Genere
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Lingua
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Prezzo
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Data di uscita
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Recoil: Retrograd

Recoil: Retrograd Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
ZeitGuyz Game Developer
Formato Video
HDTV

Hardware

Recoil: Retrograd è in corso di sviluppo su PC, Xbox 360 e PlayStation 3 presso gli studios di ZeitGuyz Game Developer. Al momento in cui scriviamo il gioco è ancora alla ricerca di un produttore.

Multiplayer

Il team di sviluppo intende sviluppare una modalità multiplayer molto ampia, sullo stile di Enemy Territory: battaglie a squadre nell'universo parallelo di Retrograd.
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Il gioco, quindi, si presenta come un classico action-game in terza persona, con il protagonista inquadrato di spalle e capace di un gran numero di azioni: spara con le armi che trova in giro o recupera dalle sue vittime (magari dopo averle "tritate" in un giga-ingranaggio...), ma può anche impegnarsi in combattimenti all'arma bianca o a mani nude, a seconda dell'arma che si troverà a usare. E le armi, oltre al fatto che possono essere molto originali per via del particolare sviluppo tecnologico vissuto da Retrograd, si annunciano molto diverse proprio grazie alla capacità di viaggiare nel tempo. Se quindi Recoil: Retrograd può sembrare in parte una versione steampunk di Assassin's Creed (le dinamiche che governano la folla sono simili, ed è possibile creare diversivi provocando risse per passare inosservati), da un altro punto di vista offre un approccio al gioco molto stratificato proprio grazie al modo con cui i designer hanno affrontato il viaggio nel tempo.

poco "ritorno al futuro", molto "heroes"

Recoil: Retrograd è un gioco che non si pone l'obiettivo di offrire un'esperienza di gioco totalmente libera al giocatore, piuttosto propone una struttura narrata che però va a unire ampie porzioni di gameplay all'interno delle quali il giocatore potrà muoversi come meglio crede, interpretando liberamente problemi ed eventuali combattimenti.
I problemi, al di là del vivere "da ricercato", dipendono sostanzialmente dalla necessità di recuperare determinati artefatti in modo da potersi spostare nel tempo e intervenire così sulla società e sulla tecnologia temporanee. Davi, infatti, non può decidere autonomamente quando tornare nel passato e nemmeno il momento preciso del suo arrivo. Sono appunto gli artefatti a rendere possibile lo spostamento temporale, e per il protagonista si tratterà sempre di un... atterraggio sorprendente.
Capita insomma di trovarsi nella Retrograd del diciannovesimo secolo, circondati da soldati armati di moschetto e baionetta, alla ricerca di persone da salvare per poter rendere "migliore" il futuro della città. Il tempo, insomma, non scorre su linee parallele come nella trilogia di Robert Zemeckis, ma piuttosto viene rappresentato come nei viaggi nel tempo del pasticcione Hiro Nakamura di Heroes, con la differenza però che Davi non può teletrasportarsi, ma solo muoversi su piani temporali differenti.

a che scopo?

Viaggiare nel tempo, ovviamente, permette a Davi di mettere a posto definitivamente quanto l'umanità prima e i Cardinals poi hanno devastato, e nell'esempio mostratoci lo scopo finale del viaggio nel diciannovesimo secolo era quello di salvare alcune persone da morte certa. Il problema, da cui derivano i dilemmi "morali e strategici" del gioco, è che Davi si troverà sempre di fronte a una scelta al termine dei livelli "nel passato": privilegiare la crescita tecnologica o quella sociale? Nel primo caso, magari salvando uno scienziato da morte certa sacrificando invece un altro personaggio più "socialmente utile", il ritorno al 2052 mostrerà una Retrograd evoluta dal punto di vista tecnologico, con macchinari più sviluppati, magari esoscheletri a vapore e armi più moderne: la città stessa si trasformerà di fronte ai nostri occhi subito dopo il nostro ritorno per mostrare i cambiamenti che le nostre scelte hanno comportato. Nel secondo caso, invece, sottrarremo un numero sempre maggiore di persone al giogo di Gloria Mundi, alimentando così la rivoluzione che ci aiuterà a raggiungere il nostro scopo, ma al tempo stesso ci mancheranno gli strumenti per guidare effettivamente la rivolta.