Genere
Picchiaduro
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
59 Euro
Data di uscita
20/8/2003

Pride Fighting Championship

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Datasheet

Produttore
THQ
Genere
Picchiaduro
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
20/8/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
2
Prezzo
59 Euro

Lati Positivi

  • Molto Tecnico
  • Potrà piacere agli appassionati del genere

Lati Negativi

  • Grafica approssimativa
  • Lentezza estrema
  • Gameplay monotono

Hardware

Per giocare a Pride Fighting Championship è necessaria una PlayStation 2 PAL, un controller - consigliabile forse un joystick - ed una memory card.

Multiplayer

In questo titolo di THQ potrete sfidare un vostro amico in combattimenti all'ultimo sangue. Supportata infatti l'opzione di giocare in doppio, caratteristica che allunga (di poco) la longevità del titolo.

Link

Recensione

Pride Fighting Championship

Uno sport duro, violento, con poche regole essenziali e tanto, tanto agonismo. Lottatori spietati, ognuno con la sua arte marziale, pronti a confrontarsi per il titolo di Campioni del Mondo, senza nessuna finzione, ma usando la propria forza ai danni dell'avversario. Da uno sport realmente esistente, signore e signori, ecco a voi Pride Fighting Championship.

di Piermaria Mendolicchio, pubblicato il

Il mondo del Wrestling si sa, spesso è stato etichettato come "finto", "costruito" e via dicendo; ma al mondo esistono ancora competizioni decisamente più realistiche - ed anche più dolorose - che ancora testano la forza e la resistenza di un uomo in un vero combattimento. Pride Fighting Championship, ultima fatica della THQ, permette al giocatore di calarsi in questo mondo e di mettere alla prova il proprio personaggio nella serie di incontri che conducono alla conquista del titolo di Campione del mondo.

PICCHIA DURO AMICO

Fighting Pride Championship si presenta come una simulazione realistica di questo tipo di sport. Gli incontri sono strutturati in diversi round (potrete deciderne il numero), nei quali ognuno cercherà di sopraffare l'avversario usando calci, pugni, prese e via dicendo. Caratteristica fondamentale è la possibilità di dichiararsi sconfitto, di "cedere", in seguito ad una situazione particolarmente dolorosa; molto spesso infatti l'incontro avrà termine in questo modo, senza riuscire nemmeno a concludere il ciclo dei round.
Il gioco si apre con un'introduzione in FMV che mostra spezzoni di combattimenti e di presentazione dei vari personaggi:THQ, infatti, ha messo a disposizione del giocatore un vasto numero di lottatori, tutti rigorosamente reali con tanto di licenza, per rendere ancora più realistica la simulazione. Al termine del filmato introduttivo potrete decidere se scendere immediatamente sul ring per la conquista del titolo, disputare incontri singoli (contro la CPU o contro un vostro amico), crearvi un personaggio (opzione di cui si parlerà in seguito) o accedere alla classica schermata delle opzioni. Come si conviene, il primo istinto è quello di gettarsi subito su un bel ring, magari in un semplice incontro senza pretese. Dopo aver selezionato con chi e contro chi desiderate combattere, vi ritroverete immediatamente sul tappeto (tutto fuorché magico, purtroppo). Subito si notano diversi problemi, sia riguardanti la tecnica del videogioco, sia inerenti alla sua giocabilità. La grafica assume dei caratteri di "alti e bassi" decisamente marcati: a volte lo spettacolo sarà buono, fattore che dipende moltissimo dalla prospettiva alla quale sono posti i personaggi, ma molto più spesso quello che si para davanti ai occhi è una grafica approssimativa, mal realizzata, squadrata, cubettosa e purtroppo inferiore di molto agli standard che ci si attenderebbe da un gioco per PlayStation 2. I movimenti sembrano macchinosi, lenti e caratterizzati da animazioni talvolta incerte; i colori sono per la maggior parte del tempo, spenti, fiacchi, quasi non destano nessuna impressione per la monotonia stessa che contribuisce a renderli decisamente brutti. Probabilmente l'unica parte che realmente è salvabile del corpo dei lottatori risiede nei loro visi, realizzati con cura sufficiente e comunque privi di quei difetti che i loro corpi purtroppo hanno.

NATURAL DISASTER

Scendendo un po' più nello specifico delle dinamiche di gioco, la situazione non cambia affatto. Sul fronte della tecnica infatti, le prime impressioni sono quelle che restano per tutta la durata del match e per ogni altro incontro: difficile cambiare opinione,infatti, visto che alla fin fine ci si trova di fronte praticamente sempre allo stesso scenario. Corpi, come già detto, troppo squadrati, a volte anche sproporzionati nelle varie parti e decisamente al di sotto degli standard attuali; l'effetto pubblico è sicuramente meno brutto rispetto ad altri titoli simili, ma anche in questo caso rasenta forse la sufficienza o poco più. Il comparto delle animazioni forse presenta qualche lato positivo: nonostante la gia nominata lentezza e macchinosità, di certo non presentano sbavature di sorta, conferendo ai personaggi dei movimenti conformi alla realtà ed anzi, piuttosto gradevoli (magari qualche frame in più non avrebbe guastato...) seppur nella loro eterna lentezza. Sono presenti anche degli schizzi di sangue, non eccelsi ma che comunque forniscono un buon contorno di realismo all'azione; il ring è ben realizzato ed anzi rappresenta decisamente la parte più interessante dal punto di vista grafico.
Proseguendo nel corso del gioco anche le impressioni riguardanti il gameplay, non variano poi molto. E' pur vero che questo Pride Fighting Championship qualche spunto interessante lo offre: la corsa al Titolo del Mondo si presenta come una sfida decisamente buona, vista l'intelligenza artificiale ben calibrata, capace di mettervi a dura prova; è pur sempre stimolante, soprattutto per un target appassionato a questa tipologia di gioco, riuscire a sconfiggere i vari avversari che si pareranno davanti e proveranno in tutti i modi ad avanzare al posto vostro.
Un'altra interessante caratteristica, risiede nella possibilità di crearvi un vostro personaggio. Potrete decidere l'aspetto e soprattutto lo stile di combattimento del vostro beniamino, creando mix divertenti e altamente sperimentali. Ovviamente, dopo la sua creazione, anch'egli parteciperà alla corsa per la cintura di campione, facendo vedere di che pasta è fatto (calibratelo bene, che gli altri lottatori non scherzano...). Da segnalare anche la possibilità di lasciar creare al "computer" il vostro personaggio, opzione che però toglie gran parte del divertimento in se.

LA POTENZA E' NULLA SENZA IL CONTROLLO

Un aspetto sicuramente da approfondire di questo Pride Fighiting Championship riguarda il sistema di controllo. Come potrete facilmente immaginare infatti, le mosse a disposizione di ogni lottatore non sono affatto poche (più che altro si tratta di prese e varianti di queste) e le combinazioni di tasti da premere sono, di conseguenza, numerose. Inizialmente, si faticherà non poco per riuscire a gestire in maniera egregia il personaggio: imparare come respingere una presa, rialzarsi, effettuare varie morse e stritolamenti muscolari non sarà un vero e proprio gioco da ragazzi. C'è anzi da ammettere che almeno durante le prime fasi di gioco, si avverte una sensazione di frustrazione nel vedersi schienati in due secondi netti, senza possibilità di replica. Per fortuna con un po' di tempo e soprattutto con molta pratica, si riescono a ristabilire le sorti dei vari match elargendo ai diversi avversari botte che si ricorderanno per un bel pezzo. E' da ammettere che il tipo di combattimento presente in questo titolo è decisamente più "tecnico" rispetto ad altri picchiaduro, ma come si vedrà, questo rappresenta, in un risvolto della medaglia, anche il suo principale difetto.
In ogni caso, anche sotto questo aspetto il titolo di THQ non mantiene le sue aspettative, risultando, spesso e volentieri, colpito dal principale difetto del gioco, già citato per altri aspetti: la macchinosità. Gia durante i primi combattimenti vi accorgerete senz'altro che l'uso di calci e pugni è estremamente limitato: caratteristica sicuramente propria dello sport stesso, ma che rende l'incontro destinato a svilupparsi quasi esclusivamente con uno dei due lottatori al tappeto e l'altro che tenta di farlo cedere in qualsiasi modo. Una volta che vi ritroverete al tappeto, sia che siate voi a schiacciare il vostro avversario, sia che la situazione sia inversa, tutto si ridurrà ad una pressione in sequenza di determinati tasti (quasi a ricordare le combinazioni per il ballo di Parappa The Rapper) fino al K.O. dell'uno o dell'altro. La vera azione quindi, lascia spazio alla noia, alla monotonia di un gameplay praticamente statico. L'aggiunta di poter usare mezzi non proprio corretti e sportivi per vincere sul proprio avversario, lascia il tempo che trova, perché poco sviluppata.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Purtroppo Pride Fighting Championship non riesce a distinguersi in praticamente nessun campo. Si parte da una grafica assolutamente approssimativa, al di sotto certamente di tutti gli standard attuali e che non fa altro, che conferire al titolo un aspetto sgradevole, portandolo ad una lentezza davvero molto pesante. L'uso dei colori ricalca fedelmente quanto detto sopra, dimostrandosi mal scelto e ancor peggio applicato; l'unico aspetto che poteva essere positivo è costituito dalle animazioni, purtroppo rese estremamente lente dal motore grafico. La macchinosità del gameplay poi, porta presto alla noia e al conseguente abbandono del titolo che era partito con basi decisamente diverse. Praticamente consigliato esclusivamente a chi vive di questo sport (nonostante la sua bassa risonanza), che potrebbe (ma non è neanche realmente sicuro) trovare pane per i suoi denti; a tutti gli altri, il consiglio resta di guardare altrove, magari ben distante.