Genere
Guida
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
69,99 Euro
Data di uscita
4/6/2008

Race Driver: GRID

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Datasheet

Produttore
Codemasters
Sviluppatore
Codemasters
Genere
Guida
PEGI
12+
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
4/6/2008
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
12
Prezzo
69,99 Euro
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

La prova è stata effettuata con un PC dotato di processore Core 2 Duo a 2,56 GHz, 2 GB di RAM e scheda video GeForce 8800 GTS da 640 MB, senza riscontrare alcun rallentamento - ovvero viaggiando mediamente a quaranta fotogrammi per secondo - alla risoluzione di 1680x1050 pixel con i livelli di dettaglio del gioco impostati al massimo. Per quanto riguarda la versione PlayStation 3 si segnalano sporadici cali di fluidità, un aliasing più marcato e tempi di caricamento nella media, comunque molto più lunghi di quelli, quasi inesistenti, della versione PC.

Multiplayer

La componente multiplayer di Race Driver: GRID è molto ben nutrita e consente di prendere parte agli stessi tornei disponibili nella modalità carriera ma con avversari in carne e ossa. La qualità dell'esperienza di gioco varia parecchio in base a chi ci troveremo davanti (o dietro...) ma è possibile disattivare i danni per limitare gli effetti dell'altrui irruenza e inesperienza. I fenomeni di lag, benché presenti e ben visibili, sono imputabili alla natura peer-to-peer dell'infrastruttura di rete.

Link

Recensione

Senza tregua

Luci e ombre di una carriera nel segno della velocità.

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Il fatto che questa generazione di console abbia finalmente imposto il multiplayer online come imprescindibile, senza distinzione di genere, ha forse alleggerito gli sviluppatori dall'obbligo morale di costruire modalità single-player sempre più complete e articolate. In realtà ciò non è accaduto per generi come il rally, dove lo scontro online è poco eccitante per sua natura (perché non può essere diretto) e ne è una dimostrazione la mastodontica modalità carriera di Colin McRae: DiRT.
Per quanto riguarda Race Driver: GRID è impossibile, invece, nascondere la delusione per una modalità principale nettamente inferiore, per varietà e capacità di spronare ad andare avanti, rispetto a quella vista nel precedente lavoro di Codemasters.
Il sistema basato sui punti esperienza, tramite i quali si ottengono le patenti e si sbloccano i tornei di categoria superiore, non stupisce per originalità, ma non è nemmeno il primo imputato; il fatto che le auto possano essere tutte acquistate e non ve ne siano di particolarmente originali da sbloccare è già un primo elemento poco eccitante, soprattutto se consideriamo che a conti fatti non c'è nessun "extra" o premio particolarmente attraente ad attenderci dopo il traguardo, che non sia appunto il denaro per acquistare nuove vetture.

UNA STAGIONE TIRA L'ALTRA

A fronte di una libertà massima nel decidere quale percorso seguire nella propria carriera e nella crescita della propria scuderia, Race Driver: GRID inizia a soffrire di una certa monotonia di fondo non appena si conquistano le prime tre patenti e si scopre che i livelli successivi non contengono nulla di nuovo che non siano tornei più articolati, da correre sempre con le stesse auto e sugli stessi tracciati, anche se leggermente modificati rispetto ai tornei precedenti.
In pratica, ogni circuito è presente in due o tre versioni differenti o in configurazioni particolari per determinate categorie, oltre alla solita variante al contrario, ed è su questi cambiamenti che dovrebbe in parte basarsi il senso di progresso nel gioco. È vero, non è possibile accedere subito ad alcune categorie come i prototipi, GT1, GT2 e Formula 3, ma non è che le categorie inferiori siano costituite da "utilitarie" e il brivido della velocità non manca affatto nelle fasi iniziali del gioco.
Paradossalmente, insomma, quello che sembra un grosso punto a favore di Race Driver: GRID rispetto ad alcuni illustri concorrenti, cioè l'offrire subito auto divertenti da guidare, si rivela un'arma a doppio taglio che smussa il piacere della conquista e l'ansia di "vedere cosa c'è dopo". Nulla da criticare invece per quanto riguarda il design dei tracciati, se non per alcune strettoie veramente esagerate che sembrano fatte apposta per scatenare tamponamenti a ripetizione.

FAVORITISMI

Un altro elemento che fatichiamo a comprendere sotto il profilo "contenutistico", oltre alla carenza di tracciati, è la macroscopica disparità tra categorie in quanto a varietà di mezzi presenti: la possibilità di scelta tra le auto per le gare di derapata e le muscle car americane sono infatti parecchie, ma perché concedere solo due opzioni (Chevrolet Lacetti e BMW 320si) per le Touring? E dire che proprio con il campionato britannico per vetture Turismo era iniziata l'avventura di TOCA Touring Car Championship, più di dieci anni fa!
Alcune scelte di Codemasters lasciano insomma spiazzati, ma nel complesso possiamo dire che i 45 veicoli a disposizione sono più che sufficienti per non annoiarsi lungo tutta la carriera, a patto di aumentare progressivamente il livello di difficoltà e cercare di tamponare in questo modo la carenza di stimoli che abbiamo più volte sottolineato. In realtà la cura più efficace per riacquistare un po' di cattiveria è molto facile da ottenere: basta lanciarsi nella modalità multiplayer e dimenticare per un po' la scuderia, gli sponsor e i trofei, andando a caccia di soddisfazioni là dove le sconfitte possono essere molto, molto più cocenti...


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