Post Mortem
Another World nelle parole di Eric Chahi
Un emozionante racconto per la genesi di un capolavoro.
Eric Chahi si è presentato sul palco della GDC 2011 con tutto il suo carico di spontanea e timida umiltà, esprimendo con i gesti, gli sguardi, la voce rotta, tutta l'emozione figlia anche solo dell'idea che a vent'anni di distanza il suo Another World sia ancora in grado di riempire oltre ogni limite un enorme auditorium. Chi l'avrebbe mai detto, all'epoca? Di sicuro non Chahi che – come del resto è accaduto per tanti altri giochi di quei tempi – ha conquistato il suo successo grazie a tanta improvvisazione e a un muoversi per lo più a tentoni.

un avvio stentato
Tutto ha avuto inizio nel luglio del 1989, in piena era Amiga. Eric Chahi aveva lavorato su diversi giochi, tutti realizzati in tempi piuttosto ristretti (dalle due settimane ai sei mesi), tutti dallo scarso successo. Il momento chiave si manifestò quando, subito dopo aver terminato il suo lavoro sull'impianto grafico di Future Wars (una bella avventura grafica di Paul Cuisset), si ritrovò di fronte all'appena pubblicata conversione Amiga di Dragon's Lair. Chahi si rese conto che quel genere di pulizia e qualità cartoonesca nelle animazioni era ciò che voleva riprodurre con un suo gioco. Come fare? La soluzione, secondo Chahi, era nella grafica poligonale, che permetteva di gestire una qualità paragonabile a quella del bitmap, ma con un consumo di memoria infinitamente più ridotto.






