Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
18+
Prezzo
€ 64,99
Data di uscita
13/3/2009

Resident Evil 5

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Datasheet

Produttore
Capcom
Sviluppatore
Capcom
Genere
Azione
PEGI
18+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
13/3/2009
Data di uscita americana
13/3/2009
Data di uscita giapponese
5/3/2009
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
€ 64,99
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Dolby Surround

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Speciale

Le radici del male

Viaggio alla fonte del survival horror.

di Francesco Alinovi, pubblicato il

L'improvviso successo porta alla creazione di altri due seguiti, entrambi pubblicati su PC prima dell'avvento di Resident Evil. Al contrario di quanto solitamente sostiene la critica occidentale, però, Mikami non è stato influenzato direttamente dalla saga francese quanto, piuttosto, dal Gioco di Ruolo Sweet Home.

Casa dolce casa

Tokuro Fujiwara (autore del già citato Ghosts 'n Goblins e padre della saga di Mega Man, la mascotte di Capcom), superiore e mentore di Mikami, gli raccomandò espressamente di prendere come riferimento per il progetto che sarebbe diventato Resident Evil un GdR realizzato per Famicom nel 1989. Sweet Home non fu certo un campione d'incassi, tant'è che non attraversò mai i mari del Giappone (è stato solo grazie alla scena dell'emulazione se negli ultimi anni è stato possibile riscoprire questo titolo seminale). La vicenda (trasposizione videoludica di un film omonimo) ruota attorno ad una squadra speciale, inviata ad investigare sull'improvvisa scomparsa del pittore Mamiya Ichirou. Intrappolati in una misteriosa villa nel cuore della foresta, i cinque protagonisti potranno uscirne vivi solo risolvendo il complesso enigma celato negli affreschi del pittore. Pensato come gioco di ruolo, Sweet Home presenta un cast di personaggi decisamente insolito, basti pensare che uno dei membri del party è dotato di aspirapolvere, utile per risucchiare cocci e pezzi di vetro che impediscono il cammino, mentre un altro è in possesso di una macchina fotografica sensibile alle presenze soprannaturali. Le caratteristiche uniche di ciascun personaggio si rivelano fondamentali per procedere con successo; l'elemento strategico è rappresentato dalla necessità di scomporre il team di cinque elementi in gruppi più piccoli per poter esplorare più agevolmente la casa, facendo però attenzione a bilanciare correttamente le competenze di ciascuno. Il passaggio istantaneo (tramite menu a scorrimento) da un team all'altro e tra i vari personaggi è uno degli elementi di game design meglio riusciti - è addirittura possibile riunire l'intero gruppo per affrontare i combattimenti più impegnativi che, nella "migliore" tradizione dei GdR su schermo, avvengono con un'impostazione a turni, scegliendo di volta in volta l'azione da compiere attraverso un crudo menu a tendina. E sempre classico è lo schema degli incontri casuali proposto dal gioco; di fatto il ritmo con il quale si succedono i combattimenti è dettato dalla lunghezza del percorso compiuto. La villa è disseminata di armi di tutti i tipi che, tuttavia, non possono essere usate in battaglia per sconfiggere il male.

chiamate i ghostbusters!

Trattandosi di entità ectoplasmatiche, l'arma più efficace si rivela la "preghiera", capace di infliggere ai nemici una quantità ingente di punti ferita, molti più di un qualsiasi attacco fisico - si tratta però di una "risorsa" scarsa, difficile da ricaricare, che va usata quindi con parsimonia. Fortunatamente in Sweet Home è possibile salvare la partita in qualsiasi momento, tuttavia il numero di oggetti che possono essere portati nell'inventario è limitato (proprio come in Resident Evil). Quest'ultima restrizione è controbilanciata dalla presenza ripetuta di oggetti simili all'interno della villa.
L'orrore di Sweet Home è narrato attraverso stralci di giornale, appunti e scritte sui muri lasciate dai precedenti esploratori che, oltre a fornire indizi sulla risoluzione degli enigmi, contribuiscono ad accrescere la suspense, accentuata da improvvise sequenze d'azione durante le fasi di esplorazione. Può capitare infatti che un fantasma attraversi velocemente lo schermo rapendo un personaggio se il giocatore non è pronto ad una reazione repentina. Lo stesso sistema di combattimento a incontri casuali è capace di indurre uno stato ansiogeno nel giocatore intento a risolvere un enigma. Anche dal punto di vista formale Sweet Home si rivela fondamentale nella creazione dell'immaginario di Resident Evil, adottando precise scelte stilistiche, come l'animazione, vista in soggettiva, di una porta che si apre per introdurre i personaggi in una nuova stanza - una scelta grafica in aperto contrasto con la visuale principale di gioco a volo d'uccello, ma che richiama quella dei combattimenti, dove il mostro viene sbattuto direttamente di fronte al
giocatore, con l'unica intermediazione di un menu testuale a scorrimento.

"Io sono tuo padre"

Come spesso capita nel settore dei videogiochi, individuare i padri fondatori è sempre un problema, visto che in passato, prima che si sviluppasse una scena mondiale di un certo rilievo, le varie scuole europee, americane e giapponesi hanno spesso agito indipendentemente. Tuttavia, pur riconoscendo alla saga di Alone in the Dark il merito di essere arrivata per prima sul mercato, solo all'uscita di Resident Evil si è cominciato a parlare di un genere ben definito, quello del survival horror appunto, e qualsiasi esponente ha da allora dovuto confrontarsi con l'opera di Mikami. Tant'è che Resident Evil è diventato il survival horror per antonomasia: ogni recensione, anteprima o commento su una nuova produzione horror non manca di mettere in evidenza pregi, difetti e caratteristiche peculiari in relazione alla saga di Capcom.


Commenti

  1. James86

     
    #1
    Complimenti per l'articolo! ;)
    Davvero ben fatto e competente. Non vedo l'ora che esca il prossimo speciale.
    Avevo 11 anni quando mi prestarono il primo capitolo della saga e mi ricordo di quanta paura avessi a esplorare quella villa. :berto:
    Per fortuna trovai il coraggio e ora (che sono cresciuto un pochino :))) ho tutti i capitoli principali della saga (compresi i due capolavori per Gamecube :O ).
    Per concludere, ancora un grazie a Francesco per avermi fatto rivivere quei momenti e per aver raccontato così bene la nascita del mio genere videoludico preferito. :D
  2. sssmax

     
    #2
    Davvero un bell'articolo, complimenti!:approved:
    Mi hai riportato a quando una sera vidi per la prima volta il primo RE su PSX da un amico... non credevo a quello che vedevo! Era un "videogioco" e avevo paura...
    Sono davvero curioso di leggere i prossimi articoli!
  3. Sampei

     
    #3
    Una lettura davvero interessante, quasi uno scavo archelogico nelle origini del genere.
    Attendo con ansia i prossimi pezzi con i quali spero di potermi relazionare maggiormente :)
  4. KatanaKgb

     
    #4
    complimenti per l'articolone, scritto ottimamente e denso di cose interessanti.
  5. Bastasu

     
    #5
    Grazie Francesco,splendido articolo.

    Aztec Challenge e Forbidden Forest...tuffo al cuore!!
     li avevo completamente dimenticati,eppure all'epoca li giocai allo spasmo.....
    (troppa acqua passata sotto ai ponti...8-()

    Ci sarebbero molti punti sui quali discutere sarebbe interessante.....
    io ad esempio ho scoperto il survival horror col primo RE(una folgorazione),il quale mi ha fatto poi retroattivamente ri-scoprire(ed apprezzare) Alone in the dark (ma solo il primo,gli altri come sono? valgono la pena?).

    Concordo e sono anch'io dell'opinione che il genere S.H.,o forse sarebbe meglio dire la "definizione" S.H. si sia cristallizzata proprio con il titolo capcom,che ha poi di fatto messo sotto nuova luce i titoli venuti prima di lui.

    :approved:
  6. giopep

     
    #6
    Bastasu ha scritto:
    Alone in the dark (ma solo il primo,gli altri come sono? valgono la pena?).

     
    Meno d'atmosfera, molto più action, anche se comunque buoni giochi (mi riferisco alla trilogia originale, eh).
  7. Lucael

     
    #7
    A quando i videospeciali? :\
  8. Zendo

     
    #8
    ...davvero apprezzabile quest'articolo,spero ne seguano tanti altri...un breve tuffo nel passato fa sempre molto piacere e ti permette di mettere assieme i ricordi come dei puzzle da comporre,dandogli un filo logico... perchè ai tempi si giocava e basta,senza che ci si ponesse troppe domande ecc.
    Storico Aztec che per i tempi aveva una musica potentissima,e,anche se per poco,non sono mai riuscito a finirlo,infatti oltre al tempismo bisognava avere nello stesso tempo sangue freddo....(che rabbia quelle tarantole/ragni all'interno delle varie camere nella piramide su livelli di parallasse sfalsati che confondevano...)
    Alone in the dark lo trovai difficilissimo,ricordo che non facevo troppa strada e che i mostri mi seccavano sempre,viste le scarsissime munizioni...
    Di Project firestart invece rimembro solo l'articolo con tanto di medaglia d'oro sul mitico Zzapp! ,ma non lo realizzarono su cassetta,solo su floppy disk,quindi non potei giocarlo.Forbidden f.non l'ho mai sentito,nè visto...
  9. utente_deiscritto_36365

     
    #9
    giopep ha scritto:
    Meno d'atmosfera, molto più action, anche se comunque buoni giochi (mi riferisco alla trilogia originale, eh).
     

    il secondo è ancora un capolavoro, con un'atmosfera particolare, meno lovecraftiana ma ancora intrigante. E' con il terzo che è tutto finito.
  10. Bastasu

     
    #10
    allergic ha scritto:
    il secondo è ancora un capolavoro, con un'atmosfera particolare, meno lovecraftiana ma ancora intrigante. E' con il terzo che è tutto finito.
         ottimo,vi ringrazio. così cercherò di procurarmi il secondo lasciando il terzo sugli scaffali.:approved:

    Ovviamente mi riferivo sì alla trilogia originale,e certo che pensare che l'ultimo episodio su 360 sia meno giocabile non dico del primo RE,ma addirittura del primo Alone su PC....come si può involversi in codesta maniera?
    ma provano a giocarci prima di rilasciarli?
    E' non solo frustrante,ma molto fastidioso trovarsi tra le mani un titolo del genere,magari dopo averlo pagato 60euro....|-[

    io per fortuna ne ho spesi 20,e dopo una settimana l'ho dato dentro......per RE5....:mmh:

    non vedo l'ora del 13/3!!!:toghy:
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