Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
54,90 euro
Data di uscita
2/12/2003

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Ubisoft Montreal
Genere
Azione
PEGI
12+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
2/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
54,90 euro

Hardware

Le specifiche minime sono fissate su un computer dotato di un processore a 800 MHz, 256 MB di RAM e una scheda grafica da 32 MB. Le specifiche consigliate invece differiscono per il processore, almeno a un 1 GHz, e per la scheda grafica, dotata in questo caso di almeno 64 MB di memoria. La nostra prova è stata effettuata su un computer dotato di processore Pentium 4 a 1,6 GHz, accompagnato da 640 MB di memoria RAM ed una scheda grafica Radeon 9200 da 128 MB e si è comportato molto bene.

Multiplayer

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo è un gioco per un solo giocatore.

Link

Anteprima

Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo

Il tempo è come i granelli di sabbia di un deserto: infinito, impossibile quantificarlo con limiti precisi, poiché lui continuerà a scorrere anche in nostra assenza. Il tempo, però, può essere limitato, come la sabbia raccolta in una clessidra atta a quantificare lo scorrere dei secondi. Controllare il tempo potrebbe essere un sogno... o magari un vero incubo!

di La Redazione, pubblicato il

Nel 1989 un titolo stupì i giocatori di tutto il mondo proponendo un gameplay curato nei minimi dettagli e un'atmosfera impareggiabile, a nostro parere tutt'oggi ottima: la geniale mente di Jordan Mechner aveva dato i natali a Prince of Persia, il capolavoro prodotto da Bronderbund. Lo spettacolo che il principe regalò correndo sul monitor ammaliò e stupì i giocatori del tempo come raramente era accaduto prima. Francamente, in tutta sincerità, ci scappa anche una lacrimuccia pensando a quel passato nemmeno troppo lontano, il cui ricordo però è ancora fulgido e vivo. Le animazioni del personaggio principale e di tutti i comprimari erano al tempo spaventose, quasi un trattato svolto alla perfezione sulle meccaniche dei movimenti, precise in ogni minimo dettaglio: chi vi scrive ricorda di aver passato molto tempo nella semplice "adorazione" di quei movimenti tanto precisi, così fluidi e realistici, una vera rivoluzione per il periodo.
Il tempo passò inesorabilmente, ma il principe continuò a intrecciare le sue vicende con il mondo videoludico in due successive incarnazioni, a nostro avviso mai all'altezza dell'originale. Poi, di colpo, la luce: Jordan Mechner, padre e padrone della saga, torna al lavoro in prima persona come designer, per un nuovo episodio sviluppato da Ubisoft e curato dallo stesso team responsabile di Splinter Cell. Chi meglio del suo creatore può stabilire come debba essere sviluppato il quarto capitolo della leggendaria saga e guidare un team d'abili sviluppatori al successo meritato? La risposta a questa domanda retorica è ovviamente chiara e cristallina: nessuno può farlo meglio di lui e da quanto abbiamo potuto provare (in una versione non definitiva per PC) questo nuovo capitolo ne è la chiara testimonianza.

IL PRINCIPE E L'AVVENTURA

Il misterioso Oriente, terra fatata di leggende e dotata di un'atmosfera fiabesca, fa da contorno alle vicende di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, una storia fatta di magia, intrighi a palazzo e tanta sana azione.
La trama narra di una sanguinosa guerra tra i persiani e gli indiani. A fomentare le azioni della fazione indiana troviamo un malvagio Visir: egli, avendo contratto una terribile malattia, decide di tradire il Maragià indiano, offrendo al popolo persiano la testa dell'avversario in cambio di una serie di manufatti apparentemente di scarso valore. Ovviamente, tra questi manufatti, si trova un importantissimo pugnale, dotato di un potere enorme: tramite il pugnale è infatti possibile controllare lo scorrere del tempo ed è grazie a questo potere che il Visir intende debellare la sua malattia per ergersi a imperatore di tutto l'Oriente. Il Principe, però, ascoltata la conversazione tra il Visir e il padre, sospetta che il villano stia tramando qualcosa e decide di appropriarsi del pugnale per dimostrare al padre la sua fedeltà e per scombinare i piani del Visir. Questi, però, durante i festeggiamenti per la vittoria contro gli indiani, convince il Principe a disporre il pugnale all'interno di una clessidra, operazione che scatena una terribile maledizione, capace di trasformare in men che non si dica tutti gli astanti in mostri.
Toccherà quindi al nostro Principe il compito di rimettere le cose a posto, ma per fortuna non sarà solo: la sua vicenda s'intreccerà con quella di un'avvenente ragazza, legata al pugnale da un ciondolo che riporta lo stesso simbolo. La ragazza, dapprima restia a fidarsi del nostro baldo protagonista, costituirà in seguito un elemento fondamentale del gioco: molti enigmi, infatti, saranno risolvibili solamente attraverso la stretta collaborazione dei due personaggi. La nostra prima impressione, non appena abbiamo toccato mouse e tastiera, è stata fulminante: il Principe non solo è agile come in passato, ma i programmatori hanno arricchito ogni singola movenza e potenzialità riconducendola nel nuovo contesto di gioco, in modo da creare un sistema di controllo complesso ma intuitivo, da sfruttare come nell'episodio originario.
L'inizio di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo appare come una sapiente fusione tra un livello d'addestramento e l'atmosfera di questo progetto, in grado di immergere il giocatore nell'ambientazione e fargli imparare i rudimenti piacevolmente e con un livello di difficoltà perfettamente calibrato: questo traspare per esempio dalla graduale introduzione dell'acrobazie da compiere, che da semplici singoli salti arrivano alla concatenazione di diversi movimenti. Alcune movenze sono tanto utili quanto spettacolari, come per esempio la camminata sul muro per passare sopra i fossati, che si ispira palesemente ai dettami cinematografici introdotti da Matrix. All'interno del giocatore scatta una molla, una sorta di scintilla che porta ad esaminare l'ambiente di gioco prima di decidere sul da farsi, per poi compiere la giusta sequenza richiesta. Piacevole ed assai utile l'introduzione di una visuale in prima persona che permette di capire con maggiore precisione come comportarsi. A nostro modesto parere e per quanto ora provato possiamo già parlare di una piacevole naturalezza del sistema di controllo, che ci ha rimandato alla mente la praticità e la precisione di Mario 64, il titolo che può essere tranquillamente tutt'oggi considerato come il miglior platform in tre dimensioni mai creato, in virtù di un sistema di controllo profondo e intuitivo: la sensazioni da noi provate sono assai simili e, sebbene i sistemi di comando siano diversi, la sensazione di controllo ha veramente saputo ammaliarci.