Genere
Rhythm Game
Lingua
Inglese
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
Secondo trimestre 2012

Beat the Beat: Rhythm Paradise

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Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Genere
Rhythm Game
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Data di uscita
Secondo trimestre 2012
Data di uscita americana
13/2/2012
Data di uscita giapponese
21/7/2011
Lingua
Inglese
Giocatori
1

Hardware

Per giocare a Rhythm Heaven saranno necessari una copia originale del gioco, un Wii e un Wiimote.

Multiplayer

Rhythm Heaven è sprovvisto di qualsiasi modalità multigiocatore.

Modus Operandi

All'interno dello stand Nintendo all'E3 2011 abbiamo avuto modo di provare più volte tutte e tre le sezioni della demo, per un totale di circa mezz'ora di prova concreta.

Link

Hands On

Genio, brio e tanta musica

Nel caos di Los Angeles troviamo un paradiso di ritmo.

di Pocoto, pubblicato il

Presente allo stand Nintendo e letteralmente sommerso dal marasma di luci e suoni, Rhythm Heaven è comparso di fronte ai nostri occhi come un'oasi, un concreto miraggio fatto di musica, minimalismo e genialità. Imbracciato il Wiimote e indossate le avvolgenti cuffie porte da un'avvenente signorina, siamo entrati in un conturbante universo parallelo, un viaggio "pentagrammatico" nel ritmo. E improvvisamente il mondo circostante si è fatto sfuggente, sfumato, etereo.

UN PUNTO DI VISTA DIVERSO

I giochi musicali di matrice occidentale sono accomunati da una sorta di didascalismo, in cui ben poco è lasciato all'intuizione: voluminose interfacce a schermo indicano sempre il preciso momento in cui è necessario interagire, si vive passivamente il ritmo, ci si lascia pilotare dagli stimoli visivi invece di affidarsi esclusivamente al proprio orecchio. Rhythm Heaven si distingue invece per il suo peculiare approccio, dissemina piccoli indizi ma lascia al giocatore l'incombenza di risolvere l'enigma, insegna basilari lezioni di musica ma poi stravolge letteralmente ogni cosa. Nel giro di qualche minuto si passa da un ritmo blando a una velocità forsennata, per poi tornare indietro verso la pacatezza, salvo cambiare idea due secondi dopo accelerando nuovamente all'impazzata. Una sfida che a parole sembra improba, una prova che necessità di tanta pazienza e concentrazione: bisogna lasciarsi andare e affidarsi all'udito perché mai come in questo caso l'essenziale è invisibile agli occhi.

MUSICA E FILOSOFIA

Se siete rimasti confusi dalla nostra descrizione non disperate, stiamo per diventare più concreti e meno sibillini. La versione dimostrativa da noi provata consisteva in tre sezioni differenti, di difficoltà crescente, di cui illustreremo solo l'ultima, quella più impegnativa. Nel cielo sempre più blu sono presenti un cane (controllato dal giocatore) e un gatto, ognuno a bordo di un biplano che farebbe invidia al Barone Rosso: i buffi animali decidono di improvvisare una partita di badminton ad alta quota e, sfoderati i racchettoni, cominciano a passarsi a ritmo di musica il volano. All'inizio si susseguono veloci colpi di dritto, poi all'improvviso cominciano le variazioni sul tema, i lob, le finte e il tutto prosegue fra mille sorprese fino all'arrivo del gran finale, il test definitivo. Il gatto spinge il suo biplano verso l'orizzonte, sparisce letteralmente dal campo visivo e da un punto imprecisato comincia a lanciare il volano con un ritmo indiavolato, dando libero sfogo al suo repertorio tennistico. Privo ormai di qualsiasi riferimento visivo, all'utente non rimane altro che vivere la musica, sentire il ritmo e fidarsi del proprio intuito: solo così riuscirà a superare la prova.

UN METRONOMO UMANO

In Rhythm Heaven la precisione è tutto, basta un ritardo di qualche centesimo di secondo per passare dal successo al fallimento, dalla gloria alla polvere. Nintendo ha operato una scelta conservativa e reazionaria, i sensori di movimento sono stati messi al bando e il sistema di controllo si basa solo sull'utilizzo di due pulsanti, il tasto A e il grilletto B. Non possiamo che condividere questa decisione: affidandosi agli scossoni del polso si rischiava di impoverire e rovinare un titolo dalla giocabilità cristallina, molto impegnativo ma anche incredibilmente appagante. In soli due "bottoni" è racchiusa tanta genialità, a dimostrazione concreta che quando le idee sono forti non sono necessari mille inutili orpelli per stupire.

Il livello intermedio di difficoltà proponeva la lotta fra un giovane samurai e le forze del male - Beat the Beat: Rhythm Paradise
Il livello intermedio di difficoltà proponeva la lotta fra un giovane samurai e le forze del male

SORRISI E POESIA

Con il suo stile grafico così squisitamente nipponico, a tratti minimalista, sempre in bilico fra il serio e il faceto, Rhythm Heaven ci ha immediatamente conquistato. Nulla è andato perso nel passaggio dai piccoli schermi del Nintendo DS al grande pannello sul quale abbiamo condotto la nostra prova. Il design artistico è immutato, splende con i suoi colori vivi e i personaggi incredibilmente carismatici. Buffo, ironico, a tratti poetico, ogni livello è un quadro ricco di continue sorprese, una vera e propria festa per gli occhi. Il comparto audio fa letteralmente la parte del leone, un re della savana che ruggisce fiero e il cui urlo riecheggia a chilometri di distanza: i temi cominciano lenti, con pochi strumenti, salvo poi crescere e diventare quasi delle incredibili sinfonie. Non esageriamo nel dire che, isolati com'eravamo dalle ottime cuffie, a un certo punto ci siamo messi a ballare all'interno dello stand, perdendo qualsiasi tipo di inibizione. E solitamente viviamo con il freno a mano sempre ben tirato.
Forte di un concept solido e di un aspetto tecnico ricco di fascino, Rhythm Heaven pare non aver perso nulla nella sua trasposizione per Wii. L'unica cosa che al momento manca all'appello è una data d'uscita, anche generica: Nintendo sotto questo punto di vista non si è ancora sbilanciata. Dal canto nostro non vediamo l'ora di riprendere il viaggio nella musica interrotto a Los Angeles, quando una volta riposte le cuffie si è conclusa la magia.


Commenti

  1. SixelAlexiS

     
    #1
    bell'articolo e grandisssimo gioco, in Jap esce il 21 luglio.
  2. Mdk7

     
    #2
    Grande Pocauser e grande il gioco!
  3. Jeff

     
    #3
    Semplicemente il gioco che attendo di più.
  4. Zakimos

     
    #4
    Mi fa MOLTO piacere leggere che userà i pulsanti e non i sensori di movimento, almeno non come standard in tutti i giochi.

    Già solo questo lo rende potenzialmente all'altezza del grandissimo Rhythm Tengoku, al contrario dell'impreciso (e francamente anche davvero poco ispirato a livello di musiche-situazioni) episodio DS.
  5. Jeff

     
    #5
    Zakimos
    Già solo questo lo rende potenzialmente all'altezza del grandissimo Rhythm Tengoku, al contrario dell'impreciso (e francamente anche davvero poco ispirato a livello di musiche-situazioni) episodio DS.
    Impreciso per nulla, l'ho finito con tutti perfect e lo potrei giocare letteralmente bendato.
    Oddio, i suoi punti frustranti li ha (i Moai tipo), però anche li' è questione di sapere quando fare.
  6. Kiavikone

     
    #6
    Zakimos
    Già solo questo lo rende potenzialmente all'altezza del grandissimo Rhythm Tengoku, al contrario dell'impreciso (e francamente anche davvero poco ispirato a livello di musiche-situazioni) episodio DS.

    Impreciso non lo è affatto. Ho tutti perfect ed è un gioco ottimo (leggermente sotto al primo ma sempre ottimo)
  7. utente_deiscritto_5167

     
    #7
    Io ho il mio meraviglioso Rhythm Tengoku per GBA nella teca di vetro. Che spettacolo di gioco.
  8. Kimahri

     
    #8
    Shin XIo ho il mio meraviglioso Rhythm Tengoku per GBA nella teca di vetro. Che spettacolo di gioco.

    La versione per DS è la "stessa" migliorata o sbaglio?
    Che comunque ho spolpato, le canzoni in italiano solo troppo forti. :DD
  9. utente_deiscritto_5167

     
    #9
    La versione per DS è un altro gioco che sfrutta le capacità della console. Bellissimo, ma non ispirato quanto il primo, IMHO:
  10. Pocoto

     
    #10
    Ringrazio chi mi ha fatto i complimenti.
    Aggiungo che giochi come Rhythm Heaven sono ormai più unici che rari, meno male che esistono ancora.
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