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Datasheet
- Produttore
- Telltale Games
- Sviluppatore
- Telltale Games
- Genere
- Avventura
- Data di uscita
- 16/2/2011
- Data di uscita americana
- 16/2/2011
- Lingua
- Inglese
- Giocatori
- 1
Lati Positivi
- Trama intrigante
- Carisma dei protagonisti immutato
- Enigmi a dialogo ben studiati
Lati Negativi
- Longevità ancora molto breve
- Enigmi troppo semplici per l’avventuriero medio
- Poche novità a livello di location e personaggi
Hardware
Multiplayer
Link
Ritorno a Hill Valley
Seconda puntata per l’inseparabile coppia Marty-Doc.
Periodo ricchissimo di uscite e di novità per Telltale Games, che oltre all’imminente Jurassic Park (disponibile in pre-order al momento di scrivere) ha annunciato altre due serie di sicuro interesse come Fables e The Walking Dead. Evidentemente la formula a episodi e lo sfruttamento di licenze molto amate dal grande pubblico ha portato bene al team californiano, che pochi giorni fa ha rilasciato il secondo capitolo di Back to the Future dal titolo Get Tannen. L’esordio di questa serie tratta dalla celebre trilogia di Robert Zemeckis non ha fatto gridare al miracolo, pur restituendo quasi intatti l’atmosfera e i personaggi della saga cinematografica con risultati tutto sommato piacevoli e godibili.
tutto troppo semplice per marty?
Da Get Tannen i fan si aspettano però qualcosa di più corposo sia in termini di durata, sia come difficoltà e varietà degli enigmi, senza dimenticare che anche il numero di personaggi e di location del primo episodio non si era rivelato molto soddisfacente. Diciamo subito che a livello di longevità le cose non sono cambiate di molto; mettete quindi in conto circa tre ore di gioco senza accedere al sistema di aiuti, ma gli avventurieri più esperti termineranno il tutto anche in due ore e mezza senza incontrare tra l’altro grandi ostacoli. Gli enigmi rimangono infatti molto semplici e lineari e quelli basati sui dialoghi, come ad esempio il tentato pestaggio ai danni di Marty, assumono una rilevanza ancora maggiore rispetto al primo episodio. Abbiamo riconosciuto tra l’altro almeno due o tre enigmi già visti in precedenza (come quello del cane) e qualche ripescaggio da Sam & Max, soprattutto per i numerosi enigmi a sfondo musicale. Per il resto le prove da superare avvengono quasi sempre in una stessa location, senza quindi il bisogno di andare a cercare indizi molto lontano e con pochissimo backtracking. Difficile dire con esattezza se la difficoltà sia più o meno elevata rispetto al primo episodio, ma l’approccio di Telltale Games rimane ancora una volta molto casual anche per la presenza di PNG che spesso ci consigliano come proseguire e ci avvisano se non abbiamo fatto un’azione nel modo giusto. Gli avventurieri di lungo corso non si aspettino insomma un titolo impegnativo e ciò spiace un po’ se pensiamo alle precedenti serie di Telltale Games, dove qualche enigma tosto non mancava mai e dove il tutto assumeva un andamento un po’ più libero e meno lineare.
tutti contro tannen
Anche chi si aspettava qualche cambiamento nell’ambientazione rimarrà deluso. Il gioco infatti ci porta ancora una volta nella Hill Valley del 1931 e di fatto l’unica vera location nuova è il locale notturno del piccolo boss malavitoso Kid Tannen, già visto nell’episodio precedente. Qui conosceremo anche un poliziotto dedito all’alcol, un pianista e soprattutto la cantante Trixie Trotter, che rappresenta il personaggio inedito più interessante e meglio riuscito del gioco. Gli altri invece si sono già visti nell’episodio precedente (compresa l’odiosa Edna Strickland), rispetto al quale abbiamo trovato qualche affondo action in più (tra cui una sparatoria in pieno gangster-style) e una trama più interessante in piena assonanza con la saga di Zemeckis. Dobbiamo infatti infatti fermare a tutti i costi Kid Tannen prima che questi uccida nonno McFly impedendo così a Marty di nascere, in un paradosso temporale tipico della serie in cui lo stesso Doc continuerà a giocare un ruolo determinante. Anche i dialoghi hanno mostrato più verve e in generale, seppur di poco, questo episodio ci è parso più intrigante e meglio sviluppato anche se resta pienamente nel solco del predecessore sotto tutti gli altri aspetti come grafica, sonoro, animazioni e (purtroppo) dialoghi e sottotitoli solo in inglese. D’altronde non ci si può aspettare nulla di diverso in una serie episodica come questa, ma speriamo che il prossimo capitolo porti qualche novità di rilievo nelle ambientazioni, negli enigmi e soprattutto nella durata, anche se su quest’ultimo versante le speranze ci paiono molto flebili.
