Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
47,99 Euro
Data di uscita
18/11/2005

Shadow The Hedgehog

Shadow The Hedgehog Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sega
Sviluppatore
Sonic Team
Genere
Azione
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
18/11/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
47,99 Euro

Lati Positivi

  • Riuscita caratterizzazione di Shadow
  • Atmosfere dark e nemici storici di Sonic
  • Dieci finali differenti

Lati Negativi

  • Gestione problematica della telecamera
  • Framerate altalenante
  • Controlli eccessivamente reattivi ed imprecisi

Hardware

Per giocare con Shadow the Hedgehog nell'edizione qui recensita occorre una PlayStation 2 PAL, un joypad, una Memory Card per salvare i progressi e una confezione originale del gioco.

Multiplayer

Il gioco prevede una piacevole modalità a due giocatori, rinchiusi all'interno di un'arena e chiamati al recupero forsennato di anelli dorati. Mettersi i bastoni fra le ruote, ovviamente, sarà assolutamente necessario.

Link

Recensione

Shadow The Hedgehog

Se un giorno vi svegliate, vi guardate nello specchio e non vi riconoscete, niente panico! Vi state solo guardando nello specchio di un altro. Torna Shadow, clone dark di Sonic, con un gioco interamente dedicato a questa controversa figura del mondo del porcospino Sega. Al giocatore l'ardua scelta di iscrivire Shadow nel registro dei buoni o dei cattivi. What you see is what you get!

di Lorenzo Antonelli, pubblicato il

Gli anelli dorati rimangono una costante imprescindibile, mentre al dinamismo esplosivo tipico della serie si affianca, qui, l'impiego massiccio (ma non obbligatorio) di armi da fuoco. Mitragliatori privi di qualsiasi componente edulcorata ed esplosioni assimilabili alla sbarazzina (ma letale) violenza apprezzata in Ratchet Gladiator, vengono introdotti come espedienti bellici per rinfrescare una struttura di gioco altrimenti sin troppo standardizzata. Ma a conti fatti il frullato di generi videoludici ravvisabili in Shadow non sembra essere sufficiente per poter parlare di innovazione o semplice colpo di genio da parte del Sonic Team. Al metallo da dispensare in forma di pallottole si affiancano dei travolgenti superpoteri quali il Chaos Control (che dona a Shadow una maggiore velocità con cui distruggere tutto ciò che gli si pari dinanzi) o il Chaos Balst (una sorta di modalità kamikaze con cui farsi esplodere nel bel mezzo di una mischia), disponibili a seconda del livello di bontà o malvagità raggiunto dal protagonista. Mezzi di locomozione quali jeep, creature volanti e la moto custom in bella mostra sul booklet del gioco arricchiscono, inoltre, l'esperienza di gioco, scardinandola dai canonici schemi (prettamente corsaioli) del marchio Sonic. Completare il gioco richiede molto meno tempo rispetto a quanto il casual gamer amatoriale sarebbe autorizzato a pensare, ma l'elemento "re-play" entra in scena e reclama a gran voce il proprio ruolo, inizialmente sottovalutato.

SHADOW: VA UN CASINO QUEST'ANNO

È così che Shadow ha ragione di esistere ed intrattenere la clientela Sega, in attesa di un nuovo episodio targato Sonic piè veloce. Già, perché Shadow, sebbene possa vantare le stesse doti atletiche del "cugino" famoso, viene ostacolato da un comparto tecnico lacunoso. Problema che ha più volte afflitto il porcospino Sega, il passaggio dalla bidimensionalità al 3D ha da sempre costituito per Sonic un intralcio alla propria espressione di velocità. Mentre Mario godeva della mutazione in 64 bit, infatti, Sonic non riusciva a trovare il giusto abbrivio, se non all'infuori delle ottime versioni per Dreamcast.
E Shadow eredita questo fardello con disinvolta rassegnazione.
L'avanzata del porcospino dark, che sia a piedi o a bordo di un mezzo di locomozione differente dalle magiche scarpette rosse non importa, singhiozza ed accusa repentini cali di fluidità. E il fastidioso disturbo di frame rate non svanisce neanche dinanzi alle suppliche del giocatore castrato, impossibilitato nel correre da un motore tridimensionale che non ne vuole sapere di scaldarsi e salire su di giri. La telecamera complica ulteriormente le cose.
Troppo spesso occorre riposizionare macchinosamente l'inquadratura alle spalle di Shadow, per calibrare arditi salti o evitare meschini attacchi alle spalle. A pagarne le conseguenze è la dinamicità dell'azione che, frastagliata da continui aggiustamenti manuali alla visuale e da vistosi cali di framerate di cui sopra, non rende giustizia a un prodotto che punta tutto sulla frenesia semplice e immediata. Quel che resta sono atmosfere dark, mai capaci di far gridare al miracolo architettonico, ma belle in maniera lineare e funzionali alle dinamiche previste dagli sviluppatori. L'eterna lotta tra il bene e il male e il libero arbitrio del protagonista che ne consegue straripano dall'accogliente e collaudato letto del running platform, investendo tanto il giocatore quanto il gameplay. Occorre, infatti, ponderare ogni colpo messo a segno, in virtù del fatto che a ogni causa corrisponde un determinato effetto, che si traduce in armi differenti a seconda del proprio status attitudinale o in svolte significative per il tessuto narrativo. Detto ciò, anche questo apprezzabile sforzo degli sviluppatori viene ridimensionato da un comparto tecnico grossolano.
Risulta opera ardita, in effetti, ponderare il proprio operato bellico nel bel mezzo dell'azione, dato che la modalità di attacco "spin dash" colpisce tutto e tutti (mettendo in crisi anche lo stesso Shadow sul bordo di promontori e precipizi). Quando è guerra è guerra per tutti e la cautela verso bersagli amici volta lo sguardo ed ignora l'accaduto in maniera omertosa. Di buono c'è che l'universo di Sonic traspare chiaramente dallo schermo, impreziosito da quel tocco dark che non guasta mai e capace di rendere un pizzico più maturo il comparto grafico. Di buono, ancora, c'è una longevità derivante dai dieci finali alternativi e dal necessario fattore re-paly, il vero plusvalore del gioco.
Insomma, chi credeva che Shadow, dopo il conflitto con Biolizard, fosse morto, beh, si sbaglia di grosso…diciamo che è vivo e vegeto, ma non ha più lo smalto di quando, adolescente, sfrecciava con Sonic. Un titolo da acquistare in caso di fanatismo smodato nei confronti del Sonic Team, al fine di completare la propria collezione dedicata al porcospino Sega e tenendo bene a mente la molteplicità di magagne tecniche sin'ora elencate. Nulla più del discusso Sonic Heroes (tecnicamente parlando), con contaminazioni pescate qua e là dal panorama videoludico per arricchire un impianto di gioco, in fin dei conti, visto e rivisto. Ma un porcospino ce l'ha la patente A per le moto di grossa cilindrata?

Voto 2 stelle su 5
Voto dei lettori
Shadow the Hedgheog non delude le aspettative e il perché è presto detto: quelle aspettative, trasparse già dalla versione preview del gioco, erano decisamente modeste e prive di manie di grandezza. Fortuna vuole che Shadow, armato fino ai denti e disposto a far fuoco su tutto e tutti, non cade nel tranello del facile scimmiottamento di Sonic. Purtroppo, anche se l'ego e il carisma del porcospino dark riescono a giustificare un titolo dedicato alla nemesi della storica mascotte Sega, il comparto tecnico decisamente non all'altezza del blasone Sega ridimensiona il risultato finale. Una telecamera con evidenti problemi di ancoraggio e una reattività schizofrenica del personaggio principale, uniti all'incostante framerate, traghettano il titolo in questione verso il limbo da cui Sega sembra non riuscire ad evadere. Dispiace davvero, ma il solo ed apprezzabile appeal dell'oscuro Shadow non sembra essere capace a elevare il titolo a must del genere, che dunque si ferma a un risultato compessivo più che sufficiente. Da prendere, se si vuole, come aperitivo analcolico, in attesa di un gradito ritorno di Sonic su qualsiasi console a sua scelta. L'importante è che ci sia tanta velocità, senza la quale Sonic non avrebbe ragione di esistere.