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Stranezze e curiosità che saltano fuori spulciando la storia dei videogiochi.
Rubrica

Here comes a new challenger!

Il Giappone si chiude in difesa e l'Occidente passa all'attacco.

di Piero Ciccioli, pubblicato il

IL RITORNO ALLE ORIGINI AMATORIALI

L’inossidabile popolarità della serie Touhou e l’exploit di Melty Blood sono destinati, però, a rimanere dei casi piuttosto isolati. Infatti, nel 2009, la pubblicazione di Street Fighter IV e la contemporanea ripresa della produzione ufficiale di beat ‘em up bidimensionali, con titoli di nuova generazione come The King of Fighters XII o Blazblue, riporta il genere sulla cresta dell’onda e detta nuovi, elevati, standard qualitativi, arrestando bruscamente l’ascesa dei circoli doujinshi verso gli ambiti professionali. A poco servono gli ammiccamenti “moe”, il fanservice o l’estetica shounen alla moda, la differenza di complessità con i titoli commerciali è talmente palese da demolire qualsiasi velleità nutrita dai programmatori indipendenti, i quali cercano vie alternative.

I doujinshi realizzati da Twilight Frontier per la serie Touhou sono un tripudio di “moe”, tanto che sembra di essere davanti a un picchiaduro delle Winx! Ciononostante, il gameplay è tutt’altro che infantile, risultando complesso e discretamente tecnico. - Retr-odd-gaming
I doujinshi realizzati da Twilight Frontier per la serie Touhou sono un tripudio di “moe”, tanto che sembra di essere davanti a un picchiaduro delle Winx! Ciononostante, il gameplay è tutt’altro che infantile, risultando complesso e discretamente tecnico.

In generale, si assiste a un ripiego verso la scena doujinshi dura e pura, dove gli autori rispolverano il buon vecchio 2D Fighter Maker 2nd e seguono le proprie ispirazioni personali, senza farsi deviare dalle mode imperanti negli ambiti manga e anime o da effimere prospettive di popolarità. In questa nicchia si possono ancora trovare le produzioni amatoriali più genuine e interessanti, come l’ottimo Axel City di Project Atsuki. Si tratta di un picchiaduro old school molto curato sotto il profilo del gameplay e dotato di uno stile grafico assai interessante, che, mescolando in egual misura spunti estetici tratti dal Tetsuo Hara di Ken il Guerriero e dall’Hirohiko Araki de Le Bizzarre Avventure di JoJo, caratterizza i lottatori in maniera eccellente, come neanche diversi prodotti commerciali riescono a fare. Axel City può essere scaricato in versione trial e poi acquistato a poco più di sette euro presso la relativa pagina web di DLsite. Il titolo è affiancato dal corposo spin-off gratuito Thien-Ron: Axel City Gaiden, che aggiunge dodici nuovi personaggi e può essere integrato come add-on al gioco principale oppure può essere fruito stand alone come prodotto freeware.

Melty Blood deve parte del suo successo all’estetica adottata, che porta nel settore dei beat ‘em up alcuni stilemi in auge nei coevi manga e anime. Le atmosfere gotiche à la Trinity Blood si unisco al tema degli scontri infarciti di fanservice tra adolescenti, in stile Tenjou Tenge, generando una miscela assai seducente per gli utenti nipponici e non. - Retr-odd-gaming
Melty Blood deve parte del suo successo all’estetica adottata, che porta nel settore dei beat ‘em up alcuni stilemi in auge nei coevi manga e anime. Le atmosfere gotiche à la Trinity Blood si unisco al tema degli scontri infarciti di fanservice tra adolescenti, in stile Tenjou Tenge, generando una miscela assai seducente per gli utenti nipponici e non.

L’esempio più lampante di questo ritorno all’ambito amatoriale è rappresentato da Vanguard Princess, che arriva a invertire la polarità del percorso seguito da Type Moon e French Bread con Melty Blood. Il gioco è realizzato, infatti, da Sugeno “Suge9” Tomoaki, un ex dipendente di Capcom che, dopo aver lasciato la softco, ha riversato tutta la sua esperienza professionale nel settore indie, spremendo al limite le possibilità di 2D Fighter Maker 2nd. Come si suol dire, la classe non è acqua e il talento di Suge9 trasuda da ogni aspetto di Vanguard Princess, tanto che il gioco è uno dei pochissimi picchiaduro amatoriali nipponici a beneficiare di una localizzazione ufficiale in lingua inglese.

Nonostante tutto, alcuni doujinshi riescono ancora oggi a trovare un publisher ufficiale. È questo il caso di Ougon Musoukyoku di 07th Expansion, un altro beat ‘em up amatoriale nato come spin-off di un’avventura interattiva, ideata, stavolta, da Eyukishi07 (già autore del popolare Higurashi no Naku Koro ni). Dopo un periodo d’incubazione come shareware per PC Windows, il gioco viene arricchito e pubblicato su Xbox 360 da Alchemy nel 2011, in formato retail con supporto DVD. Si tratta di un evento in grado di emblematizzare la persistente idiosincrasia dei giapponesi verso gli ormai collaudatissimi canali Xbox Live Arcade, PlayStation Network e Steam, che hanno creato un settore semiprofessionale in cui i picchiaduro doujinshi potrebbero inserirsi agilmente e riscuotere consensi anche al di fuori del Sol Levante. Purtroppo, l’attaccamento dei nipponici ai supporti fisici e alle realtà locali, come DLsite, rischia oggi di limitare drammaticamente le potenzialità di una categoria di prodotti che ha ancora molto da dare al mondo dei videogiochi.

Vanguard Princess tradisce l’esperienza professionale del relativo autore in ogni sua componente. Il character design è degno di un anime di alto budget, l’aspetto tecnico è eccezionale e il gameplay sfrutta in maniera quanto mai sapiente le funzioni di 2D Fighter Maker 2nd per strutturare uno stile di gioco profondo e originale. Sapere che un prodotto del genere costa appena cinque euro dovrebbe far riflettere molte softco blasonate sui prezzi, spesso assurdi, dei contenuti digitali che mettono - Retr-odd-gaming
Vanguard Princess tradisce l’esperienza professionale del relativo autore in ogni sua componente. Il character design è degno di un anime di alto budget, l’aspetto tecnico è eccezionale e il gameplay sfrutta in maniera quanto mai sapiente le funzioni di 2D Fighter Maker 2nd per strutturare uno stile di gioco profondo e originale. Sapere che un prodotto del genere costa appena cinque euro dovrebbe far riflettere molte softco blasonate sui prezzi, spesso assurdi, dei contenuti digitali che mettono

L’OCCIDENTE RESTA A GUARDARE?

Durante il boom dei picchiaduro doujinshi, l’Occidente rimane piuttosto inattivo nel settore dei beat ‘em up indipendenti, nonostante la larga diffusione di alcuni software del tutto analoghi a 2D Fighter Maker 2nd, come MUGEN. Quest’ultimo viene utilizzato principalmente per assemblare dei deliranti dream match tra personaggi rippati dai giochi arcade più popolari e raramente viene sfruttato per produrre da zero dei lottatori inediti. Inoltre, le sporadiche creazioni originali, per quanto talvolta notevoli, non si coagulano quasi mai attorno a progetti ben definiti e strutturati. Ciò è dovuto principalmente all’assenza di una scena amatoriale come quella giapponese, capace di catalizzare l’interesse di giocatori esperti, che possono fornire consigli tecnici sul game design o addirittura intervenire in prima persona sul bilanciamento del gioco. Così, l’utilizzo di MUGEN resta per lo più limitato alla ristretta cerchia dei “pixel artist” e dei nostalgici dei picchiaduro in 2D, i quali danno vita a elementi di gioco scomposti, slegati tra loro, dove l’impatto estetico ha la meglio sulla sostanza ludica.

I due titoli della serie Axel City sono caratterizzati da un’attenzione straordinaria verso i dettagli, capace di superare quella riposta in diversi picchiaduro commerciali. Finanche le vicende dei personaggi sono state curate minuziosamente, proponendo intrecci, colpi di scena e finali a sorpresa narrati attraverso delle splendide cut-scene in stile manga. - Retr-odd-gaming
I due titoli della serie Axel City sono caratterizzati da un’attenzione straordinaria verso i dettagli, capace di superare quella riposta in diversi picchiaduro commerciali. Finanche le vicende dei personaggi sono state curate minuziosamente, proponendo intrecci, colpi di scena e finali a sorpresa narrati attraverso delle splendide cut-scene in stile manga.

Se da una parte l’Occidente si è lasciato sfuggire l’occasione di creare con MUGEN una propria scuola di beat ‘em up amatoriali, dall’altra non ha perso il treno del digital delivery. Dal 2005 circa, infatti, gli sviluppatori indipendenti europei e nordamericani indirizzano massicciamente i propri sforzi verso Xbox Live Arcade e gli altri servizi di digital delivery, conquistando sul nascere una fetta di mercato videludico a oggi molto importante. Dopo aver mietuto successi in svariati generi arcade, con titoli come Limbo e Super Meat Boy, gli artigiani “gaijin” del videogioco entrano di prepotenza anche nel territorio dei picchiaduro a incontri con il sorprendente Skullgirls di Reverge Lab (attualmente Lab Zero Games), pubblicato in formato digitale nel 2012 con la copartecipazione di Konami. Forte di un character design originale e accattivante, di un comparto tecnico eccellente e di un gameplay capace di convincere anche i “pro gamer” nipponici più esigenti, Skullgirls si prepara a ricevere un porting arcade su hardware Taito Type X2 per mano della compagnia giapponese CyberFront. Si tratta di un caso senza precedenti nella storia dei picchiaduro, che, al di là dei pregi intriseci del gioco, attesta come le strategie commerciali degli sviluppatori indipendenti occidentali siano attualmente molto più efficaci e al passo con i tempi di quelle dei loro colleghi del Sol Levante.

Yatagarasu può essere descritto come la versione doujinshi di Street Fighter III: Third Strike. La riluttanza del Giappone nel promuovere questi prodotti con il digital delivery rischia di atrofizzare la scena indipendente locale. Basti pensare che, in Occidente, Skullgirls ha racimolato cifre record con la campagna di crowdfunding atta a finanziare lo sviluppo di personaggi aggiuntivi. - Retr-odd-gaming
Yatagarasu può essere descritto come la versione doujinshi di Street Fighter III: Third Strike. La riluttanza del Giappone nel promuovere questi prodotti con il digital delivery rischia di atrofizzare la scena indipendente locale. Basti pensare che, in Occidente, Skullgirls ha racimolato cifre record con la campagna di crowdfunding atta a finanziare lo sviluppo di personaggi aggiuntivi.

Inoltre, sulla scia della localizzazione in inglese di Vanguard Princess operata da EigoManga, stanno nascendo diversi digital store pensati per portare sul mercato occidentale i migliori doujinshi nipponici, dando, così, una pubblicazione internazionale a prodotti che altrimenti sarebbero rimasti entro i confini del Sol Levante, a causa del summenzionato conservativismo giapponese. Per esempio, Rice Digital ha recentemente pubblicato l’eccellente Yatagarasu di PDW: Hotapen, fornendo anche un esaustivo manuale in inglese con tutte le indicazioni sul gioco, comprese le istruzioni per accedere alla modalità multiplayer online.

Insomma, sembra che l’unione tra il digital delivery, l’indomita scena doujinshi nipponica e l’intraprendente mondo degli sviluppatori indie occidentali, smaliziati nel crowdfunding, potrà ancora garantire ai picchiaduro indipendenti un posto tutt’altro che marginale nel futuro dell’intrattenimento elettronico.


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