Genere
Guida
Lingua
Inglese
PEGI
18+
Prezzo
54.90 Euro
Data di uscita
15/10/2003

RoadKill

RoadKill Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Midway Games
Sviluppatore
Terminal Reality
Genere
Guida
PEGI
18+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
15/10/2003
Lingua
Inglese
Giocatori
4
Prezzo
54.90 Euro

Hardware

Per giocare Roadkill nella sua versione definitiva avrete bisogno di una PlayStation 2 europea, del gioco originale in versione europea, di un controller e di una Memory Card per i salvataggi.

Multiplayer

La versione definitiva offrirà anche un'opzione di combattimento a due o quattro in multiplayer, attraverso lo schermo diviso.
Anteprima

Roadkill

Il successo planetario di Grand Theft Auto ha inaugurato un nuovo genere che pochi, fino a questi ultimi mesi del 2003, hanno dimostrato di saper sfruttare. Aspettando altre prove e "ispirazioni" che sono ormai in dirittura d'arrivo, Midway ha quasi completato la sua personale interpretazione di GTA, senza dimenticare un altro famoso titolo dell'era PlayStation: Twisted Metal.

di Alessandro Martini, pubblicato il

In inglese, il termine "roadkill" sta a significare una persona o, più spesso, un animale investiti da un'auto. Così tanta cura nella scelta del titolo non può che anticipare un gioco controverso nel settore dei contenuti, che negli Stati Uniti arriverà (ovviamente) marchiato con un bel bollino M, valido solo per i maggiori di diciassette anni. Il titolo Midway non fa segreto di voler puntare all'ultraviolenza gratuita annunciando grandi quantità di sangue, smembramenti automobilistici (sia di lamiere che di persone) e il giusto condimento di esplosioni dall'aspetto pirotecnico. Se tali caratteristiche non fossero sufficienti a catalizzare l'attenzione del pubblico, va citato il sistema di stazioni radio che, similmente a Grand Theft Auto, presenta diversi canali pre-registrati in cui l'uso della famosa parola f--k è un'abitudine. Quanto sono lontane le polemiche del primo Carmaggeddon, non è vero?

ESSERE CATTIVI VA DI MODA

Roadkill è ambientato in quello che avrebbe potuto essere il futuro degli anni '80, se l'escalation nucleare non si fosse fermata in tempo. Dopo la madre di tutte le guerre, gli Stati Uniti (come il resto del mondo) sono ridotti a un cumulo di rovine in cui l'umanità sopravvissuta cerca di continuare la propria esistenza nella più completa illegalità. La poca tecnologia superstite, più che altro auto e armi, viene usata e abusata con somma leggerezza: bande di scalmanati dal volto dipinto scorazzano per le città e la morte arriva con la stessa solerzia del segnale orario. Questa ambientazione assolutamente non originale (dal cinema ai libri, chiunque ha attinto a piene mani dalla prospettiva apocalittica) fa da sfondo alle azioni di Mason Strong, un mercenario deciso a scalare i ranghi della criminalità a qualunque costo, iniziando anche dai lavori più umili e pericolosi. Il suo viaggio inizia nei quartieri peggiori di Lava Falls, uno dei tre centri urbani presenti in Roadkill e riuniti nella regione di Hell County (naturalmente, il motivo inferno/dannazione ricorre nei nomi). Al volante di ben quaranta veicoli, non tutti selezionabili dall'inizio, dovrà portare a termine una serie di incarichi "sporchi" per i signorotti locali, cercando sia di sopravvivere sia di "raccattare" quanto lasciano sul terreno le sue vittime, in termini di pezzi per le vetture e altri bonus.

SQUADRA CHE VINCE...

In quanto a struttura, e si è già anticipato nell'occhiello, Roadkill unisce quattro porzioni di Grand Theft Auto III a una porzione e mezza di Twisted Metal per formare un cocktail che supera la gradazione consentita in quanto a violenza virtuale. La zona di operazione, una città circondata da canyon, è percorribile in lungo e in largo senza limitazioni di tempo o obiettivi, ad eccezione dei momenti in cui si è impegnati a completare qualche incarico. Come avrete già intuito, le missioni ci vengono assegnate dai personaggi non giocanti, o meglio dalle comparse inserite nella trama, visitando punti strategici della mappa. Conoscete la procedura: si centra il bersaglio, inizia il filmato, si presentano gli obiettivi e via a scorazzare e combattere. Se l'ispirazione a Grand Theft Auto risulta palese, la vicinanza a Twisted Metal non è meno apparente. Quasi ogni vettura, ad eccezione di pochi mezzi civili, porta con sé (di solito sul retro) un'arma con cui fa fuoco verso di voi o verso altri "concittadini". Le città sono infatti spartite tra gang rivali, molte diventeranno i vostri datori di lavoro, e gli scontri stradali rappresentano la norma anche nelle fasi di calma, quando gironzolate per la strada senza un preciso incarico. Va precisato che Roadkill si svolge interamente al volante, eccetto nei filmati di intermezzo, e non consente di scendere dall'auto per risolvere di persona certi affari (o per variare la dinamica di gioco). Questo, naturalmente, potrà rappresentare un limite di fronte ai più illustri rivali.

OSSERVANDO UN CODICE BETA

Utilizzando due formule ben collaudate come Twisted Metal e Grand Theft Auto, Roadkill rischia veramente poco in termini di giocabilità, ad eccezione del pericolo rappresentato dalla monotonia (il non poter scendere dalla vettura può essere una grossa limitazione). Per questo motivo, l'analisi della versione preview si indirizza più che altro all'aspetto tecnico e al "funzionamento" di tutte quelle parti che servono a completare l'essenza di gioco, dai controlli alla rappresentazione delle vetture. Per quanto riguarda grafica e sonoro, Roadkill non supera di molto il collega Rockstar Games, ma offre - e questo non è poco - una fluidità irreprensibile in tutti i momenti, sebbene limitata da una leggera nebbiolina all'orizzonte. Le vetture, i veri protagonisti dell'azione, sono riprodotte con un discreto dettaglio e si comportano alla maniera tipica dei giochi arcade, ma danno una fastidiosa sensazione di "stacco" dalla strada, risultando a tratti molto leggere. Ci vuole davvero pochissimo per finire in aria o perdere il controllo del mezzo, sebbene gli urti mostrati su schermo appaiano superficiali. Esplosioni ed effetti applicati al combattimento si dimostrano già ora soddisfacenti, anche per merito dell'accompagnamento audio che non lesina in attacchi violenti ai nostri padiglioni auricolari. Il sistema di controllo mostra ancora qualche incertezza nella risposta delle vetture ai comandi analogici, in quanto il veicolo si muove con un leggero ritardo rispetto alle sollecitazioni del joypad. Nella maggior parte dei casi, il problema non influisce negativamente sull'esperienza di gioco, ma in alcune occasioni una maggiore prontezza nei comandi avrebbe fatto la differenza (durante la prova e durante il superamento di alcuni scontri). La gestione contemporanea di armi e guida non risulta complicata poiché l'aspetto "bellico" occupa solo due tasti sul controller, uno per il fuoco primario illimitato e un altro per le armi speciali che possiamo raccogliere sulla strada o acquistare dall'apposito negozio.

ONDE SONORE VIOLENTE

Il discorso relativo alla musica, e all'audio più in generale, merita tutto lo spazio finale dell'articolo grazie a una serie di caratteristiche molto particolari. Da un lato, troviamo i classici effetti come grida dei pedoni, sgommate e colpi di arma da fuoco. Dall'altro, le stazioni radio superano ampiamente gli standard accettati per la volgarità in un videogioco (un riconoscimento che può avere valenza positiva o negativa, secondo i punti di vista). Appurato che sia necessario conoscere l'inglese, e bene, per comprendere il doppiaggio, emergono il vocabolario "portuale" evidenziato dai deejay e le "finezze" esposte in alcuni canali come quello dedicato al sesso, in cui doppisensi e discussioni al limite della decenza la fanno da padroni. Concludendo con l'aspetto musicale, ascolteremo perlopiù tracce hip hop e rock'n roll che uniscono molti pezzi sconosciuti ad alcuni capolavori, primo fra tutti Don't Fear The Reaper dei Blue Oyster Cult.