Genere
Sparatutto
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
ND
Data di uscita
14/7/2006

Prey

Prey Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
2K Games
Sviluppatore
3D Realms
Genere
Sparatutto
PEGI
18+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
14/7/2006
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
8

Lati Positivi

  • Idee innovative
  • Divertente da giocare
  • Audio ben realizzato
  • Grafica a tratti notevole

Lati Negativi

  • Grafica a tratti sotto tono
  • Uscito con un po' di ritardo

Hardware

Provato su un Pentium 4 a 3 GHz con 2 GB di RAM e scheda grafica ATI Radeon X1600 Pro con 512 MB di RAM, il gioco si è rivelato godibile a 1280x1024 pixel, con AntiAliasing 2x e filtro Anisotropico 2x attivati. Provato alla stessa risoluzione su un più datato Pentium 4 a 2,66 GHz con 512 MB di RAM e scheda grafica ATI Radeon 9600 XT con 256 MB di RAM, il gioco è risultato poco fluido, divenendo giocabile solo diminuendo risoluzione e dettagli.

Multiplayer

Prey prevede diverse modalità multiplayer che possono coinvolgere fino a otto giocatori. Ad esse dedicheremo un articolo a parte per la versione PC, mentre per il multiplayer dell'edizione Xbox 360 vi rimandiamo a questo link.

Link

Recensione

La vittoria di Prey

Provato su PC, Prey accoglie il verdetto finale di Nextgame.it...

di Francesco Destri, pubblicato il

Quello che è diventato nel corso degli ultimi due lustri il "gioco fantasma" per antonomasia, si è poi svelato sempre più abbondantemente durante gli ultimi dodici mesi, un dato di fatto che la nostra scheda dedicata a Prey è lì a testimoniare in modo netto. Il richiamo ad essa è doveroso, perché giunto il fatidico momento in cui - non senza emozione - il PC del sottoscritto ha ingoiato l'argenteo supporto ottico contenente il gioco finito, e trascorse ore ed ore nei meandri della terribile Sfera aliena, è davvero arduo raccontare di un gioco di cui abbiamo già narrato tanto in lungo e in largo.

AL BANDO LA SUPERFICIALITÀ

Parlavamo in questi giorni, anche ieri, di Prey con giocatori ed "esperti" del settore e in taluni casi abbiamo riscontrato un errore che vorremo fosse evitato da chi legge: assaggiare semplicemente Prey è un torto al lavoro compiuto in questi anni da Human Head Studios con la supervisione di 3D Realms, un vero affronto, perché Prey non è un "mod di DOOM 3", non è "il solito sparatutto", non è "bruttino graficamente". E potremmo continuare.
Sviluppando per un momento l'ultimo concetto, dobbiamo ammettere che anche i talentuosi sviluppatori di cui sopra non si sono sottratti al sempre più assurdo e incredibile vezzo di iniziare i videogiochi "piano" e magari anche "sottotono" dal punto di vista estetico (il lavandino della primissima scena è davvero un brutto ammasso di textutre...), dimenticando che c'è gente in giro che i giochi li prova davvero magari solo 5 minuti (di numero) dal negoziante di fiducia. E poi giudica.
La verità dei fatti - secondo chi scrive, of course – è che graficamente Prey mostra cose molto belle (certi ambienti e certi mostri in particolare sono davvero notevoli), ma arriva un po' "lungo" nel cuore di quest'estate 2006, quando gli occhi di molti hanno già visto immagini, video o giochi interi che sotto il profilo estetico hanno già piantato le loro radici nella prossima generazione. Ma come sempre, e una volta di più conviene ripeterlo, non è l'aspetto esteriore, pur bello, lo sottolineiamo, a rappresentare la vera essenza dell'esperienza Prey.

GUSTOSI RIBALTAMENTI

Il cuore della questione sta una volta ancora nella giocabilità, che qui poggia su tre elementi fondanti: i portali, i cambi di orientamento/gravità del mondo di gioco, il piano spirituale oltre a quello reale. Mescolati insieme questi tre aspetti fanno del giocare a Prey qualcosa di nuovo, bello, divertente. Alla meccanica si affianca poi una storia che non vincerà il Premio Strega, ma che riesce a instillare quel sottile (e fondamentale per un videogioco) desiderio di andare avanti e di capire cosa c'è dietro a tutta questa strana faccenda fatta d'indiani, alieni, esseri posseduti, strani alleati, mostri voraci... Poi non mancano le chicche, come la trasmissione radio che a tratti vi terrà compagnia, contribuendo a mettere a posto qualche pezzo nel puzzle o gli enigmi chi vi faranno arrabbiare e intestardire finché non ne avrete compreso la logica per risolverli.
Provato a livello di difficoltà "normale" (quello che si adatta al modo in cui il giocatore si comporta), Prey si è rivelato un'esperienza piacevole, rilassante, a tratti avvincente, a volte anche un po' orrorifica... un gioco che abbiamo tanto aspettato, che ora è qui e vale la pena di essere non solo assaggiato, ma posseduto fino in fondo. Un titolo da provare e da finire, dato che lo svolgimento lineare non regala mai intoppi insormontabili e anzi dà la certezza che ci sia sempre una via di uscita dalla situazione in atto: basta ragionare, osservare e magari leggere il manuale, certi che anche il raggio traente degli esoscheletri volanti non è messo lì a caso...

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Prey ha vinto la sua battaglia contro se stesso, contro gli undici anni trascorsi dall'idea alla realtà dei fatti: se fosse arrivato a centrare l'uscita nel 2005, magari durante lo scorso periodo natalizio dove avrebbe goduto dello scontro diretto con Quake 4 (che Prey avrebbe vinto a mani basse...) saremmo tutti qui a decantare il capolavoro assoluto. All'alba del luglio 2006 e con la next-gen che avanza ci fermiamo un poco sotto, sul piedistallo dove svettano i giochi ottimi, quelli che vale la pena di giocare - fino in fondo - e di ricordare, perché capaci di darci qualcosa di più.