Genere
MMORPG
Lingua
Inglese
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
2/11/2007

Richard Garriott's Tabula Rasa

Richard Garriott's Tabula Rasa Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
NCsoft
Sviluppatore
Destination Games
Genere
MMORPG
PEGI
16+
Distributore Italiano
DDE
Data di uscita
2/11/2007
Lingua
Inglese

Lati Positivi

  • Ambientazione
  • Adrenalina
  • Gioco ibrido
  • Grafica
  • Clonazione del personaggio

Lati Negativi

  • Limitato PvP
  • Interfaccia ostica
  • Crafting complicato e poco sfruttato

Hardware

I requisiti minimi di sistema richiedono un processore Pentium 4 a 2,5 GHz, 512 MB di RAM, 5 GB di spazio libero sull'hard disk, scheda video ATP Radeon 9600 o NVIDIA GeForce FX 5700 con 128 MB di VRAM o equivalenti, scheda audio a 16 bit e, ovviamente, una connessione Internet a banda larga. Sono comunque consigliati un processore da 3,5 GHz, 2 GB di RAM e una Scheda video ATP Radeon x1800 o NVIDIA GeForce 7800 o equivalenti.

Multiplayer

Per poter giocare a Richard Garriott's Tabula Rasa, una volta scaduto i trenta giorni gratuiti compresi nella confezione del gioco base, è necessario pagare 12,99 Euro al mese o optare per l'abbonamento per tre mesi (34,99 Euro) o per sei mesi (64,99 Euro). Attualmente è attivo in Europa un solo server: Centaurus.

Link

Recensione

Tanta adrenalina, ma forse non basta

L’unico Bane buono è un Bane morto!

di Giuliano Boschi, pubblicato il

Se il buongiorno si vede dal mattino, il nome di Richard Garriott, che gli appassionati della saga di Ultima conoscono con il nome di Lord British, dovrebbe essere a garanzia di un MMORPG di struttura e solidità garantita. L’ultima fatica di colui che è considerato un guru dei role playing online mostra però, pur nelle tante buone intenzioni, dei limiti che non riescono ad elevarlo più di tanto sopra la media. Ma la classe non è acqua e gli elementi positivi si notano subito.

Attacco alla base

Tabula Rasa è un ibrido tra sparatutto e MMORPG. Dal primo genere cattura soprattutto l’adrenalinica e frenetica sensazione di trovarsi sempre in prima linea tra nemici che spuntano da tutte le parti. Si è quasi storditi da tutto ciò che accade intorno a noi e, quando si torna all’interno di una base amica, e si può quindi respirare, ci si rende conto di quanto sia piacevole, almeno virtualmente, vivere al limite. Gli scontri con gli avversari non sono mai banali e, anche se alla fine si tratta di sparare un numero incredibile di colpi senza interruzione con la nostra arma, una certa tecnica, basata sul movimento e sull’azione pura, rendono sempre credibile e vivo lo scontro. Non per nulla bisogna sempre avere con sé letteralmente migliaia di proiettili.
L’arsenale a disposizione, e in questo calderone inseriamo anche i diversi elementi tecnologici dell’armatura e oggetti vari, è incredibilmente vasto. Ogni arma migliore, ogni nuovo manufatto, è una conquista che ci porta ad essere sempre più letali.
Ovviamente per crescere di livello troviamo tante quest. Non critichiamo certo il fatto che siano simili, nei contenuti, a quelle di tanti altri MMORPG, lo stile è quello e crediamo che si possa veramente inventare poco. Sono comunque ben raccontate e permettono di entrare al meglio all’interno dell’ambientazione che vede noi umani in lotta contro gli odiati Bane. Più che le quest, però, risulta coinvolgente il fatto che gli alieni possano conquistare le diverse basi sparse sul territorio. Questo vuol dire che non si può più accedere agli NPC che si trovano al loro interno, compresi i venditori e coloro che danno le quest. Per risolvere il problema non resta che allearsi con altri giocatori e dare l’assalto alla base per ripulirla dai nemici. Un’esperienza incredibile e, sicuramente, il miglior aspetto di Tabula Rasa.

Clonazione e classi

Un altro elemento di Tabula Rasa che c’è piaciuto è il fatto che la scelta della classe, ossia del mestiere che il nostro personaggio decide d’intraprendere in questo mondo, avviene nel tempo. A livelli determinati, infatti, s’imboccano delle strade che, bivio dopo bivio, portano a specializzazioni sempre più specifiche. Inoltre è semplicemente geniale l’idea della clonazione: durante il gioco, infatti, viene offerta la possibilità, comunque limitata nel numero, di clonare il personaggio. Il clone, nome e oggetti a parte, è identico all’originale e possiamo "metterlo da parte". In seguito si può utilizzare per fargli intraprendere una carriera diversa da quella del personaggio principale, un sistema ottimo perché così, quando si vuole giocare con un secondo personaggio, non bisogna ripetere tutti i livelli iniziali.

Scarso o nullo PvP

Veniamo invece alle note meno piacevoli. Se Tabula Rasa assomiglia molto a uno sparatutto, ecco allora che si fa sentire in maniera grave e pesante la mancanza di un valido PvP. È possibile solo organizzare scontri consenzienti tra Clan (le gilde del gioco) in momenti e aree specifiche, ma rimane qualcosa di quasi totalmente avulso dal gioco stesso. Ciò rende il mondo ideato da Lord British meno pericoloso e sottolineiamo ancora la stranezza della cosa. Se è infatti accettabile in MMORPG di tutt’altra ambientazione, come Lord of the rings Online, tale scelta risulta incomprensibile in Tabula Rasa, dove l’adrenalina e lo spara-spara regnano sovrani.
Un altro elemento non realizzato al meglio, figlio del fatto che ci troviamo di fronte a un ibrido, è l’interfaccia. Il mouse, infatti, serve per indicare la direzione verso cui muoversi o sparare ma, in un MMORPG, si ha la necessità continua di aprire delle finestre, come ad esempio quella della scheda del personaggio, dello zaino, delle missioni da compiere o delle abilità. In questo caso, bisogna praticamente fare tutto da tastiera e, alla lunga, la cosa risulta piuttosto pesante.
Poco sfruttato, e macchinoso, anche il crafting, altro elemento da non sottovalutare nel giudizio di un MMORPG.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Richard Garriott sa quanto sia importante la storia che sta dietro a un gioco e quanto contino l’ambientazione e il coinvolgimento. In questo senso, con Tabula Rasa ha svolto un ottimo lavoro. L’adrenalina che ci prende quando ci scontriamo coi nemici, la sensazione dell’assalto della vita quando, con altri giocatori, ci si getta nella mischia per riconquistare una base, sono elementi che difficilmente si trovano su altri MMORPG. Il tutto risulta però monco. La mancanza di un PvP degno di questo nome si fa pesantemente sentire e, alla lunga, rende stancante il gioco che si avvia lentamente verso una certa noia e monotonia. Rimane comunque uno dei pochi MMORPG di fantascienza che valga la pena di giocare.