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Project Eden - Parlano gli sviluppatori

Intervista

Project Eden - Parlano gli sviluppatori

In un'approfondita intervista giuntaci direttamente da Eidos Interactive, il team di programmazione di Core Design (gli sviluppatori famosi per aver dato vita a Lara Croft) ci svela i retroscena della sua nuova prossima creazione, Project Eden, che a marzo 2001 intende fissare un nuovo punto di riferimento per i giochi d'azione e avventura.

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

Abbiamo ricevuto da Eidos Interactive questa intervista rilasciata da Core Design, il team di sviluppo di Project Eden. Con piacere la pubblichiamo, anche se non è stata condotta direttamente dalla redazione di Nextgame.it, perchè fornisce una panoramica molto completa e dettagliata sul gioco. Buona lettura e buona visione degli screenshot e degli artwork allegati!

Domanda: A cosa si riferisce il titolo "Project Eden"? Da dove viene e quale significato ha per il gioco?

Risposta: Il nome Eden è apparso nella fase iniziale dello sviluppo e ha un significato per qualcosa presente all'interno del gioco. La parola Project è stata aggiunta dopo per motivi di copyright.

Domanda: Chi sono i quattro personaggi principali? Cosa potete dirci su di loro?

Risposta: (Eidos Interactive ci ha fornito la biografia dei quattro protagonisti. NdR)

Carter: Capo della squadra UPA, maschio nero di 36 anni. Carter ha una grande esperienza e si è guadagnato la sua attuale posizione nei ranghi dell'UPA lavorando sodo. A differenza di quanto di solito accade nell'UPA, non sta aspettando di arrivare ai quaranta per ritirarsi a un lavoro di scrivania. E' serio, autorevole e tiene la situazione sotto controllo.

Minoko: Divisione tecnica dell'UPA, donna bianca di 20 anni. Un'orfana che è stata inserita nel programma di addestramento dell'UPA a 9 anni dopo aver dimostrato un alto livello di destrezza coi computer. E' entrata a pieno titolo nell'UPA a soli 17 anni (la soglia d'età minima). La sua esperienza sul campo è limitata, ha lavorato con Carter e la sua squadra solamente per un anno. E' giovane, allegra e ottimista.

Andre: Membro del genio dell'UPA, maschio bianco di 32 anni. Un abile ingegnere con una naturale capacità di capire e riparare i circuiti elettrici e i meccanismi. Alla ricerca di emozioni, si è unito all'UPA all'età di 25 anni, dopo essersi stufato del suo precedente lavoro come ingegnere alla SkyLift. Nonostante i suoi superiori lo ritengano un elemento con qualche problema di disciplina, è il candidato naturale al posto di Carter, quando quest'ultimo si sarà ritirato.

Amber: Divisione Cyborg dell'UPA, donna bianca di 27 anni. Dopo essere stata ferita in modo orrendo nell'incidente della Skyway all'età di 19 anni ha scelto di diventare una delle "teste di metallo" dell'UPA piuttosto che sottoporsi alla normale chirurgia uomo-cyborg. Col passare degli anni è diventata sempre più introversa e simile a una macchina, come sembra spesso accadere ai membri della divisione Cyborg. E' calma silenziosa e cupa.

Control: Membro del comando UPA, maschio di 48 anni. Dopo il ritiro dalle operazioni sul campo ha assunto il ruolo di quinto dei quattro membri della squadra di Carter. Anche se la composizione del comando cambia a seconda della missione, lui e Carter hanno lavorato spesso insieme in precedenza. Serio ed esperto, il suo ruolo è il futuro di Carter.

Le abilità dei quattro protagonisti rimangono le stesse lungo tutto lo svolgimento del gioco, sono i problemi che incontrano a diventare sempre più difficili. Non ci sono statistiche tipo gioco di ruolo dal momento che preferiamo lasciare tutto all'abilità del giocatore. Per esempio, per violare un computer bisogna affrontare un minigioco che diventa più difficile man mano che l'avventura progredisce, in questo modo è il giocatore che deve diventare più esperto e non il suo personaggio.

Domanda: Potete dirci quali comandi possono essere impartiti ai compagni di squadra? C'è qualche altro comando a parte "seguimi"?

Risposta: No, gli possiamo solo chiedere di seguirci, altrimenti i personaggi rimangono dove sono. Gli possiamo dire quale arma usare dopodiché possiamo lasciare tutto nelle loro mani. In Eden l'enfasi è posta sul controllo diretto da parte del giocatore piuttosto che nell'impartire ordini su una mappa e incrociare le dita sperando che i personaggi facciano ciò che avevamo programmato.

Domanda: Questo Cooperative Mode è veramente interessante. Molti giochi promettevano di basarsi su questo modello cooperativo ma Project Eden offre la modalità Cooperative come parte integrante del concetto di gioco, potete dirci se seguirete questo modello anche in altri giochi? Possiamo aspettarci meno deathmatch e più azioni di concerto?

Risposta: Personalmente mi sono sempre piaciuti i giochi basati sul modello cooperativo (ricordate quel vecchio gioco chiamato Bubble Bobble?). Sono sempre buoni giochi perché le persone con diverse abilità possono giocare insieme lì dove i deathmatch e gli scontri uno contro uno finiscono sempre con i giocatori più abili che vincono continuamente mentre tutti gli altri si annoiano. Mi piacerebbe sicuramente dedicarmi ad altri giochi in cooperazione nel futuro.