Genere
Strategico
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 39,99
Data di uscita
5/12/2004

Rome: Total War

Rome: Total War Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Genere
Strategico
PEGI
12+
Distributore Italiano
Activision Italia
Data di uscita
5/12/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Prezzo
€ 39,99

Lati Positivi

  • Componente manageriale di grande spessore
  • Battaglie esaltanti
  • Ambientazione suggestiva
  • Ottima accuratezza storica

Lati Negativi

  • Mancano gli scontri navali
  • Qualche imprecisione nel metodo di controllo in modalità battaglia

Hardware

Il minimo per giocare a Rome: Total War prevede una confezione originale del gioco e un PC con processore a 1 GHz e 256 MB di RAM, scheda grafica DirectX 9.0b compatibile munita di 64 MB, scheda audio DirectX 9.0b compatibile e Windows 98SE/ME/2000/XP; su macchine meno potenti, paradossalmente il motore grafico regge il colpo (eventualmente scalando in dettaglio) mentre le attese per la fine del turno sulla mappa strategica rischiano di diventare cospicue.

Multiplayer

La modalità multiplayer, supportata da GameSpy, verte sulle singole battaglie e rappresenta quel valore aggiunto in grado di dare ulteriore linfa al gioco. Esaltante in LAN, Rome: Total War vanta anche una cospicua community internazionale sviluppatasi intorno al multiplayer via Internet.

Link

Recensione

Rome: Total War

Nextgame est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolet Scamu, aliam legentes, tertiam qui ipsorum lingua redigentes, Scamu tardantes appellantur. Mea Culpa! Sed Cartago delenda fuit. Et Sparta, et Londinium, et pure un sacco di altri posti! D'altronde Roma ci ha impegato secoli a costruire un impero, un gioco così mica si poteva vedere tutto in un giorno!

di Gabriele Ciaccasassi, pubblicato il

Senza approfondire troppo questo discorso, basti dire che l'indagine storica a monte del prodotto è importante e che gli elementi che ne sono stati tratti sono stati inseriti egregiamente nel tessuto del gioco. Alcune cose sono state "piegate" alle esigenze ludiche, come per esempio la cavalleria che in realtà era assai meno utilizzata nell'antica Roma (specie in età pre-imperiale) di quanto venga da farlo nel gioco, ma questo tipo di scelta risulta essere non un difetto, ma una decisione vincente per bilanciare l'esperienza ludica.

INSIDIANDO CIVILIZATION

La ricerca storica si estende anche alla parte più prettamente gestionale di Rome: Total War e fa da sfondo a un generale approfondimento di questo comparto. Secondo l'opinione di chi scrive la sezione tattico-manageriale ha sempre rivestito un ruolo secondario nella serie Total War: meno spessore, dinamica meno articolata e meccanismi di gioco non eccessivamente maturi ne limitavano le potenzialità. Di giochi in cui occorre sviluppare le strutture urbane nelle città, bilanciare la felicità della popolazione, costruire infrastrutture per potenziare le capacità economiche, culturali e militari della nostra civiltà ne esistono in quantità. A differenza dei suoi due predecessori, però, Rome: Total War non si limita a scalfire la superficie del genere, ma tende ad avvicinarsi sempre più a un piccolo Civilization, introducendo anche delle interessanti novità che ne movimentano la dinamica. Benessere, felicità, economia e crescita demografica sono i parametri basilari di gestione delle città: in ogni momento è possibile approfondire la situazione di ciascun urbano per poterne pianificare lo sviluppo. La gestione diretta, però, della città è possibile solo qualora all'interno di essa sia posizionato uno dei propri "familiares" in qualità di governatore, altrimenti è possibile solo indicare per sommi capi il tipo di politica da sostenere: sviluppo culturale, economico, militare o bilanciata.
Ciascun familiare acquisisce, conseguentemente agli eventi della sua vita, diversi tratti caratteristici che influenzano le sue capacità nei vari ambiti del gioco: sanguinario, ottimo generale, scarso esattore, mandante di assassini, buon amministratore... la lista è lunga e varia. Oltre a questi, diverse personalità, come filosofi, medici, mercanti, si aggiungono via via al seguito dei vari personaggi e ne aumentano prestigio e caratteristiche.
Il punto nodale è che i familiares non sono tantissimi e alcuni di loro saranno impegnati sul campo come generali: una legione con un leader a guidarla sul campo beneficia della sua presenza e dei suoi tratti caratteristici, ed inoltre un generale è l'unico in grado di riportare alla calma una unità in rotta. La vita, infine, di un familiare non è eterna e il risultato è che il loro numero, specie quando l'estensione delle proprie province diventa importante, è sempre drammaticamente limitato e occorre scegliere con cura a quali compiti assegnarli. Va poi aggiunto che la comparsa di un nuovo familiare, mediante il raggiungimento dell'età adulta di un figlio o mediante il matrimonio di una figlia, è del tutto fuori del controllo del giocatore che non ha neanche la possibilità di offrire una donna in sposa a qualcuno. Scelta discutibile ma che forse aiuta a mantenere un certo equilibrio di gioco.
Accanto alla gestione delle città e delle risorse c'è, ovviamente, anche da assemblare e disporre dei propri eserciti sulla mappa. La novità è che due armate avversarie che si vengano a trovare contemporaneamente nella stessa provincia non vanno automaticamente allo scontro. Questo aggiunge da subito delle variabili nuove a cui si sommano le possibilità offerte dall'interazione con le regioni. Il sopraggiungere dell'inverno, oltre a modificare il paesaggio, cambia la mobilità degli eserciti; bloccando ponti e passi montani è possibile mettere in scacco e controllare gli avversari mentre boschi e foreste possono essere usati per nascondere le truppe e preparare degli agguati. Oltre alle legioni, sulla mappa si muovono anche spie, assassini e diplomatici: i primi e i secondi hanno scopi evidenti, mentre mediante gli ultimi è possibile imbastire trattative e negoziati con le altre fazioni in gioco come trattati economici, alleanze, richieste o offerte di tributi e via dicendo.
Trattandosi della Roma repubblicana, il Senato riveste un ruolo importante nel gioco: spesso vengono da esso assegnate missioni quali conquistare un insediamento, bloccare un porto o semplicemente instaurare rapporti diplomatici con un'altra fazione. Il giocatore non è tenuto a eseguirle, ma occorre considerare che specialmente all'inizio è il Senato a influenzare in toto la politica di Roma, ivi compresa la nostra: attaccare un popolo ritenuto "amico" non è desiderabile a meno di non volere incorrere nell'ira dei senatori, nell'odio del popolo e nella minaccia delle altre famiglie romane. Assolvere, d'altro canto a queste missioni aiuta a consolidare il prestigio dei vari familiares e a fargli assumere cariche importanti all'interno dello stato. Tutto questo è utile perché, a un certo punto (Cesare insegna) il potere logora chi non ce l'ha e col favore del popolo e del senato (o con la loro sottomissione) diventa naturale, ed è anzi scopo del gioco, pensare di assumere direttamente il controllo di tutta Roma... senza considerare che nel caso si decida di impersonare una fazione non romana, questo diventa l'obiettivo principe.

CONCLUSIONI

Rome: Total War, insomma, ha la stoffa per accontentare tutti i palati e rappresenta un acquisto immancabile per gli amanti degli strategici e non solo. Non abbiamo parlato di difetti, e d'altronde questi sono davvero pochi.
La gestione manageriale basata sui familiares può sembrare una limitazione, ma di fatto risulta essere un elemento che bilancia il gioco e ne movimenta lo svolgimento, evitando che una campagna venga condotta sempre entro binari prestabiliti. Qualche intoppo di troppo, semmai, è stato a tratti rilevato nel metodo di controllo e nell'intelligenza artificiale durante le battaglie: sporadicamente è capitato di trovarsi in difficoltà nello spostare le truppe o nel modificare lo schieramento secondo i propri desideri, specie durante gli assalti agli insediamenti ove la presenza di portoni e strettoie mette talvolta in crisi il gioco. La vera mancanza di Rome: Total War riguarda in realtà tutta la parte degli scontri navali che di fatto non esiste. Una flotta può mettere sotto embargo un porto, può bloccare una rotta e fungere da trasporto per le legioni, ma non ci sono vere e proprie battaglie, come invece accade per quelle a terra. Ogni scontro è svolto automaticamente dal computer e si risolve più spesso in una ritirata strategica di una delle due parti che in una perdita di truppe. Questo da un lato evita solenni arrabbiature, dall'altro rappresenta un aspetto della guerra su cui il gioco sorvola bellamente, ma meno che la vostra passione non siano prettamente le battaglie navali, l'impianto generale e la ricchezza di spessore di Rome: Total War fa tranquillamente passar sopra a questa mancanza. In conclusione l'ultimo nato della serie è un gioco sofisticato e maturo, articolato ma non frustrante che può non piacere solo a chi non ama gli strategici in generale o a quanti prediligono un purismo assoluto legato ai giochi a turni più tradizionali. In una parola: imperdibile!

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
L'avremo ripetuto mille volte all'interno della recensione completa: abbiamo tra le mani il miglior gioco di strategia disponibile sul mercato. Con questo si intende anche il più godibile e il più giocabile, in grado di coniugare profondità e immediatezza. Il comparto tecnico è allo stato dell'arte, sia nella mappa strategica sia nelle battaglie vere e proprie, e le novità introdotte da Creative Assembly sono tali da innovare la dinamica di gioco in maniera tangibile. Nel cinema spesso vale la legge del tre: il terzo della serie è il migliore. Questo è senz'altro vero anche per Total War: Creative Assembly ha realizzato un gioco ricco, intrigante, appassionante e longevo, anche in virtù di un'entusiasmamte modalità multiplayer.