Genere
Avventura
Lingua
Giapponese
PEGI
ND
Prezzo
6.800 Yen
Data di uscita
28/5/2001

Sakura Taisen 3 - Paris ha Moete Iru ka?

Sakura Taisen 3 - Paris ha Moete Iru ka? Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sega
Genere
Avventura
Data di uscita
28/5/2001
Lingua
Giapponese
Giocatori
1
Prezzo
6.800 Yen

Lati Positivi

  • Profilo artistico d'eccellenza
  • Interessante interazione con i personaggi
  • Sezione strategica di grande spessore
  • Sceneggiatura, Trama, Recitazione

Lati Negativi

  • Colonna sonora di sottofondo non suggestiva come in Sakura Taisen 1 e 2

Hardware

E' richiesto una Dreamcast giapponese, un pad e una memory card per giocare. Lo schermo della VMU viene sfruttato in diversi modi (ad esempio come radar durante i combattimenti o come sistema di messaggistica nel corso della sezione adventure).
Recensione

Sakura Taisen 3 - Paris ha Moete Iru ka?

Se la Cinemaware fosse nata in Giappone avrebbe sicuramente creato Sakura Taisen, il primo, vero anime game interattivo capace di catapultarvi all'interno di una serie animata di robot nei cuori di milioni di giapponesi fin dal 1996 e ancora oggi insuperata. Anno 2001: arriva Sakura Taisen 3, e il mito continua...

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

A parte le funzioni di base, i piloti hanno altre opzioni, come ergere una barriera energetica intorno al proprio robot per ridurre i danni nel turno successivo, sfruttare una buona parte della barra d'azione per ricostituire i damage point propri o di un compagno (che deve essere vicino per essere aiutato, ovviamente), oppure far crescere la barra per l'attacco finale (hissatsu), che ciascun pilota possiede e che è grandemente coreografico oltre che efficiente. Ognuna di queste funzioni va a scaricare la barra d'azione di un determinato quantitativo di energia, quantitativo che siamo noi a stabilire mediante la scelta della strategia globale di combattimento. Infatti, il Paris Kagekidan dispone di quattro modelli strategici: "Mori" (bosco), "Yama" (montagna), "Kaze" (vento) e "Hi" (fuoco), che stabiliscono una priorità tra le funzioni dei robot. In pratica, se scegliamo di essere "resistenti come una montagna" il quantitativo di energia richiesto per erigere una barriera energetica intorno ai nostri mecha sarà minimo, mentre altre funzioni saranno molto più dispendiose in questo senso oppure non saranno affatto disponibili, perciò dovremo compiere la scelta più opportuna a seconda della situazione tattica. Le tattiche si impostano solamente nel turno di Oogami, nel quale si può anche selezionare una voce per proteggere una e una sola delle nostre compagne, con la duplice funzione di ridurre a zero i danni sul quel mecha durante un totale di quattro attacchi e far crescere notevolmente la fiducia della ragazza nei nostri confronti.
I combattimenti hanno un po' la profondità del gioco degli scacchi e per questo sono veramente intriganti: ogni pilota ha la sua specifica arma, che possiede una determinata zona d'influenza e la posizione dei nostri mecha è fondamentale per ridurre i danni o massimizzare gli attacchi. Per esempio se, quando attacchiamo un robot avversario, uno dei nostri piloti ha già quell'obbiettivo nel suo raggio d'azione, a seconda della compatibilità tra le ragazze potremo ottenere un bell'attacco congiunto per un danno ancora maggiore, con tanto di coreografia full screen alla "Megaloman". Questo è ancora più importante quando i piloti di cui parliamo sono Oogami e la ragazza che, al momento, ha il maggior feeling col nostro alter ego. In questo caso, infatti, possiamo combinare le due barre dell'attacco finale per una incredibile tecnica distruttiva, diversa per ciascuna coppia possibile nel gioco, fondamentale per vincere contro i boss e presentata da un mini filmato in stile anime dal grande impatto visivo.

PARIS HA MOETE IRU KA?

Parigi Brucia? In genere ogni battaglia ci offre due opzioni strategiche su come condurre il combattimento, perciò oltre a eliminare i mecha avversari dovremo portare a termine una missione congiunta, come mettere in salvo le opere d'arte al museo del Louvre prima che i nemici le distruggano o impedire che le pedine avversarie facciano a pezzi tutto quello che si trova nei dintorni dell'Arco di Trionfo. Terminata questa parte si apre un'altra sezione in cui dobbiamo vedercela con il corrente boss dei 'kaijin' che ha ordito l'intero piano, il quale, come i megaborg di Daitarn 3, si presenta ai nostri eroi come un mostro d'acciaio che rispecchia la personalità o le caratteristiche fisiche del nemico. La perdita di uno dei nostri robot non causa la fine della partita, ogni ragazza col mecha distrutto si ritirerà semplicemente dal campo, anche se la sua fiducia nel suo comandante subirà un crollo verticale (e di conseguenza potremo probabilmente dimenticarci un lieto fine con la medesima!): quello che dovremo assolutamente evitare è la perdita di Oogami, in questo caso la sconfitta sarà ineluttabile.

DIGITAL ART

Il profilo artistico di Sakura Taisen 3, come i precedenti episodi della serie peraltro, si mantiene altissimo grazie al contributo di artisti come Kousuke Fujishima, uno dei migliori fumettisti giapponesi (autore di "Aa! Megamisama!", "Oh Mia Dea!" in Italia) che dona ai personaggi un tratto aggraziato ed elegante, lo studio di animatori ingaggiati dalla Red Company per le sequenze in FMV, che risultano degne di un OAV, e Kouhei Tanaka, autore della colonna sonora e dei brani cantati del gioco. Complessivamente i brani di sottofondo sono meno suggestivi rispetto a quelli fuori dal comune di Sakura Taisen 1 e 2, ma a compensare ci pensano i vocali, tecnicamente e artisticamente migliori che in passato, come l'eccellente sigla d'apertura, "Mihata no Moto ni" (Sotto la Bandiera), riuscito tentativo di coniugare il lirismo del tema dei primi due episodi "Geki! Teikoku-kagekidan!" (Manifesto della Squadra D'Assalto Imperiale dei Fiori) con il ritmo marziale della Marsigliese, offrendo all'insieme sonorità tipicamente francesi. Anche il reparto seiyuu (doppiatori), che si cura delle numerose sequenze recitate del gioco, è quanto di meglio si potesse chiedere, dal momento che tutti i ruoli sono affidati a professionisti con una carriera sterminata alle spalle, come la veterana Noriko Hidaka (tra gli altri anime, in Fushigi no Umi no Nadia, Un Vento Chiamato Amnesia, Gunbuster e Ranma 1/2) che interpreta con grande energia il ruolo di Erica Fontaine; Saeko Shimazu (Madoka in Kimagure Orange Road) nei panni di Glycine, e una straordinariamente irriconoscibile Kikuko Inoue (Belldandy in Aa! Megamisama!) che ha ritrovato in Lobelia toni ed espressioni che non usava da quando doppiava la serie americana X-Files. Ma il più grande pregio artistico di questo titolo è nell'atmosfera magica, nella ricca sceneggiatura, nei dialoghi molto ben caratterizzati (e perfettamente sincronizzati con le animazioni labiali dei protagonisti), e, globalmente, nella trama a tratti drammatica, romantica o umoristica, ma mai scontata. In questo terzo episodio vengono mitigati anche quei vaghi sentori di nazionalismo che si potevano percepire in Sakura Taisen 1-2, Oogami Ichiro infatti è capace di difendere un francese che lo aveva insultato per il semplice fatto di essere giapponese, dicendo "Non è per il Giappone che combatto, ma per tutto il mondo, senza distinzioni!", una frase che forse, in una serie animata di venti anni fa, non avremmo sentito. Considerando la sostanza e la durata di ogni episodio, infine, è piuttosto sorprendente anche la longevità di questo titolo, che si articola su un numero elevato di puntate lungo i tre GD-ROM del gioco, soprattutto alla luce del fatto che terminarlo una sola volta non sarà sufficiente per vedere tutti gli eventi nascosti, le sequenze arcade sparse qua e là, né i finali ad hoc per ognuna delle ragazze del Paris Kagekidan.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Sakura Taisen 3 Paris ha Moeteiru ka è un connubio unico tra un adventure, un ren'ai simulator e uno strategico 3D, nonché uno dei migliori videogiochi in stile anime. La struttura ad episodi, i dialoghi campionati, le sequenze in full motion video e la notevole bellezza delle schermate statiche lo rendono il più piacevole anime interattivo mai prodotto fino ad oggi, l'unico capace di darci la marcata sensazione di essere i protagonisti di una serie robotica giapponese. Fondamentalmente Sakura Taisen è un gioco di "comunicazione", dove capire il carattere degli altri personaggi, dialogare con loro e coglierne le reazioni è alla base del gameplay, ma anche la sezione strategica è molto ben riuscita, e possiede un notevole spessore. Sakura Taisen 3 meriterebbe di essere acquistato anche solo per la sceneggiatura, per la cura dell'ambientazione retro-fantascientifica e l'atmosfera di questa Parigi di inizio secolo, ma la caratterizzazione dei personaggi, la trama e l'ottimo lavoro svolto da programmatori, doppiatori e musicisti fanno andare i meriti del gioco ben oltre, ponendolo sullo stesso piano di eccellenza di capolavori come Sonic Adventure e Crazy Taxi. In breve, una nuova stella nel firmamento videoludico, e se la lingua giapponese è un ostacolo, considerate che c'è gente su Internet che sta traducendo tutti i dialoghi del gioco in inglese (nella sezione link trovate il collegamento), per cui neanche questo punto può essere più usato come scusa!