Genere
Sportivo
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
54,99 euro
Data di uscita
20/6/2004

Smash Court Tennis Pro Tournament 2

Smash Court Tennis Pro Tournament 2 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Sony Computer Entertainment Europe
Sviluppatore
Namco
Genere
Sportivo
Distributore Italiano
Sony Computer Entertainment Italia
Data di uscita
20/6/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
4
Prezzo
54,99 euro

Lati Positivi

  • Molti giocatori a disposizione
  • Animazioni eccellenti
  • Numerose modalità di gioco
  • Scambi realistici
  • Consigliato solo ai veri appassionati di tennis

Lati Negativi

  • Consigliato solo ai veri appassionati di tennis
  • Grafica solo sufficiente
  • Giocabilità altalenante
  • Fisica della pallina discutibile
  • Dinamica dei colpi poco efficace

Hardware

Tutto quello che ci vuole per diventare tennisti provetti consiste in una confezione originale del gioco, in una PlayStation 2 PAL dotata di joypad e di una Memory Card per salvare i progressi fatti. Il gioco supporta il refresh a 60 Hz e il Dolby Pro Logic II.

Multiplayer

E' possibile sfidarsi fino a quattro giocatori contemporaneamente in incontri di doppio maschile, femminile e misto.

Link

Recensione

Smash Court Tennis Pro Tournament 2

Secondo uno dei luoghi comuni più abusati nel mondo dello sport la vita dei tennisti è un sogno a occhi aperti. Tornei in ogni parte del mondo, hotel a cinque stelle, decine di fan in cerca di autografi e soprattutto soldi a palate. Non tutti però immaginano la fatica e le rinunce necessarie per arrivare in cima alla classifica, soprattutto quando si inizia dal basso... molto dal basso.

di Francesco Destri, pubblicato il

Come è facile capire la prima opzione serve per non doversi sorbire tutti i turni di un torneo e per giungere il prima possibile alla finale, mentre la seconda scelta è votata al puro realismo e incontrerà i favori di chi non vuole rinunciare a nessun punto anche a scapito della brevità di gioco. Va detto che in fase di "costruzione" fisica del nostro alter-ego non abbiamo a disposizione le decine di piccole ma preziose opzioni di Top Spin (dove si poteva scegliere persino la forma delle orecchie) e che per le prime ore di gioco il funzionamento della modalità Carriera è un po' macchinoso e frustrante. Si tratta comunque di difetti non particolarmente gravi (il primo soprattutto) e che in ogni caso non vanno a influire su quello che rimane l'aspetto fondamentale di ogni titolo tennistico: la giocabilità.

SIMUL TENNIS

Da questo punto di vista Smash Court Tennis Pro Tournament 2 non solo non si dissocia molto dal suo predecessore, ma può essere tranquillamente definito l'anti Virtua Tennis per la sua impostazione più rigorosa e votata alla simulazione invece che all'arcade. Chi ha giocato al capolavoro di Sega ricorderà ancora i tuffi dei giocatori per recuperare colpi impossibili, smash che sfidavano le leggi di gravità e recuperi improponibili; ebbene tutto questo armamentario di azioni sicuramente esaltanti ma per nulla attinenti al vero non trova posto nel titolo Namco. Siamo infatti di fronte a qualcosa di molto simile a una vera e propria simulazione tennistica. I tuffi sul campo sono pressoché aboliti e anche i colpi a rete non sono più automatici come avveniva in Virtua Tennis ma presuppongono una corretta posizione e una certa vicinanza alla palla (in caso contrario scordatevi di rivivere le gesta di Becker e dei suoi recuperi in allungo). Lo stesso metodo utilizzato per colpire non contempla più il caricamento e il rilascio del colpo come in Top Spin, ma ora è il giocatore stesso che imposta il colpo quando si avvicina la palla.

Il segreto sta nel premere i vari pulsanti nel momento giusto per imprimere più forza e contemporaneamente impostare la direzione del colpo con lo stick sinistro. Questo tipo di approccio da un lato rende lo scambio più credibile e meno assurdo (sempre in senso buono), ma dall'altro innalza notevolmente la curva di apprendimento, visto che per eseguire un colpo potente e ben indirizzato dovremo fare molta pratica. Lo stesso dicasi per gli ace (per la prima ora di gioco scordateveli) e per i colpi piatti, che se non dosati con la giusta potenza non rimangono quasi mai in campo. L'approccio a rete inoltre deve essere fatto con un certo criterio e non a casaccio come avveniva in Virtua Tennis; in caso contrario verremmo infilati quasi subito dal passante avversario e non sperate di arpionare qualsiasi palla vi capiti nelle vicinanze come se aveste della colla sulla racchetta.

LA METAFISICA DELLA PALLINA

Tutti questi elementi rendono il gioco interessante e atipico per il suo spirito in contro tendenza con i titoli tennistici arcade, che fino ad ora hanno dettato legge sul mercato, ma questo non sempre coincide con una resa soddisfacente. Vincere uno scambio da fondo non si è rivelato il massimo del divertimento e si ha spesso la sensazione che un dritto o un rovescio vincente capitino per caso, quasi senza un vero motivo alla spalle. L'utilizzo della palla corta è poi abbastanza inutile e anche riuscire a fare un pallonetto vincente all'avversario è un'impresa a dir poco titanica. Inoltre, trattandosi di un titolo votato alla simulazione, è strano come la palla non finisca quasi mai in rete e come i giocatori non si stanchino nemmeno in mezzo a uno scambio tiratissimo (un'aggiunta, questa, che aspettiamo da sempre in un gioco di tennis).
Per quanto riguarda la fisica della pallina, capita spesso con i colpi tagliati che non si capisca bene se si tratti di un dropshot (palla corta) o di un normale colpo in back fino a quando la palla non arriva nei nostri paraggi e questo non è mai piacevole.

Nonostante questi difetti, Smash Court Tennis Pro Tournament 2 non è un brutto gioco. La modalità carriera può dare molte soddisfazioni e il gioco in multiplayer in compagnia di uno o più amici si è rivelato molto divertente, ma rimane un titolo riuscito a metà; troppo poco immediato per chi è abituato a Virtua Tennis, graficamente discreto (ma nulla di più) e non ancora in grado di trasformare il tennis videoludico in una vera e propria simulazione.
Forse è anche per questo che fino a pochi anni fa questo sport non aveva mai incontrato i favori del grande pubblico e molto probabilmente una vera simulazione tennistica non la vedremo mai sui nostri schermi, ma rimane il fatto che Top Spin o Virtua Tennis 2 sono ancora lontani dall'essere spodestati dal trono che giustamente spetta loro. Namco ci ha provato ed è riuscita a migliorare sensibilmente il discreto predecessore, ma il vero salto di qualità ancora non c'è stato. Peccato, perchè le premesse per riuscirci, non ultimo il già citato parco-giocatori, c'erano tutte.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
Riuscirà questa nuova simulazione tennistica di Namco a diventare una delle tante killer-application sportive per PlayStation 2? La risposta purtroppo è negativa, ma da qui a dire che Smash Court Tennis Pro Tournament 2 è un brutto gioco ce ne passa. I campioni, i campi e i tornei a disposizione sono numerosi e tutti fedeli alla realtà (le animazioni dei giocatori sono davvero eccellenti), le modalità riescono ad accontentare chiunque (dal giocatore occasionale a quello più esigente) e il modello di gioco farà piacere a chi non ha mai mandato giù gli stilemi arcade di Virtua Tennis o di Top Spin. Siamo infatti di fronte a un gioco che punta tutto su un approccio più simulativo, ma è proprio qui che vengono a galla i limiti maggiori. Le partite non sono divertenti come nei titoli appena citati e la dinamica dei colpi è meno curata e più difficile da governare, con il risultato di fare spesso punto senza sapere il perché o di mandare fuori la palla solo perché si è premuto un tasto un decimo di secondo in più del dovuto. Si tratta di difetti che per un appassionato paziente e volitivo potrebbero anche passare in secondo piano, ma il semplice curioso potrebbe trovarli quasi insormontabili e rinunciare ben presto a continuare nel gioco. La stessa grafica, tralasciando il discorso delle eccellenti animazioni, è ancora grezza e poco curata sia nei filmati, sia nelle fasi di gioco vero e proprio. Ne risulta un titolo sì sufficiente, ma non ancora in grado di fornire quella longevità e quel divertimento dei due campioni del genere, che nonostante tutti i limiti in fase di realismo rimangono ancora oggi inattaccabili.