Post Mortem

Post Mortem

Una rubrica dalla periodicità variabile a seconda dei chiari di luna e degli allineamenti di pianeti, in cui abbiamo deciso di raccogliere tutti i nostri reportage sui "post mortem" cui assistiamo. Cosa sono i post mortem? Sono quelle conferenze in cui gli sviluppatori di un videogioco riflettono sul processo creativo e produttivo che li ha portati fino al giorno del lancio. Per analizzare e comprendere al meglio ciò che sta dietro al nostro passatempo preferito.
Rubrica

Il rush finale

Una corsa serena verso il traguardo.

di Andrea Maderna, pubblicato il

Dopo sei mesi di lavoro (anche se probabilmente il lavoro di programmazione vero e proprio era quantificabile in circa la metà), il gioco aveva assunto una sua forma definita e si poteva provare a venderlo a un publisher. All'epoca, si parla del 1989, tanto quanto oggi tutti erano ossessionati con gli sparatutto, lo spazio, sparare, ammazzare. Tutti guardavano la demo, dicevano che non era male, ma che per renderla interessante bisognava fare in modo che quei piccoli omini si sparassero addosso. Era troppo originale. Per fortuna, la allora relativamente giovane Electronic Arts, visto anche che aveva un “buco” durante il quale non aveva pubblicazioni previste, decise di dare una chance a Populous.

Il gioco completo e le sue caratteristiche - Post Mortem
Il gioco completo e le sue caratteristiche

regole d'ingaggio

Purtroppo Molyneux non era un bravo negoziatore e la cosa si vedeva lontano un miglio. In EA lo fecero aspettare per un'ora e quaranta, facendogli montare una voglia di sigaretta pazzesca, mettendogli addosso pressione e, in buona sostanza, strappandogli un contratto svantaggiosissimo. In termini di royalty, si parlava di un dieci per cento, alzato al dodici per cento nel caso si toccasse il milione di copie vendute. E nessun genere di finanziamento. In ogni caso il contratto venne firmato e il gioco venne completato e inserito nella fase di testing. All'epoca, il testing veniva condotto in maniera diversa rispetto ad adesso: c'era un periodo di ventiquattro ore in cui si effettuava del testing super intensivo. Trattandosi di un gioco particolarmente ampio, con un totale di quasi cinquecento livelli, i tester chiesero di avere a disposizione un modo per saltare direttamente alla fine e vedere la conclusione... che non c'era! Non avevano pensato a creare nulla del genere e decisero di inserire al volo una versione “potenziata” del goblin che giudicava l'operato del giocatore fra un livello e l'altro: gli fecero alzare un sopracciglio e pronunciare le parole: “Ben fatto, mortale”.

Ed ecco la famigerata schermata finale - Post Mortem
Ed ecco la famigerata schermata finale

E insomma, “grazie alla mia incapacità di programmazione, a un playtesting intensivo e a tanta passione alimentata da sigarette, coca cola e pizza, Populous era nato”. Dopo il termine dei lavori, inevitabilmente, arrivarono i primi contatti con la stampa. All'epoca, Ace era una delle riviste più apprezzate (anche in Italia... era la "base" della celeberrima K), anche da Molyneux stesso, e c'era un giornalista che aveva l'usanza di incontrare lo sviluppatore del gioco prima di assegnare il voto. Molyneux, che all'epoca era ancora un timidone lontano dalla bestia da marketing diventata poi con gli anni, era terrorizzato all'idea, e decise di giocarsela portando il giornalista al pub vicino all'ufficio. Lo stesso pub in cui si erano svolte così tante riunioni importanti per la nascita del gioco. Alle dieci di mattina entrarono nel pub. Alle 16:00, dopo quattordici pinte e una sessione di vomito in bagno, completamente ubriaco, finalmente Molyneux trovò il coraggio di chiedere il voto al giornalista.

A un certo punto provarono a realizzare anche il boardgame di Populous, fatto di mattoncini Lego. Era una porcheria totalmente sbilanciata, ma funzionò in termini di marketing: venero perfino dei rappresentanti della Lego a dare un'occhiata - Post Mortem
A un certo punto provarono a realizzare anche il boardgame di Populous, fatto di mattoncini Lego. Era una porcheria totalmente sbilanciata, ma funzionò in termini di marketing: venero perfino dei rappresentanti della Lego a dare un'occhiata

Peter uscì quindi dal bagno, tornò al tavolo e chiese a David cosa ne pensasse di Populous. La risposta: “È il miglior gioco che abbia mai giocato”. Primo pensiero di Molyneux: “Questa persona non si rende conto di cosa dice. Non deve mai più vedere Populous in tutta la sua vita, altrimenti cambierà idea”. In realtà David sfidò Peter a una partita in multiplayer, ma i due collassarono in un vicolo mentre camminavano verso l'ufficio di Bullfrog e la cosa si concluse lì, con un grandissimo voto su Ace e l'uscita del gioco, nel marzo 1989. Occasione in cui Molyneux inaugurò una tradizione che porta avanti ancora oggi: andare in negozio, comprare una copia del suo gioco, tornare a casa e giocarselo per bene.

La storica copertina del numer di Ace (che in Italia si chiamava K) in cui fu pubblicata la recensione di Populous - Post Mortem
La storica copertina del numer di Ace (che in Italia si chiamava K) in cui fu pubblicata la recensione di Populous


Commenti

  1. Prophet

     
    #1
    Il buon vecchio Mulinello si conferma sempre, a mio avviso, uno dei più grandi visionari del mondo videoludico. Fiero di essere un suo fanboy.
  2. giopep

     
    #2
    È un grande ed è sempre una persona interessantissima da ascoltare e da intervistare. Certo, ha il problema che si lascia un filo trascinare nelle dichiarazioni. :D
  3. Dypa77

     
    #3
    Eh beh.
    Molyneux fa la figura di un Gascoigne qualsiasi, deve tutto a suo suocero ed ai suoi fagioli, Populous è stato uno dei giochi migliori di sempre ma è nato perchè c'era un incapace alla programmazione...

    LOL grandissimo :)
  4. giopep

     
    #4
    Hahahahaha, beh, di sicuro è modesto. :D
  5. leonardo.ferri

     
    #5
    Fantastica retrospettiva. I retroscena sugli albori di Mulinello mi erano ignoti e mi hanno fatto scompisciare dal ridere :D
  6. Stefano Castelli

     
    #6
    Mah, in effetti ho idea che molti dei suoi progetti siano nati pensando ad altro e siano poi naufragati in risultati completamente differenti.

    A volte nel bene, altre volte nel male.

    In ogni caso, di Molyneux ne servirebbero di più, specie dopo che gente come Braybrook si è persa per strada.
  7. Nathan_AP

     
    #7
    Il problema è che se Molyneux sbaglia un titolo nessuno gli dice niente e vende lo stesso (meno ma vende lo stesso) se un pinco pallo sbaglia il primo titolo difficilmente gli viene data una seconda possibilita.
    Poi sul fatto che spesso " le spara un po grosse" se ne puo parlare....
  8. Stefano Castelli

     
    #8
    Nathan_APIl problema è che se Molyneux sbaglia un titolo nessuno gli dice niente e vende lo stesso (meno ma vende lo stesso) se un pinco pallo sbaglia il primo titolo difficilmente gli viene data una seconda possibilita.
    Poi sul fatto che spesso " le spara un po grosse" se ne puo parlare....

    Dipende che si intende per "sbaglia un titolo".


    Citami un gioco di Molyneux che ha venduto poco.


    Forse il suo unico flop in termini commerciali è stato The Movies, che ha comunque piazzato parecchie copie al punto da ottenere pure un'espansione.


    Quindi, perché non gli andrebbero date altre chance?
  9. fatController

     
    #9
    Grazie per l'articolo, un dettagliato e divertente tributo ad uno dei giochi che mi affascinò di più alla sua uscita.
    Ciò che più apprezzo di Molyneux è la capacità di mantenere (magari con difficoltà) l'attitudine tutta indie di chi vuole raccontare una 'sua' storia, ed al contempo di riuscire a rappresentare una voce autorevole nel panorama delle produzioni "tripla A".
    A riguardo di queste ultime, è particolamente interessante l'ultima citazione, oggi più che mai attuale visto che pure Epic si è messa a 'cercare un leader da seguire' con il suo Fortnite.
    Comunque, chissà quali altre sue dichiarazioni ci attendono in futuro...
    A proposito: sto ancora aspettando di vedere gli alberi crescere nel primo Fable, anche perché vorrei chiedere a Milo di andare a... manutenerli.
  10. Dypa77

     
    #10
    Stefano CastelliDipende che si intende per "sbaglia un titolo".


    Citami un gioco di Molyneux che ha venduto poco.


    Forse il suo unico flop in termini commerciali è stato The Movies, che ha comunque piazzato parecchie copie al punto da ottenere pure un'espansione.


    Quindi, perché non gli andrebbero date altre chance?

    Che tra l'altro era un signor gioco, eh. Uno dei pochi gestionali in cui facevo le notti.
Continua sul forum (27)►
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!