Genere
Sparatutto
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
24,90 euro
Data di uscita
26/9/2003

Psyvariar

Psyvariar Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Empire Interactive
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
26/9/2003
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
24,90 euro

Lati Positivi

  • Giocabilità ottima
  • Buona caratterizzazione grafica
  • Temi musicali ottimi

Lati Negativi

  • Longevità ridotta al minimo
  • Motore grafico appena sufficiente
  • Nessun extra rilevante rispetto alle versioni da sala giochi

Hardware

Per gettarvi nella furiosa mischia di Psyvariar non avete bisogno che di una copia originale del gioco, una PlayStation 2 PAL, un joypad digitale e una Memory Card per salvare i punteggi migliori.

Multiplayer

L'unica modalità multiplayer offerta da Psyvariar è quella classica per due giocatori contemporaneamente a schermo.

Link

Recensione

Psyvariar

"Insert Coin", ovvero il canto delle sirene videoludiche, la perdita delle inibizioni, la sfida. "Continue?", la domanda fatidica cui prima o poi qualunque videogiocatore ha dovuto rispondere (contandosi le monetine in tasca). "Game Over", un muro di parole scolpite nella roccia che vogliono dire solo una cosa: passa la mano, ragazzino, adesso gioca uno bravo.

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

C'era un tempo in cui i videogiochi dovevano ancora scoprire cosa ci fosse al di la del "fondale", un tempo in cui a contare erano i riflessi più che il ragionamento, e una sessione prolungata al cabinato poteva causare nel giocatore effetti di assuefazione potentissimi, nonché esborsi impressionanti di monetine al sadico gestore della sala. Su quei tempi sono trascorsi milioni di NES e di Playstation, Super Mario 64 e Quake, eppure entrando in una sala giochi, tra un Tekken e un Sega Rally, potrebbe apparire qualcosa di inusitato e sconcertante: uno shoot-em up bidimensionale!
Psyvariar è approdato nelle sale-giochi giapponesi nel 1999, raccogliendo col tempo un buon seguito di pubblico e riuscendo a farsi largo persino tra le uscite PlayStation 2 rivolte al mercato occidentale, evento quest'ultimo assolutamente raro per la categoria cui Psyvariar appartiene. Quello degli shooter 2D a scorrimento verticale è difatti un settore ormai abbondantemente trascurato dalle grosse software house e solo uno zoccolo duro di appassionati è riuscito a mantenerlo in vita fino ad oggi, nonostante l'apparente crisi cronica del settore arcade e la scarsa adattabilità di molti titoli al mercato casalingo.
Proprio per rendere più appetibile la conversione su PlayStation 2, il produttore ha scelto di unire le due versioni del gioco approntate sino ad oggi, denominate Medium Unit e Revision, e di vendere la Complete Edition che ne è risultata ad un prezzo il più possibile invitante. Peccato che le due ulteriori versioni per collezionisti, arricchite rispettivamente di un CD con la colonna sonora e di un replay da brivido, non siano state scelte da Empire per la commercializzazione in Europa, il che è comunque molto comprensibile (per la cronaca, il replay mostra come finire il gioco sfruttando un solo credito).

VERTICAL LIMIT

Per quanto un genere come quello cui appartiene Psyvariar sia ormai da etichettare come "preistorico", bisogna dire che il buon seguito di pubblico e critica riscosso da questo sparatutto sono ampiamente meritati e lasciano sperare in una distribuzione europea anche per Psyvariar 2, ancora in lavorazione. Una volta inserito il supporto nel lettore notiamo con sorpresa che è presente anche un breve filmato di presentazione in computer grafica, che introduce sin da subito ad uno stile particolarmente familiare agli appassionati di animazione giapponese. Siamo ovviamente ben lontani dalle splendide intuizione grafiche di Rez, e il tutto si riduce ad un sostanziale ripasso di quanto già visto in sparatutto analoghi, ma sempre realizzato con cura e buon gusto.
Indifferentemente dalla versione del gioco (Medium Unit o Revision) scelta nel menu iniziale, il gameplay riguarderà sempre e comunque la distruzione di tutta una serie di nemici di medie e piccole dimensioni fino al prevedibile boss di fine livello, attraverso un percorso non lineare lungo i quindici livelli presenti, suddivisi a loro volta in sei aree principali. Per ciascuna delle due versioni è possibile settare il livello di difficoltà, il numero di crediti disponibili, attivare o disattivare i Continue e addirittura ruotare lo schermo a piacimento.
Venendo a ciò che probabilmente più interessa, ovvero la giocabilità, va detto subito che l'inedito sistema di potenziamento "Buzz System" ideato dai programmatori di Success dona a Psyvariar una personalità ben distinta e lo rende appetibile anche per chi pensa che il genere sia già stato sviscerato a fondo. Trattasi in buona sostanza di una ulteriore sistema di punteggio oltre a quello classico derivante dai nemici abbattuti, e tiene conto dei nemici e dei missili che vengono colpiti con le indistruttibili ali della navicella. In entrambe le versioni del gioco è inoltre possibile far ruotare la navicella su se stessa, il che modifica profondamente l'attacco che tende a concentrarsi su un solo punto piuttosto che seminare colpi in tutte le direzioni.
Da notare che proprio la diversa forma dell'astronave nelle due versioni di Psyvariar determina un differente approccio al nemico, essendo quella della prima versione un po' più vulnerabile, forse per via della parte centrale (quella che invece può essere colpita) più grossa rispetto alle ali. Resta il fatto che a nostro opinabilissimo gusto la versione più vecchia della navicella è decisamente più originale della versione Revision ed il suo essere più vulnerabile non intacca per nulla la giocabilità, che si mantiene sempre su ottimi livelli. Peccato, piuttosto, per l'estrema brevità di alcune sezioni che, unita alla relativa lunghezza delle due modalità, consiglia di innalzare subito almeno di un grado il livello di difficoltà, onde evitare di ritrovarsi col gioco già terminato più volte nell'arco di un solo pomeriggio.

MAI CHIEDERE L'ETA' A UNA SIGNORA

Nonostante i quattro anni sulle spalle e l'hardware di derivazione PSOne per il quale è stato pensato, il motore grafico di Psyvariar svolge ancora egregiamente il suo lavoro, e non fa minimamente rimpiangere i motori strettamente bidimensionali dei suoi antesignani (ma non va ovviamente confrontato con Ikaruga, che rappresenta un'altra generazione hardware). Purtroppo certi capolavori di pixel-art sono ormai appannaggio del passato e bisogna adattarsi a nemici e sfondi poligonali non sempre all'altezza delle aspettative, soprattutto per quel che riguarda texture e pulizia dell'immagine, non proprio eccellenti, così come va fatta un po' di abitudine a certi sfondi in movimento un po' confusionari che certo non aiutano a districarsi in mezzo ai folli pattern di bombe sputate dai nemici, la cui ferrea geometria invita comunque a trovare con naturalezza i "corridoi" migliori per uscire indenni.
Tutto bene invece in campo musicale, dove non si segnala neanche una sbavatura, e alcuni temi risultano anzi memorabili per la buona ispirazione che li caratterizza e per lo stile lontano anni luce dai tormentoni "tunz-tunz" spesso abusati dalle produzioni occidentali.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Se la definizione "boss di fine livello" vi fa venire l'itterizia, se rischiate un infarto nell'apprendere che un gioco non richiede lo stick analogico, se avete smesso da anni di cercare il foro dove inserire il gettone nella vostra console casalinga... beh, Psyvariar potrebbe riconciliarvi con voi stessi, e col vostro portafoglio, offrendovi un salutare tuffo nel passato remoto, alla ricerca dei cromosomi "arcade" perduti. Certo, con titoli evoluti come Rez o Ikaruga in giro, il relativamente "povero" Psyvariar sembra quasi un paradosso temporale, ma siano sicuri che il basso prezzo a cui verrà proposto e l'inossidabile fascino del genere porteranno comunque qualche utente PAL a farci un pensierino su.