Genere
Avventura
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
48,99 euro
Data di uscita
15/11/2003

Silent Hill 3

Silent Hill 3 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Konami
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
15/11/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
48,99 euro

Lati Positivi

  • Silent Hill non ha certo bisogno di presentazioni
  • Musiche e ambientazioni angoscianti
  • Orrore e suspense in quantità
  • Ottima grafica

Lati Negativi

  • Ripetitivo
  • Per apprezzare pienamente la grafica è necessaria una configurazione hardware potente
  • Lo finirete in poche ore
  • Linearità asfissiante

Hardware

Per giocare a una buona risoluzione (1024x768 pixel o superiori) sono necessari almeno un processore a 1.8 GHz, 512 MB RAM e una scheda 3D con 64 MB. L'installazione inoltre prevede quasi 5 GB di spazio libero su hard disk. Il gioco viene infatti proposto su un unico DVD a singolo strato.

Multiplayer

Non sono previste modalità di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Silent Hill 3

Un centro commerciale abbandonato, un Luna Park deserto e sinistro, un investigatore misterioso, sangue a volontà e buio perenne. Il terzo appuntamento con Silent Hill vive di questi e molti altri elementi orrorifici che hanno reso i due precedenti episodi l'unica valida alternativa allo strapotere di Resident Evil. Chissà se anche questa volta, su PC, saranno brividi a non finire.

di Francesco Destri, pubblicato il

Ecco allora l'esplorazione di stanze e corridoi, gli enigmi che passano da un'impronta alla Myst a ragionamenti più logici sulla scia di un qualsiasi adventure a sfondo horror (vi dice niente Gabriel Knight?), le palpitazioni quando la radiolina rossa ci avverte della presenza di un nemico, la telecamera astutamente imperfetta che ci nega lo sguardo in prima persona, le decine di porte che mai si apriranno, i filmati di intermezzo utili a spezzare la tensione e a far progredire la storia nel modo più spettacolare possibile, il buio perenne illuminato da una piccola torcia elettrica, le grida infantili che si alternano a rumori metallici e sinistri, la fuga da un mostro che ci sottrarrebbe le ultime forze rimaste. Si potrebbe continuare per altre dieci righe e il concetto sarebbe sempre quello. Silent Hill 3 è in tutto e per tutto una carrellata di deja vu che se ha l'indubbio merito di non scontentare i fan di vecchia data e (sicuramente) di acquistarne dei nuovi, ha anche il grande limite di esaurire il fattore sorpresa dopo la prima ora di gioco, quando si è ormai capito che più che un sequel siamo costretti a giocare a un remake bello e buono, con tutti i difetti che questa scelta comporta. Non neghiamo certo di ritrovare tra le pagine angoscianti del viaggio di Heather una formula altamente spettacolare e soddisfacente come quella della "sacra" triade esplora-spara-ragiona, nè tantomeno il piacere perverso di spaventarci a ogni passo nel buio, ma il fatto è che Silent Hill 3 non possiede la stessa varietà di ambienti del predecessore (solo a un passo dalla fine potremo uscire all'esterno), gli stessi avvincenti enigmi (questa volta i puzzle appaiono più meccanici e semplici) e quel continuo passaggio dalla realtà al sogno che, seppur presente, ha ormai il sapore di una "routine" molto meno avvincente che in passato.

SUONI E COLORI DA UN ALTRO MONDO

Eppure l'ultima fatica Konami mantiene momenti di grande spessore. Ambientazioni come la cappella, le fogne o la metropolitana sono semplicemente divine nella loro tetra oscurità (siamo insomma sul livello delle prigioni di Silent Hill 2 o della scuola del primo capitolo) e anche qualche creatura riesce a svolgere degnamente il proprio dovere (i nuovi mostri sono circa dieci), ma questo non ha evitato il presentarsi di alcuni limiti a livello di gameplay che vanno a sommarsi a quelli già descritti fino ad ora.
Ci riferiamo soprattutto alla scomoda e logora gestione dell'inventario (a quando un sistema di comode icone in primo piano?), alla comparsa di mostri fino a cinque minuti prima inesistenti, a un'interattività praticamente nulla con l'ambiente circostante, alle decine di porte chiuse che non fanno altro che confondere le idee, all'assenza di nuove armi e nuovi gadget (la radiolina sarà pur una buona idea, ma a quando qualcosa di più originale?) e, soprattutto, a una longevità che - oltre ad essere la più bassa della trilogia - è forse sintomatica dello scarso impegno a livello narrativo profuso dagli sviluppatori.
Per fortuna a risollevare le sorti di un titolo affascinante, ma poco ispirato, interviene la qualità grafica e sonora. Parlando di texture, poligoni e di utilizzo della palette cromatica siamo su livelli leggermente superiori a Silent Hill 2, ma in generale l'impatto grafico è sempre quello (scostante e claustrofobico) a cui ci hanno abituato i due precedenti episodi, con gli sfondi poligonali su cui si muovono modelli realizzati con molta cura e grande attenzione al dettaglio. Anche un elemento fondamentale come la gestione delle luci e delle ombre è privo di sbavature e riesce perfettamente nell'intento di spaventare e confondere con l'arma più antica ma efficace del mondo (l'oscurità), mentre ad aumentare il senso di precario equilibrio psicologico (nostro e della povera Heather) troviamo una voluta granulosità del quadro, inquadrature spiazzanti e sbilenche (una via di mezzo tra l'espressionismo tedesco e la libertà anarchica del primo Sam Raimi), piccoli dettagli in grado però di fare la differenza (Heather che mentre corre si volta verso un mostro nelle vicinanze, oggetti apparentemente fuori luogo e per questo inquietanti) e filmati di pura eccellenza, che sebbene siano in parte debitori del lavoro di Floria Sigismondi (la regista dei più malsani videoclip di Marylin Manson) danno vita a uno spettacolo orrorifico con pochi precedenti nella storia (forse solo in Resident Evil: Code Veronica si è assistito a spezzoni così ispirati e spaventosi).

Lo stesso dicasi per il sonoro, segnato da musiche che alternano momenti dolcissimi ad altri terrificanti (non sono poche le affinità con le colonne sonore di un autore di culto in Giappone come Fabio Frizzi) e da effetti, rumori e campionamenti che sembrano usciti da una band industrial-gothic con il pallino per i film horror, all'insegna di un cocktail "mostruoso" di miele e fiele di grandissimo fascino. In definitiva siamo di fronte a un titolo molto difficile da giudicare con i classici parametri, che se da un lato delude per l'assenza di originalità, dall'altro convince pienamente a livello emozionale e tecnico così come riescono a fare i dischi degli AC/DC, un giallo di Patricia Cornwell o l'ennesimo appuntamento annuale con un titolo EA Sports. "Routine" certo, ma di quella ben fatta e confezionata di cui, soprattutto i possessori di PC, hanno ancora bisogno per spaventarsi di fronte a un monitor... e scusate se è poco.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Konami torna ad infestare gli hard disk degli appassionati di videogiochi horror con un titolo attesissimo da chi era rimasto avvolto nelle trame affascinanti e spaventose di Silent Hill 2. Così, forse per paura di cambiare o più semplicemente per sfruttare fino all'eccesso una formula di grande fortuna presso il grande pubblico, il produttore giapponese si è limitato a proporre con una veste grafico-sonora ancor più convincente che in precedenza la classica avventura ricca di esplorazione, enigmi e combattimenti senza però raggiungere le vette dei due precedenti capitoli. Si sente la mancanza di una sceneggiatura originale e corale come quella di Silent Hill 2, ma soprattutto si ha l'impressione di giocare a un sequel dimezzato sia per la mancanza di reali innovazioni nel gameplay (interattività nulla, linearità asfissiante, enigmi spesso assurdi), sia per la brevissima durata del gioco, che non vi porterà via più di dieci ore anche al livello più difficile. La grafica e l'eccellente sonoro reggono ancora brillantemente e in fondo Silent Hill è stato sempre un fenomeno a sé capace di appassionare anche con i difetti accennati sopra, ma da Konami ci saremmo aspettati uno sforzo in più soprattutto a livello concettuale. Ciò non toglie che se siete dei fan sfegatati della "collina silenziosa" non ci metterete molto ad entrare nello spirito giusto e a farvi coinvolgere negli orrori della giovane protagonista, anche perché, volenti o nolenti, Silent Hill 3 è uno dei pochissimi survival-horror disponibili oggi per PC, nonché in assoluto e nonostante tutto un titolo più che discreto.