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Videoproiettore: dal cinema alle nostre case!

Un tempo scelta tipica dell'utenza professionale, oggi il videoproiettore è entrato di prepotenza nelle case degli appassionati più esigenti, anche in virtù dell'attenzione sempre maggiore che i costruttori hanno nei confronti del mercato amatoriale e grazie sopratutto alla disponibilità di modelli dal prezzo molto meno proibitivo rispetto al passato...

di Sabatino Pizzano, pubblicato il

Per cui, se abbiamo a disposizione in ingresso un segnale con una risoluzione esattamente coincidente con quella del pannello, l'elettronica del proiettore non dovrà compiere nessuna operazione di interpolazione (scaling). Nel caso il segnale in ingresso sia di risoluzione maggiore, si avrà una compressione del segnale, nel caso il segnale d'ingresso sia di risoluzione minore, si avrà una espansione.
Il problema di questi dispositivi, però, sta nel fatto non vengono utilizzati esclusivamente con un PC, nel qual caso basterebbe impostare il segnale video alla stessa risoluzione nativa del proiettore per ottenere i migliori risultati. Inoltre, i segnali PAL e NTSC hanno risoluzioni diverse rispetto ai canonici 800 x 600, 1024 x 768, ecc. In particolare, la risoluzione-base che occorre utilizzare in formato 16:9 per il sistema PAL è di 1024 x 756 punti, mentre per il NTSC è di 848 x 480 punti. Va aggiunto che il segnale NTSC è molto più diffuso di quello PAL (e nei mercati in cui l'evoluzione tecnologica storicamente giunge prima che in Europa), per cui i produttori si sono inizialmente focalizzati più sul primo che sul secondo, anche se ormai il "gap" tecnologico sta via via assottigliandosi. Comunque, ancora oggi molti proiettori 16:9 di successo si presentano con una matrice 16:9 in formato 848 x 480, perfettamente coincidente con il segnale NTSC in 16:9 e quindi in grado di "mappare" perfettamente ogni pixel della sorgente NTSC sulla matrice, senza dover intervenire con alcuna operazione di compressione o espansione.
E noi europei, che adottiamo il sistema PAL? La questione in questo caso cambia, perché il segnale in ingresso ha una risoluzione di 1024 x 576 pixel che, com'è facilmente intuibile, non si rapporta 1:1 nel formato della matrice 848 x 480. E qui interviene lo scaling, che in questo caso comprime il segnale fino a 848 x 480 per adattarlo alla matrice, introducendo al contempo un degrado di qualità più o meno percepibile. Molti "puristi" dell'Home Theater preferiscono infatti adottare una matrice 4:3 1024 x 768, anziché una 16:9 che necessita poi del processo di scaling. In queste matrici PAL 16:9, il fotogramma a 1024x576 pixel rientra perfettamente nella risoluzione fisica del pannello, anche se ovviamente la discrepanza tra il fotogramma 16:9 e la matrice 4:3 accentuerà la presenza delle canoniche bande nere.
Trovare il giusto compromesso per il formato 4:3 PAL (utile in particolare per chi pensa di usare il proiettore sopratutto per giocare) è meno complicato, visto che in questo caso la risoluzione è di 768 x 576, e quindi la soluzione migliore è senza dubbio la 800 x 600.
Va anche detto, comunque, che recentemente il problema della risoluzione dei proiettori PAL è stata superata grazie all'introduzione di nuovi proiettori con le nuove a 1280 x 720 pixel (Panasonic PTAE 500, Sanyo Z2, Epson TW200). Tali risoluzioni erano già disponibili da tempo sui proiettori DLP di fascia alta (oltre 10.000 euro di listino), ma oggi anche i più economici proiettori LCD possono vantare tali risoluzioni a prezzi sensibilmente più contenuti.

I VIDEOPROIETTORI DIGITALI: LCD E DLP

Da qualche anno a questa parte anche gli appassionati più esigenti non hanno potuto far a meno di notare i grandi passi in avanti compiuti dalle tecnologie digitali. Certo, la naturalezza d'immagine garantita da un proiettore a tre tubi CRT non è ancora stata raggiunta, ma i vantaggi in termini di praticità e di manutenzione sono a tutto vantaggio dei proiettori digitali di ultima generazione: sono più compatti e leggeri, si montano in un attimo e si tarano con semplicità.
I proiettori digitali si dividono in proiettori per dati (presentazioni multimediali professionali in Power Point, ad esempio) e proiettori per Home Theatre. Quello che li distingue è innanzitutto la luminosità molto più elevata per i primi rispetto ai secondi, e il rapporto di contrasto molto più elevato per i secondi, senza dimenticarci della diversa resa dei colori. La misura della luminosità, espressa in ANSI (American National Standard Institute), indica la luminosità media dell'immagine che il proiettore è in grado di generare; il rapporto di contrasto invece è il valore che misura la capacità del videoproiettore di rendere aree dell'immagine molto scure e aree molto chiare in qualunque condizione di luminosità. Quest'ultimo è espresso sotto forma di un rapporto numerico, per esempio "400:1": in pratica il rapporto di contrasto è indice di qualità dell'immagine, ad un rapporto di contrasto maggiore corrispondono colori migliori, nero migliore, profondità migliore. I videoproiettori progettati per le sorgenti "dati" hanno una luminosità più alta in quanto si trovano spesso ad operare in ambienti luminosi, invece i videoproiettori per Home Theatre devono contenerla perché diversamente il rapporto di contrasto diminuirebbe troppo e il livello del nero si rileverebbe troppo luminoso (non a caso quasi tutti i proiettori per Home Theatre prevedono la possibilità di dimezzare la potenza della lampada). Ognuna delle due tecnologie, LCD e DLP, porta con sé pregi e difetti: senza voler scendere nei dettagli progettuali che caratterizzano queste due diverse filosofie, possiamo elencare le differenze che, dal punto di vista pratico, caratterizzano questi prodotti.
In termini strettamente qualitativi, i videoproiettori DLP sono superiori ai proiettori LCD, ma a parità di matrice costano anche di più, mentre i proiettori LCD, a parità di prezzo, vantano una maggiore risoluzione rispetto ai cugini DLP. Infatti, con 2000 euro circa ci si può portare a casa un videoproiettore LCD dotato di matrice 1280x720, mentre con la stessa cifra ci si deve "accontentare" di un DLP con matrice da 800x600. Quindi i proiettori LCD hanno una risoluzione maggiore , ma i proiettori DLP hanno il vantaggio di avere colori più vivi, un livello del nero più basso (a tutto vantaggio del contrasto generale) e una profondità d'immagine migliore. Salendo di prezzo, ovviamente, il divario tecnologico a vantaggio dei proiettori DLP si acuisce: un proiettore con matrice DLP da 1024x576 pixel (perfetta quindi per la riproduzione di materiale PAL 16:9) si può trovare in commercio a partire da 3000 euro