Genere
Azione
Lingua
Testi in inglese
PEGI
12+
Prezzo
ND
Data di uscita
11/3/2016

Samurai Warriors 4: Empires

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Datasheet

Produttore
KOEI
Sviluppatore
Omega Force
Genere
Azione
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
11/3/2016
Lingua
Testi in inglese
Giocatori
1

Lati Positivi

  • Parte gestionale ben fatta e interessante
  • Longevo
  • Politiche con un effettivo riscontro negli scontri

Lati Negativi

  • Combattimenti che alla lunga potrebbero diventare ripetitivi
  • Assenza di multiplayer

Hardware

Samurai Warriors 4: Empires è disponibile dall'11 marzo su PS3, PS4 e PS Vita.

Multiplayer

Nessuna funzione multigiocatore.

Modus Operandi

Abbiamo ricevuto un codice della versione PS4 di Samurai Warriors 4: Empires dal distributore italiano.
Recensione

Un musou con una marcia in più

Combattimenti e gestione di un clan nel Giappone feudale

di Daniele Di Benedetto, pubblicato il

L’anno passato è stato molto ricco per gli amanti dei musou, soprattutto grazie a Koei-Tecmo e agli ovviamente sempre presenti Omega Force, sviluppatori specializzati in questo ambito. La serie Empires è una costola delle tradizionali serie Warriors e vede la sua prima apparizione su PlayStation 2 nel 2004 con Dinasty Warriors 4 Empires. A differenza degli altri titoli, questa sorta di “spin-off” nasce dall’esigenza di fornire al pubblico una specie di simulatore di conquista ambientato non in un unico luogo ma in tutto il Giappone, dove potremo muoverci liberamente per soddisfare la nostra fame di espansione.

Le fasi di combattimento ripropongono le meccaniche tipiche del genere musou - Samurai Warriors 4: Empires
Le fasi di combattimento ripropongono le meccaniche tipiche del genere musou

Sentirsi a capo di un Clan, il lato gestionale

I punti di contatto con le serie classiche sono ovviamente moltissimi, il gameplay è quello di sempre e cioè battaglie campali e di assedio su larga scala in cui avremo il controllo di un generale con cui dovremo spazzare via intere ondate di nemici nel più classico stile musou. Una volta scelto un clan con il proprio relativo scenario avremo così la possibilità e il dovere di guidarlo alla conquista dei territori limitrofi tenendo conto delle nostre risorse, delle nostre politiche interne e della forza dell’esercito avversario. È proprio qui che ci si accorge della base gestionale del titolo, come generali dovremo infatti nominare i nostri sottoposti a gestire i nostri affari interni, ovviamente non prima di aver controllato la loro idoneità e le loro caratteristiche in quel dato campo. La spina dorsale di Samurai Warriors 4 Empires risiede nel “politics system” rappresentato esteticamente dal nostro castello che diventerà sempre più grande grazie alle nostre conquiste e nel quale, stando attenti alle varie abilità e sinergie, dovremo nominare diversi Magistrati che collaboreranno nello stesso ambito sia esso il settore di Sviluppo, Militare o di Gestione del Personale.
Lo Sviluppo ad esempio terrà conto della produzione di riso e del commercio più in generale mentre la Gestione del Personale mirerà più che altro alla crescita e al mantenimento della fedeltà dei propri subordinati. La compatibilità tra gli ufficiali (due per ogni settore) ovviamente sarà premiata con dei bonus sia dal punto di vista politico che sul campo di battaglia, con numerose combinazioni che lasciano una certa libertà di azione. Oltre a questo, ogni magistrato potrà darci dei consigli che spetterà a noi seguire o meno, quello che gestisce la diplomazia potrà avere dei risvolti sulle alleanze tra clan mentre quello militare avere delle informazioni da sfruttare in battaglia aumentando la forza del nostro esercito. Alcune di queste politiche interne sono poi specifiche di determinati clan, come il mercato libero dei Nobunaga.

La gestione politica ha una discreta incidenza nello sviluppo del gioco e inserisce in Samurai Warriors 4: Empires una interessante componente strategica - Samurai Warriors 4: Empires
La gestione politica ha una discreta incidenza nello sviluppo del gioco e inserisce in Samurai Warriors 4: Empires una interessante componente strategica
Una volta decise le strategie e seguiti i consigli dei nostri subalterni avremo la possibilità di scegliere quali dei nostri ufficiali potranno prendere parte agli scontri sul campo decidendo così l’effettiva forza dell’esercito. Questa alternanza tra parte gestionale (divisa in stagioni) e azione sul campo di battaglia regala al titolo una varietà che abbiamo trovato decisamente piacevole e ben congegnata, quasi mai difficile da apprendere e seguire nonostante la mancata traduzione in italiano. Un ruolo molto importante è rivestito dai territori che andremo a conquistare che non saranno solo meri trofei da sfoggiare ma che potranno incidere sulla produzione di determinate risorse o sulla possibilità di utilizzare tattiche in battaglia. Sottomettendo un territorio con una tradizione di cavalieri (Horse Farm) potremo infatti adoperare le cariche con i cavalli durante gli scontri così come le armi da fuoco. Soddisfacendo inoltre alcuni incarichi, come l’uccisione di determinati ufficiali nemici, si potranno piazzare dei banner nel castello che avranno dei bonus come l’incremento di oro ottenuto.

Guerrieri, come una volta

Le scelte effettuate nel nostro castello avranno una certa ripercussione in guerra, dato che riuscendo a gestire in maniera ottimale le nostre risorse renderemo notevolmente più semplici certi scontri. Nel campo da battaglia sarà possibile prendere il controllo di un massimo di otto personaggi che potremo intercambiare in qualsiasi momento. Scegliere un personaggio rispetto ad un altro avrà delle ripercussioni anche nella propria storia personale e in quella del proprio clan, dando vita a degli scenari alternativi nel caso in cui non siano rispettati gli eventi realmente accaduti. Amicizia e rivalità tra i propri schieramenti saranno sottolineati da battute e filmati diversi così come l’efficacia di alcuni attacchi in combo che si potranno effettuare stando vicino al nostro alleato.

Ai livelli di gioco più elevati Samurai Warriors 4: Empires è sufficientemente impegnativo. Peccato che, come tutti i musou, risenta di una eccessiva ripetitività nelle fasi action - Samurai Warriors 4: Empires
Ai livelli di gioco più elevati Samurai Warriors 4: Empires è sufficientemente impegnativo. Peccato che, come tutti i musou, risenta di una eccessiva ripetitività nelle fasi action
Nel Genesis Mode avremo l’opportunità di creare anche il nostro ufficiale decidendo l’aspetto fisico, il clan e i rapporti all’interno dello stesso. La meccanica di gioco del combattimento vera e propria non differisce dagli altri titoli della serie Samurai Warriors, ed è costruita con l’alternanza di schivate, attacchi veloci e attacchi potenti che danno vita a spettacolari combo con le quali affronteremo centinaia di nemici in una sola volta. Nelle mappe divise a zone in base allo schieramento che le controlla dovremo così affrontare ufficiali e soldati spostandoci da una parte all’altra del campo fino a uccidere il generale in comando e prendere possesso del territorio, come nella più classica tradizione musou e senza grandi novità di sorta. Durante gli scontri il framerate rimane decisamente stabile grazie al motore grafico più che collaudato, che presenta le solite pecche dal punto di vista delle texture e del forte pop-up, che poco si nota vista la velocità d’azione, ma diventa decisamente più visibile durante gli spostamenti. Da sottolineare infine l’assenza del multiplayer, sia online che split screen.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Questo capitolo di Samurai Warriors è ovviamente consigliato agli amanti del genere musou, ma potrebbe regalare delle soddisfazioni anche a chi cerca un po’ di varietà tra uno scontro e l’altro grazie a una parte gestionale ben realizzata e solida e che effettivamente fornisce dei riscontri nel campo di battaglia vero e proprio, soprattutto ai livelli di difficoltà un po’ più elevati. Tantissimi clan, personaggi utilizzabili, tattiche e strategie portano in alto l’asticella della longevità nonostante la mancanza del multiplayer, che comunque non pesa più di tanto in questo capitolo della serie Empires. I combattimenti veloci e dinamici sono quelli che oramai conosciamo benissimo, con tutti i pregi e i difetti di sorta (ripetitività e facilità ad un livello di difficoltà non alto) che un genere come questo si porta dietro ormai da tempo immemore.

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