Genere
Azione
Lingua
Inglese
PEGI
18+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
ND

Resident Evil 4

Resident Evil 4 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Capcom
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Innovativo
  • Entusiasmante
  • Longevo
  • Tecnicamente spettacolare
  • Stupende scene di intermezzo

Lati Negativi

  • Diverso dai normali Resident Evil
  • Nella parte centrale scende un po' di tono

Hardware

Per giocare a Resident Evil 4 nell'edizione americana oggetto di questa recensione servono un GameCube USA, un controller e una Memory Card compatibili. Il gioco è stato testato su di una macchina PAL utilizzando il FreeLoader, l'unico problema emerso è che, sporadicamente, il gioco non è partito al primo tentativo. Ogni salvataggio di Resident Evil 4 occupa otto slot, inoltre il gioco richiede anche un file di sistema da uno slot, quindi per salvare un partita servono almeno nove slot liberi.

Multiplayer

Resident Evil 4 non offre modalità di gioco per più giocatori in contemporanea.

Link

Recensione

Resident Evil 4

Dopo anni di attese e di rivelazioni scioccanti, la saga simbolo dei survival horror è tornata a terrorizzarci tutti, ma con uno stile sottilmente diverso. Se dopo i continui dibattiti su Forum e riviste, siete ancora curiosi di scoprire se il pargolo di Mikami è davvero il manifesto di un nuovo modo di intendere i survival horror, questo è il vostro momento!

di Alberto Torgano, pubblicato il

Se finora i survival horror erano caratterizzati da un'azione "riflessiva", l'ultimo lavoro di Mikami cambia questa regola non scritta, aumentando esponenzialmente le cose da fare e gli approcci al combattimento: se nei Resident Evil precedenti gli incontri con i mostri si risolvevano spesso in un "chi casca prima" con il giocatore avvantaggiato dalle armi da fuoco e dagli oggeti curativi, in Resident Evil 4 una linea d'azione così elementare non è più possibile. Da una parte le ampie mappe piene di strade opzionali e di campi aperti, dall'altra la maggiore movibilità di Leon, permettono un approccio al combattimento più simile a quello di un gioco d'azione, ma ancora legato allo stile "sul filo del rasoio" dei survival horror. In Resident Evil 4 non è il singolo nemico a fare paura, bensì il branco folle di assalitori, capace di circondare e assediare Leon, creando situazioni di attacco completamente diverse da quelle viste in qualunque altro videogioco. Pur sfociando in brevi passaggi nell'action vero e proprio, il gioco Capcom crea inquietudine nel giocatore che non riesce a stare al passo con i nemici, che si sente circondato e privo del potere di "onniscenza" spesso presente in molti altri giochi. Questa nuova sensazione di smarrimento aumenta ancora di più con l'arrivo di Ashley, la giovane coprotagonista del gioco, che Leon deve difendere a costo della propria vita. L'introduzione del secondo personaggio (non controllabile direttamente) apre nuovi inquietanti sbocchi al gameplay già piuttosto oppressivo: il giocatore ora deve proteggere due persone, di cui una completamente indifesa, da attacchi che diventano sempre più numerosi e pericolosi. La presenza di Ashley (dotata di una buona e credibile intelligenza artificiale) aggiunge altra carne al fuoco di un gioco già piuttosto innovativo, e mette bene in luce la personalità e la grinta del nuovo Leon, unico punto di riferimento per la ragazza.

A QUANTO MI FAI LA MAGNUM?

Nonostante finora la nostra recensione abbia elencato un'infinita serie di novità, siamo ancora lungi dall'aver illustrato tutte le potenzialità del nuovo pargolo di Mikami, un gioco abile nel non cadere mai nella ripetitività e nel già visto. Un'altra importante innovazione di Resident Evil 4 è il mercante d'armi, un curioso individuo dalla voce roca che si porta appresso un vero e proprio arsenale. Costui si fa sempre trovare in punti tattici della mappe di gioco e dispensa, previo pagamento in contante, numerosi oggetti interessanti. L'introduzione del mercante si sposa perfettamente con la nuova gestione dell'inventario e delle armi, che regala maggiore libertà al giocatore. In Resident Evil 4 la maggior parte di fucili e pistole (molto più numerosi che in precedenza) non si trovano "in giro", bensì vanno acquistati quando il giocatore lo ritiene più opportuno.
Quando si sceglie cosa portare con sé, determinante è lo spazio a disposizione nello zaino, in particolare considerando che gli oggetti non si possono abbandonare (solo gettare) e che mancano i famosi "cassoni magici". In pratica si può contare solo su ciò che si ha con sé. La dimensione delle armi diventa quindi un'importantissima variabile, soprattutto nelle prime ore di gioco, quando lo zaino è ancora molto piccolo. Un'altra importante funzione del mercante è la sua capacità di potenziare le armi in possesso di Leon, aumentando precisione, potenza e così via. Anche operazioni di questo tipo vanno ovviamente pagate con i soldi, introdotti per la prima volta in questo Resident Evil e subito assurti a un ruolo di primaria importanza.
Il nuovo funzionamento delle armi strizza chiaramente l'occhio ai giochi d'azione, sia nella nuova capacità di mira di Leon, che nella gestione dell'inventario e dei potenziamenti. Tuttavia sarebbe stato impossibile adattare il nuovo stile di gioco alle vecchie armi, che su distanze così lunghe quanto quelle di Resident Evil 4 avrebbero perso di interesse e sarebbero state oltremodo difficili da bilanciare. A mantenere ben più di un legame con la tradizione ci sono però molti degli elementi classici della serie, come i diversi tipi di armi e proiettili, il cambiamento dell'arma "via inventario", la gestione dei danni e una certa limitazione dei movimenti di Leon che, seppur forte di una rinnovata agilità, deve sempre stare attento alle spalle.

INNOVAZIONE E TRADIZIONE

Ci sarebbe ancora altro da dire su un gioco come Resident Evil 4, ma onestamente preferiamo lasciare a voi il piacere di scoprire le tante piccole novità di questo atteso gioco, dedicandoci piuttosto a qualche riflessione.
Tutti concordano che la serie di Resident Evil (e in generale lo stile degli action/adventure Capcom) andasse in qualche modo rinnovata, e dopo il buono ma fin troppo canonico Resident Evil 0, Mikami ha finalmente deciso di fare il passo decisivo, inserendo in un colpo solo tante di quelle novità da lasciare senza fiato anche il più sfegatato dei fan della serie. Per fortuna la sua grande perizia è stata capace di fare il miracolo, regalando al pubblico dei videogiocatori un Resident Evil, davvero, come non se ne erano mai visti. Impossibile però non pensare, in particolare senza aver toccato con mano il gioco, a una snaturazione dello spirito originale della serie, soffocato da mille novità che rischiano di trasformare l'aspetto del gioco in modo tanto profondo da cambiargli genere di appartenenza.
Dopo molte ore di gioco, ci siamo resi profondamente conto che la natura survival horror di Resident Evil è sì mutata, ma c'è ancora, più forte in alcuni aspetti, meno in altri. In Resident Evil 4 viene a mancare la paura del singolo nemico, sostituita da quella del branco; spesso scema anche il timore di rimanere senza munizioni o oggetti curativi, anch'essa sostituita dalla certezza che un colpo ben assestato potrà sempre uccidere Leon prima che si possa accedere all'inventario. Determinante è inoltre l'abilità del giocatore, premiata sia direttamente con gli oggetti rilasciati dai nemici, sia indirettamente con l'aumento della scorta di proiettili, questa volta realmente coinvolto nella strategia di gioco, nella scelta delle armi da usare e delle strade da percorrere. Inoltre Resident Evil 4 riesce a mantenere alto il pathos anche sulle medie/lunghe distanze, quando nei "normali" Resident Evil subentra quella sensazione da "sono a casa mia" tipica della struttura a chiavi dei capitoli precedenti. Questa volta Leon non può ambientarsi, perchè la vicenda lo porta sempre avanti, sempre di corsa in nuovi lugubri luoghi, senza mai potersi voltare o ritornare troppo indietro sui propri passi.
A contorno del gameplay, di primissima qualità sono anche l'ambientazione (sia per realizzazione grafica che per caratterizzazione) e le situazioni di gioco, nuove e coinvolgenti. La prima parte del gioco in particolare regala al giocatore emozioni molto forti, ai livelli delle migliori trovate dei precedenti capitoli della saga. Leon è questa volta più solo che mai, affronta situazioni sovrumane e deve sempre rialzarsi e combattere, per difendere Ashley e portare a termine la sua missione. Forse per la maggiore espressività dei volti poligonali, forse per le belle cutscene e l'ottima caratterizzazione, i protagonisti di Resident Evil 4 ci hanno coinvolto come pochi altri hanno saputo fare.
Dire se questo gioco piacerà indiscutibilmente a tutti gli appassionati della serie è difficile, ma oggettivamente Resident Evil 4 è un vero capolavoro, sia preso da solo, sia nell'ottica della saga di cui fa parte. Parlare di difetti è davvero fuoriluogo in un gioco di questa caratura, curato fin nel dettaglio per stupire e impegnare a fondo il giocatore, tuttavia volendo forzatamente tirar giù Mikami dal piedistallo su cui si è elevato, potremmo parlare di una caduta di tono del gioco nella parte centrale quando, in seguito al primo cambio di ambientazione, si passa a una zona più classica e privo delle molte novità della zona rurale. O ancora è innegabile che i giocatori più abili in alcuni momenti del gioco si ritroveranno con scorte imbarazzanti di munizioni e oggetti curativi, per quanto possiamo assicurarvi che, presto o tardi, sarà inevitabile tornare agli standard classici. Infine, il "difetto" più visibile è che, a tratti, lo stile di gioco si avvicina più all'action che al survival horror, per quanto anche in questo caso si ritorna in fretta sulla retta via.
Tuttavia va detto che i "problemi" appena enunciati sono estremamente soggettivi, legati ai gusti e all'abilità del singolo giocatore; Resident Evil 4 è un gioco massiccio, complesso e impegnativo, e l'affresco che riesce a disegnare non può lasciare indifferente nessuno. Ma soprattutto, al di là di ogni opinione personale, è assolutamente fuori di ogni dubbio che ci troviamo di fronte al capolavoro che tutti aspettavano, al ritorno allo splendore di una delle saghe più amate del mondo dei videogiochi.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Il re è tornato, in tutti i sensi! Resident Evil 4 rivoluziona profondamente sia lo stile della saga sia il modo comune di intendere i survival horror, inserendo una serie di elementi tipici dei giochi d'azione, senza però snaturare troppo lo spirito originale, grazie a un'accuratissima scelta dei dettagli da preservare e di quelli da abbandonare. A contorno dell'ottimo game design, una realizzazione tecnica impressionante e senza sbavature, anima in vero 3D le già stupende ambientazioni dei capitoli precedenti. Un completo successo per Capcom e per Mikami quindi, virtualmente privo di difetti oggettivi, più criticabile in base ai gusti personali. Resident Evil 4 è un gioco dall'enorme potenza narrativa ed emotiva che, in particolare nelle prime ore di gioco, non può non entusiasmare genuinamente chiunque gli si avvicini anche per poco. Se poi possa conquistare completamente un appassionato "duro e puro" della serie è un altro dire, ma mai come in questo caso prima di esprimere una qualunque critica al gioco bisogna fermarsi un attimo, cercare di scorgere la maestosità del disegno di Milkami e, solo allora, parlare, ammesso di avere ancora qualcosa da dire. Con questo non vogliamo dire che Resident Evil 4 debba "per forza" piacere a tutti, ma solo che, volenti o nolenti, Mikami ha creato il nuovo termine di paragone per molti giochi futuri, di questa e della prossima generazione. Alberto Torgano SECONDO COMMENTO Grande Mikami. Rivoluzionare una serie ultra-conservatrice come quella di Resident Evil non era impresa facile, ma questa nuova (non) esclusiva GameCube lascia semplicemente allibiti. E non per la grafica, straordinaria, né per il sonoro, favoloso. No, stavolta a dominare è il gameplay, il divertimento di controllare Leon Kennedy in esplorazioni e combattimenti. Resident Evil 4 non è solo uno dei migliori sequel di tutti i tempi, ma anche uno dei più grandi titoli mai usciti durante questa generazione. Non fatevelo scappare: la storia dei videogiochi passa di qui. Marco Accordi Rickards