Datasheet
- Produttore
- Nintendo
- Sviluppatore
- KOEI
- Genere
- Strategico
- PEGI
- 3+
- Distributore Italiano
- Nintendo Italia
- Data di uscita
- 27/7/2012
- Lingua
- Inglese
- Giocatori
- 1
Lati Positivi
- Ambientazione interessante.
- Buone animazioni.
- Longevità garantita dalle missioni secondarie.
Lati Negativi
- Battaglie troppo lineari.
- Livello di difficoltà poco stimolante.
- Solo in inglese.
Hardware
Multiplayer
Modus Operandi
Link
Mostriciattoli a spasso nel tempo
Di quando i Pokémon misero un freno alle ambizioni di Nobunaga…
Ancora una volta i Pokémon tornano ad occupare i piccoli schermi del DS in una produzione in collaborazione con Tecmo Koei. In questo nuovo capitolo le piccole creature da collezione se la dovranno vedere nientepopodimeno che con il temibile Nobunaga, il mitico condottiero del folclore giapponese reso popolare da tantissime produzioni videoludiche, a cominciare, ovviamente, da Nobunaga’s Ambition, la serie strategica di cui questo episodio rappresenta la rilettura in chiave Pokémon.
Che ci fanno i Pokémon nel Giappone feudale?
Il gioco è ambientato nell’immaginaria regione del Ransei, nel tipico scenario fantasy del periodo feudale giapponese. Il giocatore veste i panni di un improvvisato/a signore/signorina della guerra che riceve il controllo di uno dei 17 regni del Ransei. Il suo obiettivo è quello di combattere gli avversari e creare nuove alleanze per fermare il terribile Nobunaga, deciso a distruggere l’intera regione. Secondo la leggenda, infatti, un Pokémon dai poteri incredibili, lo stesso che ha creato il Ransei, si risveglierà per donare i suoi servizi a chi riuscirà a riunire tutti i regni. La storia, come si sarà capito, non è il piatto forte dell’esperienza. Il fascino sta tutto nelle inedite modalità di interazione con i Pokémon che in questo nuovo episodio non combattono più alla morra cinese ma si dispongono strategicamente su uno scacchiere per annientare gli avversari. La rappresentazione del campo di battaglia è basata su una griglia isometrica che prevede dislivelli, ostacoli e trappole che si attivano al passaggio delle creature. Questo garantisce un minimo di strategia in più dato che il numero di mosse eseguibili è decisamente esiguo (attaccare o aspettare).

Più ricca è invece l’esperienza sulla mappa di gioco, dove si consumano i turni per preservare i propri territori dagli attacchi di Nobunaga, accumulando risorse e gestendo l’inventario. In questo ambiente si consumano anche le relazioni tra i Pokémon e i propri possessori. Tali relazioni sono imprescindibili per avere successo in battaglia: combattendo insieme affiatati, guerriero e creatura miglioreranno le proprie abilità, guadagnandone di nuove in una spirale virtuosa. Ogni guerriero potrà schierare fino ad un massimo di 4 Pokémon in battaglia e, per migliorare l’affiatamento con ciascuno, bisognerà quindi dedicare del tempo all’allenamento, in entrambi i sensi. Dalla mappa di gioco ci si può poi dedicare allo shopping oppure andare alla ricerca di nuove creature, mandando in avanscoperta le proprie truppe. La relativamente breve campagna principale è corredata da una serie di missioni secondarie che possono rendere l’esperienza complessiva decisamente corposa, sempre si possieda la giusta predisposizione.
La stoffa del conquistatore
Pokémon Conquest è infatti il gioco ideale per chi è dotato di almeno due dei seguenti prerequisiti: 1) adorare i Pokémon; 2) avere meno di 16 anni; 3) sapere bene l’inglese. Il punto 3, chiaramente, è obbligatorio, perché Pokémon Conquest, come nelle proposte di “nicchia” più recenti, non è localizzato in italiano nemmeno a livello di sottotitoli, e la lettura è comunque inevitabile per riuscire a capire cosa fare. Di fatto, questa esigenza potrebbe entrare in conflitto con il punto numero 2. Il limite di età non è tanto suggerito dal PEGI quanto da un livello di difficoltà calibrato troppo verso il basso, per offrire un’esperienza accessibile anche a chi esperienza con il genere non ne ha. Questo significa un titolo poco stimolante per tutti gli altri utenti. Se avete un minimo di feeling con i giochi di strategia lo troverete inutilmente lungo e poco eccitante: gli scenari sono sempre molto ridotti, i nemici non sono mai troppo aggressivi e raramente prendono l’iniziativa, basta studiare le loro creature prima di scendere in battaglia per adottare le giuste contromisure. Per quanto riguarda il punto 1, invece, se impazzite per i Pokémon la nuova ambientazione si rivelerà anche più suggestiva di quella originale, sebbene il design dei personaggi di contorno (ai Pokémon…) sia un po’ anonimo - forse reso tale dalla sovrabbondanza di riferimenti ad altre opere di Koei.
Infine, se siete solo utenti 3DS, di certo non verrete catturati dalla realizzazione tecnica che, per quanto dignitosa (apprezzabili soprattutto le animazioni dei Pokémon), rimane pur sempre dentro gli standard del precedente formato, lasciando inespresse le potenzialità del “nuovo” hardware. Se invece siete ancora ancorati al dual screen del passato, potreste trovare in Pokémon Conquest un palliativo per rimandare di qualche mese il passaggio alla generazione 3D, grazie anche ai numerosi download di scenari e creature.

