"Perché non parli?"
Ovvero: la sindrome dell'eroe muto.
Toccare il tema della disabilità nei videogiochi è sempre qualcosa che avviene raramente, vuoi per sensibilità e "politicamente corretto", vuoi perché di fatto gestire protagonisti con problemi fisici può essere controproducente per il gioco, a meno che non si tratti di qualche bella mutazione che fornisca chissà quali poteri speciali. Non di meno, esiste una categoria di protagonisti con un evidente handicap che vengono riproposti con una certa insistenza. I muti.
Me l'ha ricordato la prossima pubblicazione del nuovo capitolo di Zelda, che ha per protagonista un muto d'eccezione: Link. Di fatto non è proprio muto muto, dal momento che ogni tanto grida, però di parlare proprio NON se ne parla. E non conviene neppure andare a chiedergli il perché: voi ci andreste a parlare con tizio biondo vestito con l'abitino di Peter Pan e che impugna una roba chiamata "Spada Leggendaria"? Non è proprio il caso...
Di fatto però l'espediente di NON far parlare Link ha funzionato. Per lo meno, fino a quando i videogiochi stessi sono rimasti muti. Di recente lo stesso Link con la lingua bella fissata al palato risulta quantomeno bizzarro e non "regge" più molto. Ma tant'è, Zelda è Zelda. Ha la bussola, i cuori da raccogliere e il protagonista che non parla.

In altri casi il protagonista muto sta risultando decisamente più fuori luogo. Pigliamo ad esempio Gordon Freeman. Scienziato. Possessore di una tuta super-potenziata. Abile col piede di porco. E muto. Dannatamente muto. Anche quando tutti attorno gli spiegano le cose più assurde lui non parla mai. Per sentire la sua voce dobbiamo fargli beccare una fucilata in faccia. E dire che... insomma... quando ti sbuca un uomo con la valigia (sì, il G-Man) che inizia sparare una serie di cavolate a raffica ti verrebbe davvero da interromperlo per dire almeno un "EH???". Ma niente. Ok, qualche piccolo problema il Dottor Freeman deve averlo e tutto sommato, considerando quello che di solito gli succede, un po' di mutismo è abbastanza giustificato. Però, contando lo spessore narrativo dei recenti (ahahahah) Half-Life il silenzio del nerdacchione in questione inizia ad essere pesante.
Qualcuno fortunatamente se n'è accorto: in Dead Space abbiamo passato ore e ore impersonando quello che poteva sembrare uno psicopatico col saldatore e il fetish per le tutine attillate. E in effetti qualche mugolio di troppo quando Isaac si dimena può far nascere qualche dubbio. Gli sviluppatori del gioco devono essersi accorti della situazione imbarazzante e hanno fatto finalmente scatenare il personaggio nel secondo capitolo, quando in effetti non sta zitto un attimo... guarito!
Niente da fare invece per Crysis 2, con un protagonista che sfocia davvero nel grottesco. Se non l'avete giocato e temete gli spoiler magari smettete di leggere qui (anche se in effetti non rivelo niente di importantissimo...): per tutto il primo capitolo del gioco 'sto benedetto imbecille viene scambiato per un altro a causa della tuta che indossa. E lui non dice mai roba tipo "Prophet??? Io?" o magari un sommesso "Chiedo scusa, deve esserci un equivoco". No. Lui sta zitto e sta al gioco. Magari è semplicemente un burlone...
E neppure un paio di settimane fa... ecco l'ultimo eroe muto. Il marine di RAGE, ultimo controverso lavoro di id Software. Ok, a Carmack e soci i protagonisti muti son sempre piaciuti, diciamolo. D'altronde, far parlare il marine di Doom nel 1993 poteva essere problematico. Però se consideriamo che pure il protagonista di Doom 3 non spiccica una parola neanche quando ha qualcosa che gli rosicchia una tibia... Ecco. Di certo in RAGE, uno dei titoli più "interattivi" mai scritti da id Software, la sindrome dell'eroe muto pesa in modo abbastanza evidente.
Semplicemente, nel 2011 sembra una pura e semplice forzatura che talvolta lascia senza parole.


:D