Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
99.900 lire
Data di uscita
19/8/2003

Resident Evil 3: Nemesis

Resident Evil 3: Nemesis Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Capcom Europe
Genere
Azione
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
19/8/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
0
Prezzo
99.900 lire

Lati Positivi

  • Buona la trama
  • Sonoro molto buono
  • Alcune innovazioni interessanti

Lati Negativi

  • Graficamente vetusto
  • Situazioni ormai viste e riviste
  • Enigmi risibili
  • Sistema di gioco ormai stantio
  • Titolo riproposto a prezzo pieno
  • Nemesis è un personaggio decisamente poco riuscito

Hardware

Per guidare Jill Valentine abbiamo bisogno di un GameCube ed un blocco libero su memory-card.

Multiplayer

Resident Evil 3: Nemesis è un titolo per un solo giocatore.

Link

Recensione

Resident Evil 3: Nemesis

"Jill Valentine ha visto troppo, non può rimanere in vita": così deve aver pensato qualcuno ai piani alti di Umbrella, ma cosa poteva eliminare una persona che era sopravvissuta ai molteplici orrori della magione degli Spencer? "Ci vuole qualcosa di più pesante, in ogni senso…" aggiunse qualcuno…e fu decisamente preso in parola!

di La Redazione, pubblicato il

Il seguito è certamente uno degli strumenti più utilizzati dalle software-house fin dagli albori dei videogiochi: l'equazione è assai semplice, si azzecca un titolo e lo si fa diventare un simbolo, uno dei capisaldi distintivi di ogni produttore. In linea generale, non abbiamo nulla al contrario al riguardo, tuttavia esistono dei casi limite nei quali sarebbe preferibile evitare tale comportamento, che spesso sfocia in un continuo sfruttamento di una saga che porta ad uno svilimento del simbolo stesso con giochi di caratura decisamente poco soddisfacente. Capcom, fin dagli albori, ci ha abituato a uno sfruttamento intensivo dei propri brand, basti pensare per esempio alla saga di MegaMan, che ormai ha raggiunto i connotati di una vera e propria epopea (sarebbe meglio dire telenovela) fatta di molteplici seguiti ed innumerevoli spin-off; inoltre bisogna considerare il fatto che ogni progetto o creazione che raggiunga un buon riscontro di pubblico è destinata a diventare un franchise fatto di diversi seguiti.
Abbiamo parlato di "sfruttamento intensivo" ed ebbene possiamo affermare che la saga di Resident Evil sia ormai a questo punto, ormai spremuta in seguiti e conversioni che spesso si differenziano in nulla rispetto agli originali, magari apparsi su una console di una generazione precedente. Come successo per Resident Evil 2 per GameCube, anche in questo caso siamo decisamente contrariati per quanto proposto da Capcom, vera e propria maestra nel "battere il ferro finche è caldo".

WE ARE ALL MADE OF S.T.A.R.S.

Jill Valentine era riuscita a sfuggire alla magione che faceva da copertura ai laboratori di Umbrella, folle multinazionale che stava compiendo studi decisamente inquietanti alla ricerca dello strumento di distruzione definitivo, scatenato da un agente patogeno denominato "Virus T". Come testimone delle aberrazioni compiute dai folli scienziati, Jill e i suoi compagni tentarono di smuovere le coscienze dei loro colleghi, ma la corruzione ormai era palese nella polizia di Raccoon City, un malcostume così grande da far sembrare l'italica Tangentopoli una semplice bisca fra vecchi amici. Stufa del lassismo dei "piani alti" delle forze dell'ordine locali, Jill decise di dimettersi dalla S.T.A.R.S., convinta di essere uscita per sempre dall'incubo: la realtà però si mostrò ben diversa, i membri della squadra speciale misteriosamente morivano uno dopo l'altro e Raccoon City stava per diventare un ricettacolo di mostruosità, visto che Umbrella presto avrebbe perso definitivamente il controllo sulla diffusione del Virus T. E' così che la povera Jill si trova, all'inizio del gioco, a combattere contro qualcosa di molto più grande di lei, in ogni senso.
Capcom per il terzo episodio della saga cercò di proporre alcune leggere innovazioni, piccole novità che non riuscirono a svecchiare una struttura che già al tempo poneva il fianco a numerose critiche. Le novità sono da ricercare principalmente nel sistema di controllo, decisamente migliorato e perfezionato: ora Jill può contare su alcune mosse evasive in più rispetto al passato, movimenti che spesso si rivelano fondamentali, come per esempio la schivata che permette di sfuggire al morso di un non-morto. Un'altra aggiunta importante è il cosiddetto "quick turn", cioè un semplice giro di centottantagradi che ci permette di agire velocemente nel caso di attacchi da più fronti. Persino gli zombie hanno ricevuto una novità, decisamente marginale e più fastidiosa per il giocatore che utile ai fini del gameplay. Durante la vostra avventura vi potrà capitare di notare che alcuni zombie portano sulla loro schiena una sottospecie di zaino, ripieno però di esplosivo: questo elemento ovviamente detonerà con violenza se colpito da un vostro proiettile facendo piazza pulita di un bel numero di non-morti o coinvolgendovi nell'esplosione, con conseguente perdita di energia. In questo caso, all'avvistamento di tali zombie "esplosivi", vi consigliamo prudenza e di ragionare prima di premere furiosamente il grilletto. Jill inoltre ha la possibilità di fabbricare le proprie munizioni attraverso un attrezzo, uno strano macinino che permette di miscelare diverse polveri da sparo in modo da creare proiettili di diverso tipo.
Un'altra novità è l'introduzione di un nemico decisamente coriaceo che prende il nome di Nemesis, un energumeno dalle fattezze decisamente inquietanti che darà la caccia a Jill per gran parte dell'avventura. Il problema è che tale personaggio risulta decisamente ben poca cosa a livello di carisma, limitandosi a deambulare per l'ambiente di gioco menando qualche fendente ogni tanto. Inoltre la sua camminata e la sua voce roca (si limita semplicemente a ripetere la parola "Starsss…" sibilando le "s" in maniera assai fastidiosa) lo rendono più comico che pauroso, così poco riuscito che non spaventerebbe nemmeno i bimbi imberbi ancora terrorizzati dal babau. Tuttavia la sua presenza ha permesso a Capcom di introdurre dei bivi nei quali possiamo fare due scelte: o affrontare Nemesis o darci alla fuga. Il giocatore è libero di scegliere la propria sorte a suo piacimento e queste differenti possibilità potrebbero rappresentare un buon incentivo a rigiocare l'avventura, ma solo per coloro che non hanno mai affrontato questo titolo in passato.
La struttura invece non ha ricevuto nessuna innovazione dimostrando tutti i suoi problemi, fra cui citiamo una parte "enigmistica" decisamente risibile e mai ispirata, una tensione quasi assente e lontana parente degli episodi precedenti ed una varietà di situazioni decisamente assente, a causa di un sistema di gioco ormai troppo arido per essere sfruttato ancora per molto. La semplice peregrinazione per la città è ormai un incentivo di poco conto perché già sfruttata nel secondo capitolo della saga e solo la trama e l'intreccio sono degli incentivi a continuare a giocare, possibilità però valida solo per chi non abbia mai affrontato in passato questo titolo: per gli altri la sensazione di deja-vu sarà così forte che giocare a lungo Resident Evil 3: Nemesis sarà quasi impossibile.

THE LAST ESCAPE

Dal punto di vista tecnico Capcom si è limitata ad aumentare la risoluzione della grafica, ma non adeguandola ai giorni nostri: il risultato è certamente insoddisfacente in ogni senso. I fondali renderizzati per esempio sono ormai troppo vecchi e poco particolareggiati per stupire i giocatori abituati agli standard odierni, quasi inqualificabili se paragonati allo splendido lavoro svolto in Resident Evil per GameCube. I modelli poligonali sono anch'essi ormai troppo poveri e decisamente maldestramente realizzati: mancano certamente di particolari e nemmeno le loro animazioni convincono. Persino i filmati precalcolati non stupiscono in alcun modo, nemmeno per la regia, a causa di situazioni già proposte in precedenza. In questo quadro generale assai poco soddisfacente salviamo però il sonoro che presenta sempre dei temi musicali di ottima fattura ed un parlato decisamente ben recitato.
Come già ampiamente sottolineato Resident Evil 3: Nemesis è un semplice remake con attrattive nulle per chi abbia già giocato questo titolo alla sua uscita. Solo i fan sfegatati, ai quali prima consigliamo una seduta intensiva sui capitoli nativi per GameCube, potrebbero trovare qualche motivo di interesse verso questo titolo, che però è proposto a prezzo pieno, una scelta più che criticabile vista la qualità generale del prodotto, indubbiamente non all'altezza degli standard odierni.

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Come il remake del secondo capitolo anche Resident Evil 3: Nemesis è un tuffo nel passato poco ispirato e decisamente poco piacevole. Questo terzo capitolo della saga già rappresentava probabilmente l'anello più debole di tutta la produzione legata a Resident Evil e la riproposizione odierna non ha fatto altro che aumentare la consistenza dei difetti strutturali e tecnici del gioco. I problemi sono decisamente molteplici, a partire da una gamma di situazioni di gioco ormai troppo inflazionate fino al capitombolo della figura di Nemesis, vero e proprio inno a come non realizzare un cattivo "di successo". Inoltre i rompicapo toccano livelli di facilità mai visti in precedenza, risultando quasi un insulto ai neuroni del giocatore. Alla luce di tutte queste considerazioni e in virtù delle pessimi abitudini di Capcom, ampiamente criticate nella recente recensione di Resident Evil 2, ci sentiamo di bocciare questa produzione e tutta la bieca operazione che esiste alla sue spalle. Se proprio dovete giocare a questa saga fatelo bene: godetevi in primis i capitoli nativi per GameCube e lasciate questo prodotto al suo oscuro destino, ampiamente meritato.