Genere
Azione
Lingua
Tutto in italiano
PEGI
16+
Prezzo
€ 72,90
Data di uscita
27/6/2008

Robert Ludlum's The Bourne Conspiracy

Robert Ludlum's The Bourne Conspiracy Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sierra Entertainment
Sviluppatore
High Moon Studios
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Vivendi Games
Data di uscita
27/6/2008
Data di uscita americana
3/6/2008
Lingua
Tutto in italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 72,90
Formato Video
HDTV
Formato Audio
Surround 5.1

Hardware

La versione qui recensita di Robert Ludlum's The Bourne Conspiracy è quella PlayStation 3 ma il gioco è disponibile anche, senza differenze di alcun tipo, su Xbox 360. Essendo basato su tecnologia Unreal Engine 3.0, avevamo qualche timore che questa versione soffrisse di una fluidità non ottimale ma ci siamo ricreduti di fronte a frame rate decisamente stabile, a fronte soprattutto di un quadro grafico sempre molto definito e di buon livello in tutti i reparti: texture, mole poligonale, illuminazione, animazioni.

Multiplayer

Il gioco non contempla alcuna modalità multiplayer o funzionalità online. La versione Xbox 360 contiene 49 Achievements ma anche in quella PlayStation 3 è rintracciabile una forma di punteggio, assegnato al giocatore in varie categorie, attraverso il quale è possibile sbloccare una serie di extra.

Link

Recensione

Tempismo perfetto

Quando anche la situazione più intricata è a portata di joypad.

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Se ci dovessero chiedere quali elementi stanno diventando un po' troppo ingombranti nella meccanica degli shooter e dei giochi d'azione moderni, risponderemmo senza timore "i quick time event e la necessità di trovare una copertura da cui sporgersi e sparare". Ebbene, basterebbe questa frase per spiegare in due parole cosa rischia di annoiare il giocatore all'interno della breve ma ben orchestrata campagna single-player di Robert Ludlum's The Bourne Conspiracy, che è poi l'unica modalità disponibile dal momento che non c'è una componente multiplayer.

PULL THE TRIGGER

Quella di cui sopra è ovviamente una frase un po' troppo lapidaria, che proveremo adesso a circostanziare come si deve. Iniziamo dai cosiddetti quick time event, ovvero da quelle fasi in cui il gioco chiede di premere un tasto sul joypad entro poche frazioni di secondo per fare in modo che la sequenza prosegua nel modo sperato.
Si tratta, per dirla in altri termini, di filmati più o meno interattivi usati come "escamotage" per attrarre di colpo l'attenzione del giocatore e trasmettere qualche scarica di adrenalina bonus, basti pensare all'esemplare utilizzo che ne è stato fatto in Resident Evil 4; raramente però li abbiamo visti così profondamente integrati nel gameplay come in The Bourne Conspiracy, tanto da farci dubitare che High Moon Studios volesse seriamente proporre un videogioco o piuttosto un film interattivo basato sulla prontezza di riflessi.
Sembrerà, il nostro, un giudizio troppo severo, e forse lo è nell'ottica di un gioco destinato a un pubblico "casual" e spensierato, ma è certo che la semplificazione operata dalla sovrabbondanza di quick time event in tutte le fasi del gameplay non piacerà a chi cerca un'esperienza appagante anche in termini di abilità richiesta e non soltanto sul fronte del mero piacere nell'osservare una serie di filmati interattivi.

METTIAMOCI AL RIPARO

L'altra soluzione ormai altamente stereotipata proposta da The Bourne Conspiracy è quella inerente alle sparatorie, cioè a gran parte del gioco in senso stretto se consideriamo che l'elemento "avventuroso" è stato lasciato in secondo piano e che le missioni non richiedono alcun tipo di ragionamento per essere portate a termine. Come in gran parte degli sparatutto e Action Adventure in terza persona usciti negli ultimi tempi, il protagonista può appostarsi dietro protezioni di vario tipo ed eliminare con calma i piccoli eserciti che gli andranno incontro, formati da individui non troppo intelligenti - anzi, ben sotto la media della categoria - ma desiderosi anche loro di accucciarsi dietro un riparo.
L'unica variante a questo schema è costituita dai colpi speciali, la cui attivazione è simile nelle fasi sparatutto come in quelle picchiaduro e richiede di caricare uno dei tre slot della barra dell'adrenalina; ogni slot corrisponde a un possibile "one shot kill", subordinato alla solita pressione di un tasto a caso stile quick time event. La regia virtuale non manca ovviamente di sottolineare questi momenti con generosi ralenti e inquadrature cinematografiche, e inizialmente sarà anche piacevole far fuori i nemici in questo modo ma non possiamo nascondere la delusione per l'assenza di una qualunque evoluzione di questo meccanismo nel corso del gioco: dall'inizio alla fine sarà sempre la stessa reiterazione di tasti da premere, senza alcuna abilità da coltivare che non sia il solito tempismo.


Commenti

  1. XESIRROM

     
    #1
    riesumo questa recensione in quanto ho appena finito il gioco e devo dire che mi è piaciuto tutto, ma tutto, tranne una cosa... la trama O_o solo io non ci ho capito un tubero della trama del gioco?! Cioè, ma dov'è la fine, chi è che voleva Bourne morto? Sono quesiti che mi intrippano, resta il fatto che il gioco nel complesso mi è piaciuto parecchio!
  2. utente_deiscritto_30839

     
    #2
    XESIRROM ha scritto:
    riesumo questa recensione in quanto ho appena finito il gioco e devo dire che mi è piaciuto tutto, ma tutto, tranne una cosa... la trama O_o solo io non ci ho capito un tubero della trama del gioco?! Cioè, ma dov'è la fine, chi è che voleva Bourne morto? Sono quesiti che mi intrippano, resta il fatto che il gioco nel complesso mi è piaciuto parecchio!
     quello che hai giocato tu(e tutti noi) è la prima parte della trilogia...
  3. utente_deiscritto_5167

     
    #3
    Era davvero nascosto bene questo The Bourne Conspiracy. Anche se poco rifinito e decisamente da limare riguardo i comandi sparacchini, il sistema di combattimento a mani nude è poderoso, appagante e di una cattiveria unica. Tra colpi deboli e forti si accumulano combo, e con esse si eseguono esecuzioni normali, ambientali e con armi da fuoco (ecco da chi ha copiato Splinter Cell Conviction!).

    La grafica fa ancora il suo effetto, nonostante l'età sul groppone, il livello di difficoltà a volte s'impenna troppo e il prodotto ha un che di grezzo. Insomma, parliamo di una game imperfetto, immaturo e sbilanciato. Eppure sto dando le mazzate virtuali più soddisfacenti e cattive da mesi a questa parte. Una vera goduria.
Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!