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Videoproiettore: dal cinema alle nostre case!

Un tempo scelta tipica dell'utenza professionale, oggi il videoproiettore è entrato di prepotenza nelle case degli appassionati più esigenti, anche in virtù dell'attenzione sempre maggiore che i costruttori hanno nei confronti del mercato amatoriale e grazie sopratutto alla disponibilità di modelli dal prezzo molto meno proibitivo rispetto al passato...

di Sabatino Pizzano, pubblicato il

Mettiamo subito in chiaro una cosa: l'Home Theatre "pretende" uno schermo grande, ma questo non è sempre facile da gestire. Per realizzare un buon sistema occorrono innanzitutto buona volontà e passione, un po' di soldi (anche se ormai un proiettore di fascia bassa costa quanto un buon televisore), e lo spazio sufficiente per piazzare uno schermo. Praticamente la visione a grande schermo si può ottenere sia con televisori con diagonale superiore ai 32”, sia con retroproiettori, sia con display al plasma... sia, naturalmente, con un videoproiettore. Questo speciale si concentrerà proprio su quest'ultimo elemento, in quanto è quello maggiormente in grado di riproporre nelle nostre case le emozioni date da una sala cinematografica... per non parlare, poi, dei videogiochi!

ENTRIAMO NEL VIVO!

Tra le varie apparecchiature per la riproduzione delle immagini, il videoproiettore è senza dubbio quello più "professionale", quello prediletto dai più esigenti e da chi anche in casa vuole vivere le emozioni del vero cinema, sia perchè il videoproiettore è in grado di generare immagini molto più ampie dei tradizionali televisori a grande schermo, sia perchè, abbinandolo a un impianto audio di qualità, permette di allestire un Home Theatre quasi senza compromessi.
Ogni cosa però ha un prezzo da pagare e, nel caso del videoproiettore, tale "prezzo" va inteso non tanto dal punto di vista economico (come già detto, un videoproiettore entry-level costa quanto un buon televisore) ma sopratutto in riferimento alla sua installazione nell'ambiente e nelle sue peculiari metodologie d'utilizzo. Per essere più precisi, un videoproiettore necessita di un ambiente sufficientemente grande per una corretta installazione, di una stanza quasi totalmente buia (anche se i modelli più recenti possono restituire buone immagini anche in ambienti leggermente illuminati), e infine di una sorgente di qualità tale da reggere un simile ingrandimento dell'immagine senza evidenziarne troppo i difetti, che con uno schermo di grandi dimensioni si noterebbero subito. Per questo motivo è caldamente consigliato l'utilizzo di un lettore DVD di fascia alta, in quanto con le immagini televisive (satellitari o terrestri che siano), o ancora peggio se la sorgente è un videoregistratore, otterremmo un abbassamento della qualità dell'immagine ben percepibile.
Infine, è bene ricordare che un videoproiettore ha anche costi di gestione, come il costo della lampada o dei tubi: infatti una lampada per proiettori digitali (DLP e LCD) ha una vita media di 3000 ore, superate le quali va sostituita con una nuova, a fronte di un costo che varia dai 300 ai 700 euro, a seconda del tipo di lampada. Un tubo catodico (nei proiettori CRT) ha invece una vita più lunga (può arrivare anche a 20000 ore) ma porta con sé l'onere della taratura. Insomma, il proiettore non può sostituire in tutto e per tutto il televisore, sarebbe assurdo stressare la lampada e oscurare la sala per guardare Mentana o le Iene: meglio sfruttarlo solo quando, dopo aver preparato un quantitativo devastante di popcorn, abbiamo voglia di goderci un bel film.

LA RISOLUZIONE DEL PROIETTORE E LE MATRICI

Come avete certamente intuito dal paragrafo precedente, esistono fondamentalmente tre categorie di videoproiettori: videoproiettori LCD (Liquid Cristal Display) e videoproiettori DLP (Digital Light Processor), che rappresentano la quasi totalità dell'offerta dei proiettori digitali, e videoproiettori CRT o Tritubo (Cathod Ray Tube). Ogni categoria citata porta con sé pregi e difetti, ma prima di affrontare in modo più dettagliato le caratteristiche di ognuna delle tre tecnologie, è fondamentale comprendere la natura delle matrici e delle loro varie risoluzioni.
La matrice, o pannello, è la parte finale del processo di generazione delle immagini, il mezzo con il quale un proiettore digitale (LCD e DLP), è in grado di proiettare su grande schermo i nostri film e i nostri videogiochi preferiti.
Le matrici a disposizione per i proiettori sono moltissime e sono innanzitutto definite dal loro formato, che può essere (come nei televisori) 4:3 o 16:9. Ovviamente, una matrice 4:3 può tranquillamente visualizzare un segnale 16:9 e viceversa, con i compromessi già visti nei televisori del medesimo formato: un fotogramma 4:3 su un pannello 16:9 si vedrà incorniciato a destra e a sinistra da due bande nere; viceversa un fotogramma 16:9 su uno schermo 4:3 proporrà le consuete bande in alto e in basso.(le bande nere, ovviamente, vengono visualizzate anche dalle matrici 16:9 quando il formato del fotogramma è più ampio, come nel caso del 2.35:1).
Oltre al formato, quello che caratterizza le matrici è la risoluzione: quella che di solito viene indicata sulle specifiche tecniche di un videoproiettore è la risoluzione massima "nativa" o "non compressa". Ad esempio, un proiettore basato su una matrice 800 x 600 nativa può arrivare in alcuni casi anche ad accettare risoluzioni in ingresso di 1280 x 1024 pixel, ma tali maggiori risoluzioni non sono quelle "fisiche" del pannello, bensì il risultato di procedure di compressione/espansione definite "scaling", operate direttamente dall'elettronica del dispositivo di visualizzazione.
E' bene quindi fare riferimento alla risoluzione nativa e non a quella compressa, come spiegheremo nel corso di questo articolo. Ad ogni modo, la risoluzione nativa è un concetto identico in tutto e per tutto a quello che tutti gli appassionati di PC e di videogiochi conoscono: la risoluzione fisica del pannello è definita dal numero di pixel orizzontali e verticali effettivamente presenti nella matrice.