Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
64,90 Euro
Data di uscita
4/11/2003

Tom Clancy's Rainbow Six 3

Tom Clancy's Rainbow Six 3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Red Storm Entertainment
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
4/11/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
64,90 Euro

Lati Positivi

  • Grande realismo
  • Sistema di controllo brillante
  • Supporto dei comandi vocali
  • Ottima esperienza Live
  • Intelligenza Artificiale molto soddisfacente...

Lati Negativi

  • ... anche se con qualche caduta
  • A volte particolarmente difficile
  • Comandi vocali a tratti imprecisi

Hardware

Rainbow Six 3 è un'esclusiva per Xbox. Per giocare a Rainbow Six 3 è necessaria una confezione originale del gioco e un Xbox PAL con relativo pad. Il gioco supporta l'utilizzo delle cuffie – per comunicare in Live con altri utenti o comandare i propri compagni in modalità single player – e il Dolby Digital 5.1.

Multiplayer

Cinque le modalità multiplayer, di cui due basate sulle missioni custom e la campagna principale del gioco, ma affrontabili in modalità cooperativa. Tornano poi i classici deatmatch a sedici giocatori, attraverso il Survival e il Team Survival. Interessante il Terrorist Hunt, che permette – insieme con altri amici – di dare la caccia a un gruppo di terroristi, guidati dall'intelligenza artificiale, sulla falsariga di Counter-Strike. Si registra qualche sporadico fenomeno di lag, per fortuna decisamente contenuto rispetto alla versione americana.

Link

Recensione

Tom Clancy's Rainbow Six 3

Domingo Chavez era appostato ormai da ore, tanto che i dolori alle gambe cominciavano ad essere ben più che un semplice fastidio. Finalmente, un soldato fece capolino dalla sua garitta fumando una sigaretta. "Contatto". Che stupido – pensò Ding – la luce del mozzicone avrebbe pregiudicato la sua visione notturna... tanto peggio per lui! Partì un colpo solo dal suo M82A1 e poi scese il silenzio: "Qui Ding, Tango a terra".

di Andrea Focacci, pubblicato il

Impareremo però ad avere grande cura dell'incolumità dei compagni, visto che la loro presenza risulterà fondamentale nel coprirci le spalle, effettuare irruzioni altrimenti particolarmente rischiose e, più in generale, aiutarci nel portare la pelle a casa: già in modalità veterano, con solo due salvataggi per livello a disposizione, il level design allestito dagli sviluppatori Ubisoft si rivela in tutta la sua amabile "perfidia", tenendo costantemente la tensione del giocatore ai vertici massimi, presentando una nutrita quantità di punti ciechi e ambientazioni ad alto rischio di imboscata.
Nella maggior parte delle missioni, inoltre, coprirci le spalle non potrà essere la nostra sola preoccupazione, visto che anche i numerosi ostaggi da liberare dovranno essere protetti dalle pallottole vaganti. Fortunatamente, in aiuto arriva un vasto arsenale – armi effettivamente in dotazione alle truppe americane e riprodotte con una precisione di funzionamento davvero ammirevole – col quale pianificare strategia e approccio alla missione prima di prendere parte alla stessa, e una mappa del livello, sulla quale sono segnati solo ostaggi e obbiettivi, ma sprovvista di eventuali informazioni sulla dislocazione dei nemici. Il rischio che l'effetto sorpresa venga a mancare può essere facilmente aggirato grazie alla presenza di una modalità di gioco speciale, che permette di affrontare le stesse mappe popolate da forze ostili, ma posizionate ogni volta in maniera diversa.

PRESENZA OSTILE ELIMINATA

Il grande coinvolgimento offerto da Rainbow Six 3, già tangibile grazie all'alto realismo di cui il titolo è intriso, raggiunge picchi di eccellenza grazie all'utilizzo combinato di grafica e sonoro, che porta il secondo a sottolineare nel modo opportuno le situazioni più significative che si presentano all'interno di una missione: ogni ambiente è riprodotto con dovizia di particolari, la rappresentazione delle luci si conferma agli alti livelli già fatti segnare da Splinter Cell – casualmente, altra opera ispirata all'universo ideato da Tom Clancy – e le animazioni di armi e compagni di squadra non possono che dirsi davvero soddisfacente. Aggiungiamo la tensione creata dal rumore dei nostri lenti passi su scale di metallo o pavimenti di legno e capiremo quanto Ubisoft non abbia lasciato nulla al caso. L'unico neo imputabile a Rainbow Six 3 è forse da ricercarsi in qualche incongruenza di troppo legata al comportamento dell'intelligenza artificiale di compagni e nemici: se la coordinazione mostrata dai nostri amici restituirà spesso la sensazione di avere a che fare con tre personaggi in carne e ossa – così come i terroristi che, sotto il fuoco nemico, andranno a cercare un riparo idoneo dal quale far partire le loro sventagliate di proiettili – altrettanto non può dirsi di qualche bruttura, che vede Chavez e soci finire sulle proprie bombe o nemici passarci vicino (o rimanere impalati) senza apparentemente accorgersi della nostra presenza.
Sono comunque casi particolari (e non molto diffusi) ai quali per una volta, visti i tanti meriti dell'intelligenza artificiale, può essere concessa una decisa sospensione dell'incredulità. Da citare, infine, l'ottima implementazione della fisica Rag-Doll che, in modo impeccabile, riproduce in modo sinistro ma perfetto la naturalezza di un corpo privo di vita che stramazza al suolo, a seconda dell'angolo e della posizione di tiro, soprattutto da postazioni sopraelevate.

TERRORISTI NELLA RETE

Se Ghost Recon si è rivelato uno dei migliori titoli Live dell'anno in corso, Rainbow Six 3 finirà con tutta probabilità per bissare e superare tale successo. Il titolo Ubisoft risulta estremamente godibile se giocato online, grazie a una serie di modalità multiplayer in grado di coprire la maggior parte del fabbisogno richiesto dall'utente. Cinque le sezioni di gioco, due delle quali riproduzioni in versione cooperativa della campagna principale e delle modalità custom, sino ad un massimo di quattro giocatori.
Le tre rimanenti sono essenzialmente riconducibili alla categoria dei deatmatch, in cui il trionfatore è colui che colleziona il maggior numero di uccisioni: oltre ai canonici Survival e Team Survival, interessante è anche la modalità Terrorist Hunt, attraverso la quale un gruppo di amici può cooperare per tenere testa a una squadra di terroristi comandata dalla CPU. Non siamo certo ai livelli di Counter-Strike ma, siamo sicuri, le vostre cuffie e i vostri microfoni non andranno in pensione per un bel po' di tempo...

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Ancora una volta, il team Rainbow non negozia con i terroristi ma agisce con precisione chirurgica e letale. Pur ispirato al corrispondente episodio già apparso su PC, Rainbow Six 3 offre tutta la meticolosità di Tom Clancy mediante nuovi livelli e un sistema di controllo che, attraverso il pad Xbox, risulta estremamente brillante e intuitivo da padroneggiare, pur non rinunciando alla sua profondità. Ciò che ha reso Rainbow Six una serie di successo – estremo realismo, difficoltà elevata e pianificazione strategica delle risorse di squadra – si conferma anche sulla console Microsoft che, con il pieno supporto al network Live, offre ai giocatori un'esperienza di gioco davvero imperdibile. Gli unici nei che intaccano una prestazione altrimenti perfetta, in pieno stile Rainbow, sono da ricercarsi in una intelligenza artificiale a tratti incongruente e in alcune situazioni di gioco che portano alla prematura fine della missione, il cui verificarsi (comunque raro e casuale) non è direttamente riconducibile a responsabilità oggettive dell'utente. Ma sono difetti sui quali è possibile chiudere un occhio, visto l'elevato livello di coinvolgimento offerto dal titolo Ubisoft.