Genere
Sparatutto
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
31/1/2004

Robocop

Robocop Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Avalon Interactive
Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
31/1/2004
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Buon modello poligonale di Robocop
  • Dopo tutto è possibile spegnere la console

Lati Negativi

  • Pessimo game design
  • Frustrante
  • Tecnicamente arretrato e costellato di bug
  • Totale assenza di multiplayer

Hardware

Per giocare a Robocop avrete bisogno di un Xbox PAL munito di relativo joypad e di una confezione originale del gioco.

Multiplayer

Non è prevista alcuna modalità multiplayer.

Link

Recensione

Robocop

Sono ormai passati diversi anni da Robocop vs. Terminator, unico titolo videoludico di un certo spessore che vedeva il poliziotto robotico più famoso del cinema solcare i nostri schermi casalinghi sotto forma di un piccolo agglomerato di pixel. Titus Interactive ha deciso di interrompere il digiuno dei fan, riattivando l'ufficiale di Detroit. Se l'appetito vien mangiando, però, questa volta preferiremmo forse rimanere a digiuno...

di Andrea Focacci, pubblicato il

E' passato diverso tempo dal debutto cinematografico di Robocop, poliziotto robotico che - nel corso degli anni '90 - ha rappresentato insieme a Terminator una delle icone più conosciute del panorama cinematografico americano, pervaso in quei tempi della mania di mescolare carne e metallo nei suoi film di fantascienza. Ma se il personaggio di Arnold Schwarzenegger ha saputo rinnovarsi e riproporsi, anche in ambito videoludico, l'ufficiale di Detroit è scomparso progressivamente dalla bocca della gente, finendo parzialmente nel dimenticatoio: quanto asserito è dimostrato anche dal cammino del nostro personaggio nel mondo dei videogiochi, piuttosto spoglio ad eccezione di un vecchio titolo per Sega Megadrive (Robocop vs. Terminator) tutto sommato discretamente realizzato. Il digiuno degli appassionati del poliziotto robotico si è interrotto nel 2001, anno in cui Titus Interactive ha manifestato l'intenzione di portare il franchise sulle console di nuova generazione: alla luce dei fatti, oggi possiamo affermare che le parole della software house non rappresentavano un annuncio ma, piuttosto, una vera minaccia.

OH, YEAH!

La realizzazione di questo sparatutto in prima persona ha richiesto a Titus Interactive due anni di incessante lavoro, periodo che ha portato a sviluppare Robocop con un'impostazione del tutto conforme a quella del più classico sparatutto, contraddistinto da obiettivi e missioni: quest'ultime sono nove in totale ed ognuna di esse è caratterizzata da uno scopo principale, il cui raggiungimento è necessario per accedere alla missione successiva. Collateralmente si presentano anche diversi "obiettivi bonus", che vanno però a influenzare solo il punteggio finale conseguito al termine della battaglia. Nonostante il numero di scenari non alimenti speranze su una buona longevità di gioco, risulta invece sin troppo ostico nel proseguire sino a raggiungere gli agognati titoli di coda, e questo a causa di una gestione dei salvataggi quanto meno discutibile e per un livello di difficoltà non mirato a generare un alto tasso di sfida quanto, piuttosto, ad annichilire la personalità e l'orgoglio del giocatore. Scordatevi di registrare la vostra posizione a piacimento, visto che solo al termine del livello potrete apporre la vostra "firma" sulla distruzione lasciata alle spalle.
Quanto esposto non costituirebbe necessariamente un male, se non fosse che Robocop si configura come un titolo semplicemente frustrante, penalizzato da un game design che costringe il giocatore a perire, ritentare e perire decine di volte prima di poter passare indenne un punto particolarmente critico.

ANALISI DEI DATI

Ma un attimo. In fondo stiamo parlando del poliziotto più corazzato che lo star system di Hollywood abbia mai potuto concepire. Come è possibile che un robot dotato di sofisticatissimi sistemi di difesa, puntamento automatico e in possesso di una mitragliatrice ancorata al suo braccio, un lanciarazzi, un lancia granate e della sua inseparabile MGC M93R-AP automatica possa essere messo tranquillamente alla berlina da un gruppo di semplici delinquenti? La risposta è chiara sin dalle prime battute del gioco: ogni livello è semplicemente assediato dai nemici, una nutrita colonia di malviventi che - pur sprovvisti di un'intelligenza artificiale degna di tale nome - non esiteranno a scaricarvi addosso tutto il loro arsenale di missili e proiettili. Aggiungete come i movimenti di Robocop, per quanto possenti e decisi, siano anche semplicemente goffi e impacciati: il sistema operativo del nostro eroe non sembra contemplare il concetto di schivata o manovra diversiva.
Alla luce dei fatti, il giocatore è praticamente costretto nell'avanzare in linea retta verso le pallottole, sperando di reggere l'urto quanto basta per falciare la forza di resistenza e pregando di trovare un bonus per la ristorazione dell'energia nelle vicinanze. Ulteriore problema deriva dalle le pallottole a disposizione, dato che il titolo Titus Interactive è piuttosto parco sotto questo versante e, in più, i nemici paiono assurdamente coriacei: servono una media di dieci pallottole per uccidere un nemico, a meno di centrare un colpo in mezzo agli occhi che - visto il pessimo e impreciso sistema di puntamento di cui è dotato il gioco - pare più un esercizio di fortuna che non una reale prova di abilità.

PREPARE TO MEET YOU MAKER!

La realizzazione tecnica di Robocop, a prima vista davvero modesta e più degna di una produzione di cinque anni fa che non al parto di una console a 128 bit, riveste comunque una sua utilità: quella di essere presa come esempio dai game designer alle prime armi per comprendere ciò che non si deve assolutamente fare in un videogioco di oggi. I due anni spesi da Titus Interactive sul motore di gioco non sembrano assoloutamente giustificati dal risultato prodotto, a meno di un'improvvisa penuria di beta tester negli uffici della software house: pessime collisione dei poligoni - con i nemici che finisco per sparire nei muri o che possono essere raggiunti dalle nostre pallottole anche se situati in una stanza adiacente - texture di qualità scadente, modestia poligonale e animazioni dei personaggi ridotte all'osso sono solo alcuni dei numerosi ed evidenti problemi tecnici di Robocop. Solo la rappresentazione del poliziotto robot si salva parzialmente ma, trattandosi di uno shooter in prima persona, i frangenti in cui sarete in grado di osservarlo saranno davvero pochi.
Stesso desolante discorso sul versante sonoro, con scene d'intermezzo pessimamente mixate fra musica di sottofondo e dialoghi e una scelta del doppiaggio quanto meno vivacemente discutibile: se il puro gameplay di Robocop non invoglia a prendere il pad in mano, la sua caratterizzazione grafica e sonora taglierà le gambe a ogni possibile atto caritatevole. Il titolo di Titus Interactive non solo non è divertente, ma può tranquillamente essere ricordato come una delle peggiori cose che l'industria videoludica abbia potuto creare.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
C'è veramente poco da dire su Robocop di Titus Interactive. E quel poco rischia di gettare il lettore nel baratro dello sconforto e della depressione videoludica: il fascino esercitato da Robocop è sempre notevole, alcune movenze e atteggiamenti tipici dell'eroe sono stati ricreati con cognizione di causa - come il modello poligonale del protagonista e il modo con cui volteggia la fida pistola - ma il gameplay risulta troppo approsimativo e frustrante, la realizzazione tecnica non è forse nemmeno degna di una console della vecchia generazione e persiste attraverso tutto il gioco una totale assenza di reali motivi d'attrattiva. Solo due categorie di persone possono essere interessate a un possibile acquisto del gioco: i fan più sfegatati del personaggio - che, a questo punto, farebbero meglio ad aspettare tempi migliori - e coloro che acquistano quasiasi cosa ad occhi chiusi...