Genere
Avventura
Lingua
Sottotitoli in italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 29,99
Data di uscita
25/3/2010

Runaway: a Twist of Fate

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Datasheet

Produttore
Focus Home Interactive
Sviluppatore
Pendulo Studios
Genere
Avventura
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
25/3/2010
Lingua
Sottotitoli in italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 29,99

Lati Positivi

  • Due personaggi giocanti
  • Trama ricca di colpi di scena
  • Enigmi meglio calibrati rispetto al predecessore
  • Grafica eccellente

Lati Negativi

  • Qualche dialogo di troppo
  • Certi enigmi risultano ancora un po’ forzati

Hardware

Runaway: A Twist of Fate non richiede certo un hardware all’ultimo grido per essere giocato nel migliore dei modi, anche perchè a parte la risoluzione, accessibile lanciando il file RATOF-Config nella cartella principale del gioco, manca qualsiasi altra opzione grafica. Bastano quindi un processore a 3GHz, 1 GB di RAM e una scheda grafica con almeno 256 MB di RAM.

Multiplayer

Non sono presenti modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

I maestri della fuga

Runaway taglia l’ambito traguardo del terzo episodio.

di Francesco Destri, pubblicato il

Brian Basco è di nuovo tra noi e dopo un’attesa così lunga dal secondo capitolo la saga di Runaway torna sugli scaffali italiani con molta curiosità, se non altro per vedere se il team spagnolo di Pendulo Studios sia stato in grado di rifarsi dopo la mezza delusione di Runaway: The Dream of the Turtle; il predecessore del 2007 infatti tradiva in parte l’ottimo capitolo iniziale del 2003 lasciando un finale aperto poco soddisfacente e soffrendo di alcuni degli enigmi più frustranti e insensati degli ultimi anni. Per fortuna Runaway: A Twist of Fate riprende proprio da dove si concludeva la precedente avventura, catapultandoci fin da subito in una trama ricca di colpi di scena che si apre con il falso funerale di Brian, fattosi credere morto per fuggire a un’oscura macchinazione criminale.

brian e gina: la strana coppia

La prima novità del gioco è la presenza di un secondo personaggio giocante che affianca Brian. Si tratta della fidanzata Gina (vecchia conoscenza per i fan della serie), con cui affronteremo circa la metà dei sei capitoli proposti e la cui presenza ben si adatta al recente filone avventuroso con a capo The Secret Files: Tunguska e Broken Sword: Director's Cut, anche se in questo caso non ci troveremo mai a far collaborare i due protagonisti in una stessa porzione di gioco. Anche l’interfaccia ha subito qualche ritocco; lo schermo è letteralmente sgombro da icone o comandi e se ciò rende il tutto molto più pulito e ordinato, dall’altro lato abbiamo sentito la mancanza dell’inventario a comparsa nella parte superiore o inferiore dello schermo.
Per accedervi siamo infatti costretti a premere il tasto TAB e questo alla lunga può diventare un po’ scomodo; abbiamo invece apprezzato la presenza di un comando per segnalare tutti gli hot spot di una location con cui interagire, scelta ormai standard in moltissime avventure punta e clicca ma che qui torna ancora più utile. Runaway: A Twist of Fate è infatti caratterizzato da ambientazioni ricchissime di oggetti spesso molto vicini tra loro e, senza questo tipo di aiuto, il rischio di perdersi un oggetto indispensabile per proseguire sarebbe stato piuttosto elevato.

l’importanza delle parole

Passando invece alle ambientazioni e ai personaggi, il gioco richiama molto da vicino i due predecessori, anche se la trama e l’abbandono delle location esotiche del secondo capitolo dona al tutto un aspetto leggermente più dark e noir, soprattutto nella parte ambientata a New York. Ciò non ha però spazzato via il tono sarcastico tipico della serie, che qui ritroviamo soprattutto nell’avventura parallela di Brian nell’ospedale psichiatrico dove è rinchiuso, mentre nei panni di Gina avremo a che fare con toni più da thriller cospirativo seppur raccontati sempre con leggerezza e un pizzico di ironia. Lo si nota anche nei personaggi con cui dovremo confrontarci, dalla sensitiva nel cimitero di inizio gioco ai compagni “matti” di Brian (tra cui uno strepitoso mimo contorsionista).
I dialoghi a scelta multipla ci sono invece sembrati un po’ ridondanti e meno divertenti di quanto ci aspettassimo; c’è veramente molto da leggere e non sempre le disquisizioni dei nostri interlocutori si sono rivelate interessanti o utili per proseguire nel gioco, anche se chi in un’avventura grafica cerca spessore narrativo avrà di che gioire tra le centinaia di linee di dialogo scritte dal team spagnolo. Bisogna però ammettere che le pur tantissime parti dialogate non spezzano troppo il ritmo del gioco, anche perchè la trama è ricca di colpi di scena e vede tornare in scena alcuni dei personaggi del secondo capitolo, tra cui la spietata Tarantula e il colonnello Kordsmeier (che controlleremo per qualche breve sessione di gioco).

alla ricerca dell'enigma perfetto

C’era poi molta curiosità per gli enigmi dopo il mezzo passo falso del precedente capitolo. Forse consci di aver esagerato con soluzioni a tratti davvero illogiche, gli sviluppatori hanno deciso di tornare a enigmi più classici ma sempre fantasiosi basati unicamente sulla raccolta e la combinazione di oggetti. Il livello di difficoltà non ha risentito di questo leggero cambiamento di rotta, attestandosi anzi su standard medio-alti; come già detto, gli oggetti con cui interagire sono molti e anche l’inventario ne è molto spesso ricolmo. Inoltre, nonostante le location non siano mai moltissime lungo un singolo capitolo, capita di non sapere come proseguire o dove andare e da questo punto di vista qualche indizio di più non avrebbe fatto male. Nella maggior parte dei casi comunque la soluzione degli enigmi avviene in zone piuttosto circoscritte e il tutto non diventa quasi mai dispersivo; la stessa longevità, attestandosi tra le dodici e le quindici ore, può definirsi più che discreta e il sistema di aiuto integrato rifugge con intelligenza dalla soluzione spiegata nel dettaglio, per fornire invece indizi che vanno interpretati a loro volta. Gli avventurieri hanno insomma di fronte un andamento nè frustrante nè troppo semplice; basti pensare al primo capitolo nel cimitero per rendersi conto dell’ottima concezione degli enigmi e, nonostante non manchino certe forzature (soprattutto nel terzo capitolo nella casa in mezzo al bosco), il miglioramento rispetto al capitolo precedente è innegabile.

quando il cel-shading fa la differenza

Chiudiamo con un accenno al comparto tecnico; Pendulo Studios ha realizzato un titolo graficamente notevole, tanto da rendere Runaway: A Twist of Fate l’avventura grafica visivamente migliore degli ultimi anni. Il mix di sfondi in 2D disegnati a mano (davvero bellissimi) e personaggi in 3D in cel-shading funziona alla perfezione e i numerosi filmati mostrano un’eccellente qualità di animazioni e art-direction, dando spesso l’impressione di assistere a un vero e proprio film di animazione. Notevole anche il doppiaggio inglese, anche se ai fan della serie mancheranno le voci italiane dei due capitoli precedenti; i sottotitoli nella nostra lingua sono comunque tradotti senza imperfezioni e le musiche hanno poco da invidiare a produzioni ben più ricche e importanti.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Se questo sarà davvero l'ultimo capitolo di Runaway, Pendulo Studios avrà chiuso la sua saga avventurosa come meglio non potevamo chiedere. Il ritorno di Brian e Gina si conferma infatti come il capitolo migliore della serie sia sul versante tecnico, sia nell'abbinamento tra enigmi, spessore narrativo, ironia, personaggi e colpi di scena. Sei capitoli pieni di sorprese e di trovate intelligenti che non potranno non piacere a qualsiasi tipo di avventuriero, anche se qualche dialogo di troppo e certe prove logiche un po' forzate rimangono limiti su cui il team spagnolo non è riuscito a intervenire del tutto. Poco male, soprattutto perchè dopo il deludente predecessore non ci aspettavamo davvero un ritorno di questo livello.

Commenti

  1. krona3

     
    #1
    Lo so che 'sta sezione non se la fila nessuno(purtroppo) ma volevo segnalare l'uscita di Runaway - La Trilogia contenente, appunto, tutti e 3 gli episodi al prezzo di 39 euro(da Gamstop).
    Per chi non li conoscesse, sono questi.
    Io l'ho presa oggi, fatelo anche voi se già non avete i singoli giochi! E' una saga che merita tantissimo e il prezzo è ottimo; se anche voi, come me, amate le avventure grafiche vecchio stile, questi sono soldi ben spesi:))
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