Post Mortem

Post Mortem

Una rubrica dalla periodicità variabile a seconda dei chiari di luna e degli allineamenti di pianeti, in cui abbiamo deciso di raccogliere tutti i nostri reportage sui "post mortem" cui assistiamo. Cosa sono i post mortem? Sono quelle conferenze in cui gli sviluppatori di un videogioco riflettono sul processo creativo e produttivo che li ha portati fino al giorno del lancio. Per analizzare e comprendere al meglio ciò che sta dietro al nostro passatempo preferito.
Rubrica

E dopo l'uscita?

Dalla Jihad al Giappone.

di Andrea Maderna, pubblicato il

In seguito all'uscita, ne capitarono di tutti i colori. Per esempio il timore delle minacce da parte della Jihad. Era il periodo in cui fu pubblicato I versetti satanici di Salman Rushdie e, poco dopo l'uscita del gioco, Molyneux ricevette una telefonata dalla redazione del Daily Mail, in cui lo avvertivano che, avendo realizzato un gioco in cui si parlava del conflitto fra bene e male, era a rischio di Jihad. Oppure i problemi di soldi, le bollette da pagare con gli incassi derivati dalle royalty che non arrivavano, perché l'abile negoziatore Molyneux non si era reso conto di stare firmando un contratto in base al quale i primi pagamenti sarebbero giunti a nove mesi dalla pubblicazione. In teoria era milionario. In pratica doveva aspettare nove mesi, per esserlo.

Non fu questo il destino immediato di Peter - Post Mortem
Non fu questo il destino immediato di Peter

la consacrazione

Poi, però, dopo mesi in cui Molyneux si inventava qualsiasi furbata pur di non rischiare di perdere la casa, anticipando il fenomeno dei subprime tramite l'utilizzo di carte di credito sempre nuove, arrivò il lieto fine. Populous fu un successo colossale, rappresentò un terzo del fatturato di EA per quell'anno e si piazzo stabilmente, per parecchi anni, nella top ten dei giochi più venduti della storia. Ebbe un successo clamoroso perfino in Giappone, dove generò un vero e proprio culto, con tanto di fumetti, pupazzi, gadget di mille tipi. Venne perfino organizzato un concerto, con un'orchestra sinfonica che eseguiva le musiche del gioco, a cui il team venne invitato ad assistere. E, lo ricordiamo, si trattava di musiche nate avendo come musa ispiratrice una donna che urlava costantemente a causa delle sue emorroidi. A un certo punto Molyneux venne perfino invitato a sfidare il campione nazionale giapponese di Populous (ovviamente fortissimo e con tanto di nippo-bandana legata in fronte) e cercò di cavarsela usando un cheat che permetteva di forzare all'improvviso l'uscita dalle case di tutti gli uomini dell'avversario. Il cheat, però, non funzionava sempre. E non funzionò.
Insomma, Bullfrog era ormai lanciata nella stratosfera e iniziò a crescere come azienda. Molyneux prese a creare nuovi giochi, buttando sul piatto idee sempre nuove, anche se non necessariamente altrettanto riuscite. Arrivò Powermonger, che di fatto anticipava la nascita degli RTS e sarebbe potuto essere un gioco fantastico, se non fosse stato per quei maledetti piccioni. E poi Populous 2, l'inevitabile seguito, anche se all'epoca la realizzazione di un seguito era considerata una cosa molto meno “onorevole” rispetto a oggi. E quindi una pietra miliare come Syndicate e via via fino alla nascita di Lionhead Games e alla produzione attuale.

Cronistoria delle fasi post lancio - Post Mortem
Cronistoria delle fasi post lancio

E quali conclusioni trae, Peter Molyneux, dal ripercorrere il cammino che lo portò alla nascita di Populous? Che a volte i grandi giochi nascono dalla sperimentazione, dal giocarli, dal ritoccarli e perfezionarli, cercando di capire cosa davvero funzioni. Populous ne è un fantastico esempio, tanto quanto lo è Minecraft. E che tante volte la soluzione a quello che può sembrare un problema insormontabile finisce per trasformarsi nell'idea geniale che ti cambia la vita.

La copertina dell'edizione originale, con tanto di vecchio logo Electronic Arts - Post Mortem
La copertina dell'edizione originale, con tanto di vecchio logo Electronic Arts


Commenti

  1. Prophet

     
    #1
    Il buon vecchio Mulinello si conferma sempre, a mio avviso, uno dei più grandi visionari del mondo videoludico. Fiero di essere un suo fanboy.
  2. giopep

     
    #2
    È un grande ed è sempre una persona interessantissima da ascoltare e da intervistare. Certo, ha il problema che si lascia un filo trascinare nelle dichiarazioni. :D
  3. Dypa77

     
    #3
    Eh beh.
    Molyneux fa la figura di un Gascoigne qualsiasi, deve tutto a suo suocero ed ai suoi fagioli, Populous è stato uno dei giochi migliori di sempre ma è nato perchè c'era un incapace alla programmazione...

    LOL grandissimo :)
  4. giopep

     
    #4
    Hahahahaha, beh, di sicuro è modesto. :D
  5. leonardo.ferri

     
    #5
    Fantastica retrospettiva. I retroscena sugli albori di Mulinello mi erano ignoti e mi hanno fatto scompisciare dal ridere :D
  6. Stefano Castelli

     
    #6
    Mah, in effetti ho idea che molti dei suoi progetti siano nati pensando ad altro e siano poi naufragati in risultati completamente differenti.

    A volte nel bene, altre volte nel male.

    In ogni caso, di Molyneux ne servirebbero di più, specie dopo che gente come Braybrook si è persa per strada.
  7. Nathan_AP

     
    #7
    Il problema è che se Molyneux sbaglia un titolo nessuno gli dice niente e vende lo stesso (meno ma vende lo stesso) se un pinco pallo sbaglia il primo titolo difficilmente gli viene data una seconda possibilita.
    Poi sul fatto che spesso " le spara un po grosse" se ne puo parlare....
  8. Stefano Castelli

     
    #8
    Nathan_APIl problema è che se Molyneux sbaglia un titolo nessuno gli dice niente e vende lo stesso (meno ma vende lo stesso) se un pinco pallo sbaglia il primo titolo difficilmente gli viene data una seconda possibilita.
    Poi sul fatto che spesso " le spara un po grosse" se ne puo parlare....

    Dipende che si intende per "sbaglia un titolo".


    Citami un gioco di Molyneux che ha venduto poco.


    Forse il suo unico flop in termini commerciali è stato The Movies, che ha comunque piazzato parecchie copie al punto da ottenere pure un'espansione.


    Quindi, perché non gli andrebbero date altre chance?
  9. fatController

     
    #9
    Grazie per l'articolo, un dettagliato e divertente tributo ad uno dei giochi che mi affascinò di più alla sua uscita.
    Ciò che più apprezzo di Molyneux è la capacità di mantenere (magari con difficoltà) l'attitudine tutta indie di chi vuole raccontare una 'sua' storia, ed al contempo di riuscire a rappresentare una voce autorevole nel panorama delle produzioni "tripla A".
    A riguardo di queste ultime, è particolamente interessante l'ultima citazione, oggi più che mai attuale visto che pure Epic si è messa a 'cercare un leader da seguire' con il suo Fortnite.
    Comunque, chissà quali altre sue dichiarazioni ci attendono in futuro...
    A proposito: sto ancora aspettando di vedere gli alberi crescere nel primo Fable, anche perché vorrei chiedere a Milo di andare a... manutenerli.
  10. Dypa77

     
    #10
    Stefano CastelliDipende che si intende per "sbaglia un titolo".


    Citami un gioco di Molyneux che ha venduto poco.


    Forse il suo unico flop in termini commerciali è stato The Movies, che ha comunque piazzato parecchie copie al punto da ottenere pure un'espansione.


    Quindi, perché non gli andrebbero date altre chance?

    Che tra l'altro era un signor gioco, eh. Uno dei pochi gestionali in cui facevo le notti.
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