Genere
ND
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
39,90 Euro
Data di uscita
24/2/2006

Project Zero 3: The Tormented

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Datasheet

Produttore
Take 2 Interactive
Sviluppatore
Tecmo
PEGI
16+
Distributore Italiano
Take2
Data di uscita
24/2/2006
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
39,90 Euro

Hardware

Project Zero 3 è in arrivo su PlaySation 2 nel corso di febbraio 2006.

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Speciale

Domande & Risposte su Project Zero 3: The Tormented

Tra le interpretazioni più originali della categoria horror, la serie Project Zero è riuscita negli anni a ritagliarsi un suo spazio a fianco di colossi come Resident Evil e Silent Hill, grazie alle particolari atmosfere tipicamente giapponesi. Con un occhio alla prossima generazione, e in vista dell'esordio europeo, il produttore Makoto Shibata ci parla del suo ultimo lavoro...

di Alessandro Martini, pubblicato il

La generazione di console che si avvia a concludersi ha visto fiorire, tra le sue categorie più amate, il genere horror valorizzando in molti casi l'immaginazione di alcuni sviluppatori che sono riusciti con successo a staccarsi dal "paradigma" di Resident Evil. Uno di questi è certamente Tecmo, nome noto per le ragazze di Dead Or Alive e i combattimenti di Ninja Gaiden ma che, con meno clamore, si è imposto in altri generi, ben lontani dalle serie appena citate. Dopo due capitoli e in vista del terzo, non ci resta che scoprire le novità annunciate per il ritorno di Project Zero, guardando (brevemente) a come potrà evolversi la serie sulle console "next generation".

Domanda: Potresti presentarti e spiegare il tuo ruolo nello sviluppo di Project Zero 3?

Risposta: Il mio nome è Makoto Shibata e sono il produttore della serie Project Zero. Ho diretto questo terzo episodio sin dall'ideazione fino all'ultimo giorno della lavorazione.

Domanda: Per chi non conoscesse la serie, puoi dirci quali sono le sue caratteristiche fondamentali? Cosa differenzia Project Zero da altri giochi horror come Silent Hill e Resident Evil?

Risposta: Sia Resident Evil che Silent Hill sono giochi horror, ma la loro essenza è profondamente diversa da Project Zero. Questa serie personifica tutti gli elementi della tradizione horror giapponese, e si basa direttamente sulla mitologia nipponica dei fantasmi. Project Zero 3 ha luogo in una magione abbandonata, la cui architettura rispecchia perfettamente lo stile giapponese tradizionale. Nella scuola cinematografica dell'horror giapponese, la paura non viene creata unicamente attraverso lo shock improvviso, in quanto il silenzio e le pause nell'azione hanno un ruolo altrettanto importante. Questo tipo di silenzio accresce la sensazione psicologica della paura, che cresce nel subconscio dello spettatore.

Un'altra differenza risiede nel fatto che i nemici sono fantasmi e, in quanto tali, risultano imprevedibili non avendo una forma fisica che li costringe a rispettare i limiti terreni. In Project Zero 3, inoltre, intendiamo far sembrare che qualcuno vi stia osservando mentre giocate, creando in questo modo una forte sensazione di paura all'interno dell'utente. Gli stessi fantasmi, a loro volta, sono stati umani e hanno provato sensazioni come dolore, rabbia e passione. Ognuno di loro ha le proprie ragioni per trovarsi in questo luogo e, soprattutto, per attaccarvi. Un simile approfondimento degli avversari rappresenta un'altra delle caratteristiche salienti di Project Zero.

Non va dimenticato, inoltre, che la vostra unica arma è una macchina fotografica. Naturalmente è uno strumento magico, creato per sigillare al suo interno gli spettri. La sua efficacia dipende dalla nostra vicinanza allo stesso fantasma, fattore che influenza sia la possibilità di colpirlo, sia il danno effettivo che potremo provocare. In altre parole, è necessario trovarsi faccia a faccia con gli spettri per combatterli. La macchina fotografica ha però un'altra funzione e torna utile per mostrare visioni dal passato. Grazie a questi flashback, il giocatore può scoprire cosa è realmente successo nella magione e, in ultima analisi, risolverne il mistero. Sia la protagonista che l'ambientazione si incontreranno a causa del fato, ma il loro vero rapporto dovrà essere compreso dal giocatore per scoprire l'intero intreccio. Personalmente ritengo che questa impronta sia unica della serie Project Zero, in quanto ritengo la paura una sensazione molto personale: ogni individuo la percepisce in maniera differente. Questa serie rappresenta proprio la mia personale concezione dell'horror.

Domanda: Quali sono le maggiori influenze per questo capitolo e per l'intera serie?

Risposta: La nostra principale ispirazione è stato il film The Ring. L'ultima scena, in cui lo spettro esce dal televisore e attacca, ci ha dato l'idea per usare una macchina fotografica come arma. In particolare, mi ha impressionato il modo con cui il film riesce a creare la sensazione di stretta vicinanza, e disagio, con i fantasmi. Inoltre, la serie a fumetti Yokai Hunter, di Daijiro Moroboshi, mi ha influenzato davvero molto. In quest'opera, il protagonista inizia a percepire il mondo ultraterreno mentre sta indagando sulla storia del Giappone e il fumetto riesce a rappresentare perfettamente tutto l'immaginario nipponico legato all'occulto.

Domanda: Cosa puoi dirci della trama questa volta: è contorta quanto quella di Mio e Mayu in Project Zero 2?

Risposta: Il capitolo precedente aveva un tono più Fantasy: questa volta ci saranno atmosfere strettamente legate ai temi della scuola cinematografica horror giapponese. La storia ha luogo parzialmente nella vita quotidiana della protagonista e rappresenta gli orrori che la attanagliano durante la sua normale esistenza. E' una ragazza di nome Rei, una giornalista freelance, che ha perso il suo fidanzato (Yuu) in un incidente d'auto dove lei stessa si trovava alla guida. Poco tempo dopo l'incidente, a Rei appare il fantasma del suo ragazzo nelle vicinanze dell'antica magione, così decide di recarsi sul posto durante un impegno lavorativo. All'improvviso, si ritrova in mezzo a un cortile innevato dove incontra una strana donna coperta di tatuaggi su tutto il corpo, che immediatamente la aggredisce.

Questa donna è la stessa Rei, e tutt'attorno alcune giovani ragazze osservano la scena, impugnando ciascuna un paletto di legno, che successivamente conficcano nelle mani e nei piedi della protagonista. Dalle ferite, iniziano a propagarsi dei tatuaggi che salgono fino al volto di Rei, e quando raggiungono i suoi occhi il sogno viene interrotto e si sveglia nel bel mezzo della giornata. Da questo momento, Rei visita l'antica magione ogni volta che si addormenta. All'interno dell'edificio, la donna tatuata girovaga senza una meta apparente, con l'accompagnamento di una strana melodia. Sarà compito della protagonista (e quindi del giocatore) risolvere il mistero e liberarsi della maledizione legata al tatuaggio, che è ora impresso sul suo corpo. Alcune delle foto scattate nei sogni vengono trasportate nella realtà al suo risveglio ed è proprio analizzandole che si farà luce sul mistero.