Post Mortem
Tribolazioni finali
Gli ultimi passi per la creazione di un mito.
Eric Chahi aveva sempre considerato la copertina come un pezzo fondamentale del gioco, fosse anche solo perché rappresenta il primo impatto che il giocatore ha con l'esperienza che lo attende. Nel corso degli anni si era anche fatto prendere da una mezza idea di dedicarsi all'illustrazione e questa sua passione lo spinse a curare in prima persona la copertina di Another World. Mancava il tempo, però, con il termine dei lavori in vista, e le tre settimane impiegate per realizzarla furono un bel rischio. Il risultato, però, è sotto gli occhi di tutti.
modifiche a posteriori
Uno dei problemi al lancio fu rappresentato dalla quasi totale mancanza di playtesting, pratica poco radicata in Delphine Software: non se ne faceva a sufficienza e il risultato, nonostante alcune modifiche dell'ultima ora apportate da Chahi, fu un gioco un po' sbilanciato. In seguito, quando entrò in ballo Interplay per la pubblicazione negli Stati Uniti e le conversioni su console, ci fu l'occasione per effettuare delle rifiniture, eliminare bug e sistemare passaggi particolarmente frustranti. Venne anche chiesto a Chahi di rendere il gioco un po' più lungo, cosa che generò la sequenza aggiuntiva presente nelle versioni successive all'originale. Ci furono, però, anche dei problemi.
In Interplay volevano inserire un nuovo accompagnamento musicale per la versione Super NES e questo scatenò una vera guerra a distanza, perché Chahi non voleva saperne. La discussione proseguì per settimane tramite fax e una sera Chahi, preso dal fastidio, inserì nel suo fax un foglio arrotolato con la frase, di dimensioni enormi, “KEEP THE ORIGINAL INTRO MUSIC”. In loop. Spedita quindi per tutta la notte allo stesso numero. Il giorno dopo gli uffici Interplay si ritrovarono invasi dalla carta. La cosa non aiutò. Per fortuna, però, si inserì poi nella discussione Delphine Software, facendo presente a Interplay che dal punto di vista legale il cambiamento non poteva essere imposto, e la musica originale venne conservata. Dove invece Chahi dovette cedere fu sul piano della censura. Su console, infatti, c'era un limite a quanta “carne” femminile poteva essere mostrata, e venne apportata una lieve modifica estetica alla scena della piscina con le donne aliene in déshabillé.
gran finale
Al termine dei lavori, Eri Chahi era letteralmente esausto, e forse – dice lui – è questa la ragione per cui scelse per il suo Lester il destino che chi ha giocato Another World conosce. Sia come sia, la sequenza finale è semplicemente stupenda, e osservarla di nuovo in azione, al termine della conferenza, su quello schermo gigante, ha strappato più di un brivido al pubblico in sala. Ancora più emozionante, poi, quel che ha fatto seguito, dopo una veloce dimostrazione della versione iPad e una breve sessione di domande e risposte, con l'intera sala in piedi ad applaudire e spellarsi le mani, in una standing ovation spontanea, di puro entusiasmo, ineguagliata da qualsiasi altro post mortem classico della GDC 2011, ricevuta da un Eric Chahi visibilmente colpito, commosso, senza parole, che davvero non si aspettava un'accoglienza simile da una platea fra l'altro composta per lo più di sviluppatori. Emozioni vere.


