Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
23/3/2007

Resistance: Fall of Man

Resistance: Fall of Man Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment America
Sviluppatore
Insomniac Games
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
23/3/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
40

Hardware

Resistance: Fall of Man è un'esclusiva legata a PlayStation 3. La versione provata in queste pagine è d'importazione giapponese, e richiede obbligatoriamente una PlayStation 3 giapponese per essere giocata.

Multiplayer

Resistance: Fall of Man offre diverse modalità multiplayer da godere in locale o attraverso il PlayStation Network, il servizio online di Sony. Online il gioco si comporta davvero bene, non mostra problemi di latenza ed è semplice all'approccio. Merita menzione anche la modalità cooperativa per due giocatori, purtroppo esclusa dalle opzioni online.

Link

Recensione

All'attacco dei Chimera

Dal design dei livelli alla dotazione di armi.

di Simone Soletta, pubblicato il

Insomniac Games sembra aver voluto prendere quanto di meglio il genere degli sparatutto ha offerto negli ultimi anni, per riproporlo rimixato - ma nemmeno troppo - nel suo videogioco: ne risulta un'esperienza derivativa che troppo spesso lascia il giocatore in preda di una curiosa sensazione di già visto, di déjà vu.
Una delle "colpe" di Resistance: Fall of Man è infatti quella di non saper portare alcuna innovazione al genere a cui appartiene: lineare nello sviluppo e, per la maggior parte dei livelli, totalmente incapace di offrire al giocatore un minimo di interpretabilità, il gioco si svolge di fronte ai nostri occhi in modo talmente classico da risultare, a larghi tratti, addirittura noioso.

DALL'EVEREST ALLE MARIANNE

In realtà sembra che nel gioco di Insomniac Games convivano due nature differenti: da un lato, le battaglie in campo aperto, visivamente eccellenti, molto appaganti e capaci di offrire quel po' di libertà di approccio che permette al giocatore di interpretare lo scontro nel modo che ritiene migliore (sfruttando anche l'apporto dei commilitoni); dall'altra i livelli al chiuso, lunghi, solitari e assolutamente lineari, che ci porteranno a visitare case, tunnel, installazioni militari da bonificare con l'obiettivo di arrivare al classico "interruttore di fine livello".
Purtroppo, il gioco tende a farsi ricordare più per questi ultimi livelli (che rappresentano, comunque, la maggior parte del gioco) che non per le spettacolari battaglie combattute tra le strade di Manchester e di Londra, davvero una spanna superiori alle ambientazioni più classiche.
Anche a livello di interazione con l'ambiente circostante le due porzioni del gioco sono in netto contrasto, visto che le battaglie in campo aperto sembrano governate da un impianto fisico sufficiente e capaci di offrire, se non altro, qualche mezzo da distruggere, mentre in tutte gli altri livelli la fisica sembra scomparire del tutto, non si può distruggere nulla e, al limite, si può prendere a fucilate qualche palla da biliardo in un pub abbandonato. Lasciando intonso, peraltro, il panno verde.

LE MIE ARMI PREFERITE

Il compito di eliminare i Chimera dalla faccia dell'Inghilterra, ovviamente, non è semplice e per portarlo a termine è necessario poter contare su un arsenale di tutto rispetto. Questo è un altro dei punti di forza del gioco, e non c'è da stupirsi visto il curriculum di Insomniac Games in questo campo. Alle armi umane più classiche (fucile a pompa, mitragliatore con lanciagranate, lanciarazzi, fucile di precisione) si aggiungono infatti alcuni spettacolari strumenti di distruzione dei Chimera, tra cui vale la pena ricordare il fucile Auger, capace di agganciare un nemico anche dietro a un muro e di colpirlo con proiettili capaci di attraversare qualsiasi struttura, e l'Hailstorm, capace di sparare decine di aghi che rimbalzano sulle superfici dure e si fermano solamente quando... trovano del morbido.
Ogni arma ha due modalità di fuoco distinte, e il nostro Hale può portare con sé anche diversi tipi di granate, da quelle a frammentazione ai temibili "ricci", pronti a sparare aculei a trecentosessanta gradi.
Peccato che durante il gioco ci si trovi a utilizzare sostanzialmente due armi solamente (il mitragliatore predefinito e l'equivalente "chimerico" Bullseye), vista la grande disponibilità di proiettili e la loro efficacia. Di quando in quando ci si ricorda di poter contare su altri strumenti d'offesa, ma in generale è difficile che si senta la necessità di cambiare arma. Operazione, peraltro, che comporta qualche apprensione di troppo: una rapida pressione di R2 attiva un cambio rapido dell'arma, utile quando se ne hanno poche, ma assai confusionario quando l'arsenale è pieno. Meglio, a quel punto, tenere premuto il tasto e scegliere con calma (il gioco va in pausa) l'arma da utilizzare valutando anche il numero di colpi a disposizione.
Infine, merita un commento la scelta di dividere la barra della salute di Hale in quattro parti: la salute si ricarica come gli scudi di Master Chief, ma limitatamente alla porzione di barra che è al momento in uso. Grazie a questo accorgimento non ci si trova mai in condizione di non poter più avanzare, ma il gioco comunque tende a punire chi non presta troppa attenzione al fuoco nemico.
Tra le "armi", infine, si annoverano anche alcuni mezzi (carri armati, jeep e... manufatti dei Chimera): sono protagonisti di alcuni livelli abbastanza divertenti, il problema è che sono troppo "potenti", al punto da rendere eccessivamente semplice l'azione in cui sono protagonisti.