Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
3/10/2002

Resident Evil

Resident Evil Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Azione
Data di uscita
3/10/2002
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Atmosfera semplicemente incredibile
  • La tensione che si respira giocando è una delle emozioni più adrenaliniche dell'ultimo periodo
  • Ottima rigiocabilità

Lati Negativi

  • Poche innovazioni nel gameplay

Hardware

Per giocare a Resident Evil è necessario un GameCube PAL, una confezione originale del gioco, un joypad e una Memory Card con almeno 8 pagine e un blocco liberi.

Multiplayer

Il gioco non prevede nessuna modalità in multiplayer.

Link

Recensione

Resident Evil

Brivido. Terrore. Raccapriccio. Tre termini che gli appassionati dei survival-horror conoscono per esperienza. Tre termini che si legano in maniera esemplare a Resident Evil: solo con pochi titoli si possono vivere esperienze simili. Preparatevi a tuffarvi nell'orrore, come non l'avete mai provato, perché il capostipite è tornato e questa volta è più spaventoso di prima.

di La Redazione, pubblicato il

Nel 1996 Capcom dà i natali a Resident Evil, il survival-horror per eccellenza, ispirandosi palesemente a quello che era già un classico su PC, ovvero Alone In The Dark di Infogrames. Il titolo ha un successo strepitoso e rappresenta il principio della saga, una serie che purtroppo attraverserà qualche periodo meno ispirato con le uscite seguenti, principalmente a causa di una certa perdita di mordente nelle vicende che vedono gli eroi "buoni" opporsi alla temibile Umbrella Corporation. Oltretutto Shinji Mikami, il talentuoso game-designer "padre e padrone" di Resident Evil, di gioco in gioco è sempre meno coinvolto a livello di supervisione, e la mancanza di questo "spirito guida" si fa decisamente sentire. Facciamo un salto temporale in avanti di qualche anno fino ad arrivare al 2001: Nintendo annuncia un accordo secondo il quale la saga di Resident Evil sarà esclusiva per GameCube, solo per questa generazione e fino al tanto atteso Resident Evil 4 (il contratto comunque è assai "libertino", come dimostrata lo sviluppo di Resident Evil Online su PlayStation 2, ma queste sono faccende che ora non ci interessano). Nella lista dei titoli annunciati compare un nome preciso: Resident Evil! I fan di vecchia data cominciano a storcere il naso, pensando all'ennesimo remake di Capcom messo insieme solo per guadagnare qualcosa sfruttando una licenza di successo. Le prima immagini, però, dimostrano il contrario; si susseguono poi i filmati rilasciati a cadenza settimanale, l'hype cresce a livelli smisurati e, finalmente, dopo l'entusiastica risposta da parte degli appassionati americani e giapponesi, anche gli utenti in possesso di un GameCube PAL possono oggi ributtarsi a capofitto nella magione maledetta. Possiamo dire fin d'ora, senza timore di smentita, che tanta attesa è stata perfettamente ripagata!

ENTER THE SURVIVAL HORROR

Misteriosi omicidi stanno sconvolgendo la cittadina di Racoon City, immersa nell'entroterra americano: la popolazione è sconvolta perché i crimini hanno sempre un punto in comune, ovvero una violenza efferata e del cannibalismo, dal momento che le vittime appaiono sempre sbranate e ampiamente mutilate. Una squadra speciale della polizia, chiamata Bravo Team, comincia ad investigare sugli avvenimenti, ma non fa più ritorno; allora viene inviata una seconda divisione, l'Alpha Team, che avrà il compito di investigare sia sugli omicidi sia sulla scomparsa dei loro compagni. Sfortunatamente per loro ignorano totalmente quello che sta accadendo e durante le ricerche, a causa di un attacco di alcuni dobermann impazziti, sono costretti a rifugiarsi in una lugubre casa nascosta in quella boscaglia: hanno trovato la salvezza o sono entrati nell'incubo?
Questa è in sintesi la trama che lega questo titolo, racconto narrato da uno splendido filmato realizzato in maniera esemplare sia come tecnica, sia come regia: perfettamente adatto a introdurre il giocatore in un clima di assoluto terrore. Diciamolo subito: chi si attendeva di poter girare la magione "a occhi chiusi", complice una conoscenza assoluta dell'originale su PlayStation, rimarrà piacevolmente sorpreso. Come novelli architetti e geometri i programmatori di Capcom hanno infatti ridato luce e forma a questa casa, ampliandola e cambiandone leggermente la struttura, quanto basta per togliere dei precisi riferimenti. Sono nolti i giocatori che conoscono alla perfezione la struttura di Resident Evil, ma a beneficio di chi fosse a digino del titolo Capcom ricordiamo in breve i fatti salienti di questo gioco: alla guida di uno dei superstiti dello S.T.A.R.S. Team siamo chiamati a sopravvivere in un luogo totalmente sconosciuto, contro i peggiori prodotti che la scienza ha saputo realizzare.
Capcom, oltre ad aver introdotto nuovi enigmi assai interessanti, ma in verità di difficoltà medio bassa, ha dedicato moltissima attenzione al comportamento di zombie e affini: chi ha giocato ai precedenti episodi ricorderà facilmente come i non morti fossero assolutamente poco intelligenti, incapaci di cacciare con criterio e limitati dall'ambiente circostante perché impossibilitati persino a fare le scale. Ora tutto è cambiato: gli zombie dimostrano un'intelligenza migliorata (per quanto restino degli ammassi di carne putrefatta) riuscendo compiere delle vere e proprie imboscate, aprendo le porte o seguendo il giocatore in ogni movimento: la loro pericolosità è aumentata in maniera davvero esponenziale. Oltre tutto non sembrano mai finire, dal momento che possono uscire dalle finestre e "ripopolare" zone ormai visitate.
Mikami ha fatto il possibile per rendere un vero incubo l'esperienza di gioco e ci è perfettamente riuscito. Il livello di tensione si mantiene sempre altissimo: ogni cigolio, ogni singolo rumore può essere un campanello d'allarme per l'incauto esploratore. Il giocatore può inoltre notare come nelle stanze ci siano spesso degli zombie distesi, che sembrano morti: lo sono, ma apparentemente. La novità sta nel fatto che ogni zombie può rigenerarsi e tornare in vita, più veloce e cattivo di prima: per evitare tale spiacevole evenienza il giocatore può o decapitare il deambulante o dargli fuoco dopo averlo steso. Entrambe le possibilità però devono essere utilizzate con parsimonia: questo costringe il giocatore a cercare un percorso preciso, in modo da evitare sgraditi incontri con i "mangia cervello".
Mikami ha anche curato la personalità dei personaggi che ora appaiono con debolezze e pregi ben evidenziati: sembrano più umani, anche grazie a una modellazione precisa fin nei minimi dettagli.

ENJOY INCUBUS

Sbalorditivo. Questo termine potrebbe bastare nel definire l'aspetto tecnico di Resident Evil: la casa è rifatta in maniera egregia, splendida, incredibile. I difetti sono riscontrabili nelle collisioni con gli zombie a terra, nei quali Jill e Chris "entrano" senza ritegno, nei problemi relativi con gli angoli, ove si presenta lo stesso difetto presente alla voce "zombie" e negli scatti presenti nella cut-scene create con il motore grafico del gioco, incertezze presenti durante i frequenti cambi di inquadratura. Il resto è oro colato: la casa presenta dei fondali con dei dettagli splendidi, perfetti fin nei minimi particolari. I personaggi sono modellati con maestria e animati in modo egregio. Le inquadrature sono altamente cinematografiche, mettono il giocatore in un continuo stato di attesa e i tocchi di classe si sprecano a partire dalla polvere sollevata in molte zone della casa, fino alla luce lunare che si riflette attraverso le finestre in una maniera altamente realistica e evocativa. Gli "angoli ciechi" che tanto davano fastidio sono stati parzialmente risolti con arguzia: la presenza di numerosi specchi permette di vedere zone "cieche" della magione percependo in anticipo i pericoli.
I maligni potrebbero far notare spocchiosamente come i fondali siano pre-renderizzati e non richiedano un grosso sforzo a livello hardware: a loro rispondiamo che è preferibile una resa globale di assoluto impatto, piuttosto che deludere le aspettative. Un plauso va fatto ai filmati precalcolati, realizzati in modo incredibile e con una regia splendida, un lavoro esemplare. Il sonoro presenta temi realizzati in modo splendido, musiche che sono capaci di tenere il giocatore incollato dal terrore sulla sedia e che accompagnano le varie fasi con coerenza: facciamo riferimento alla musica soft presente nelle stanze ove è possibile salvare fino alla musica "horror-style" che ci tiene con il fiato sospeso che caratterizza le situazioni più pericolose. La stessa cura si può facilmente riscontrare negli effetti sonori e nel parlato (in lingua inglese), perfettamente comprensibile e di ottima qualità, grazie anche agli attori che hanno prestato la voce ai personaggi. A livello di giocabilità le aggiunte sono state però minime: l'inventario è sempre lo stesso, il sistema di controllo identico fin nei dettagli e quindi per alcuni scomodo; a causa dei continui cambi di inquadratura muoversi non è di certo facile, soprattutto per chi affronta un gioco del genere per la prima volta. Chi è fan della saga comunque non avrà certamente questi problemi: per gli altri basterà un minimo di pratica per ottenere ottimi risultati.
Un'aggiunta assai gradita è quella delle "Defense Item": spesso durante l'esplorazione della casa possiamo trovare o dei coltelli o delle piccole batterie; questi oggetti non sono altro che una sorta di "ultima spiaggia", da utilizzare come difesa estrema. Nel caso di un attacco frontale il nostro personaggio userà in modo automatico tali gadget permettendoci una fuga temporanea: una novità assai gradita. Gli enigmi non presentano una difficoltà elevatissima, sono intuibili e spesso di facile risoluzione, ma sono congegnati in modo intelligente. Una cosa che non ci aspettavamo di ritrovare intatta sono i "caricamenti con le porte": speravamo fossero un retaggio della generazione precedente e invece ce li ritroviamo ancora una volta a spezzettare l'azione di gioco. La difficoltà è perfettamente bilanciata, è decisamente alta, ma non da mai fastidio. Le innovazioni insomma sono poche, ma precise: chi si aspettava delle innovazioni in tutto e per tutto dovrebbe riguardare la definizione di "remake"; per questa volta chiudiamo un occhio, ma da Resident Evil 0 ci aspettiamo delle novità in questo senso.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Mikami : Resident Evil = Miyamoto : Mario. Questa semplice relazione può facilmente far intuire quale importanza abbia avuto il ritorno del "padre padrone" della saga nello sviluppo di Resident Evil per GameCube. Riprendendo il primo e leggendario titolo della saga Capcom ha svolto un vero e proprio lavoro di restauro. Rispetto al primo capitolo uscito nel 1996 questo titolo ha delle innovazioni sia tecniche, sia relative al gameplay, nonostante le seconde siano poche, ma puntuali e precise. Chi si attendeva una mera operazione commerciale aveva sbagliato: Resident Evil ritorna e rivuole prepotentemente indietro il trono del survival-horror per eccellenza. La capacità di mantenere vivo l'interesse del giocatore, la giocabilità, l'incredibile aspetto tecnico, il senso di paura che il titolo ci fa respirare sono gli elementi che rendono questo titolo un vero "must-buy" per ogni possessore della console Nintendo. L'acquisto è anche consigliatissimo a chi ha giocato alla saga su PlayStation: più che un remake questa nuova versione è quasi un restauro minuzioso. <i> Lorenzo Baldo </i> <b>SECONDO COMMENTO</b> RRResident... IIIvOOOOOOl! Con le ultime lettere pronunciate categoricamente con tono di voce "modello pietra tombale che si chiude". Si potrebbero fare mille riflessioni e altrettante congetture sul ritorno del capostipite della saga, ma il punto è che Resident Evil non se ne è mai andato: certo, si è rifatto il trucco e ha rinnovato il guardaroba seguendo la moda in vigore in questo primo scorcio di nuovo secolo, ma le sensazioni e le paure che riesce a trasmettere sono le stesse del 1996, grazie a un gameplay collaudato che ha subito qualche piccola limata ma che, in sostanza, non è cambiato molto, con tutti i suoi pregi e le sue - a volte frustranti - limitazioni. Resident Evil non fa più paura come una volta? Forse. O forse siamo noi ad essere cresciuti. Ma il prodotto non cambia: un piccolo capolavoro del survival horror, nella speranza che Mikami si sia svegliato dal suo torpore e la saga cominci a rialzare la testa. <i>Andrea Focacci</i>