Smetto Quando Voglio

Smetto Quando Voglio

Perché continuo a videogiocare (e sono felice). Viaggio semiserio nella subcultura dei giocatori praticanti, per capire perché, a qualsiasi età, si continui a videogiocare nonostante quello che accade su schermo sia disconnesso dalla realtà. La professionalità espressa in questa rubrica potrebbe non riflettere quella dell'autore.
Rubrica

La subdola gioia della superiorità intellettuale

Modern Warfare: in difesa del camping e dell'outwitting.

di Ivan Fulco, pubblicato il

Oggi sono un Marine degli Stati Uniti con equipaggiamento da cecchino, divisa mimetica, face camouflage e una tripla razione di pazienza zen nello zaino. Sono fermo dietro questo covone di fieno da 15 minuti, perfettamente immobile, il fucile di precisione puntato verso l'orizzonte, infinite mine claymore a proteggere la mia postazione e una famiglia di camaleonti che mi guarda scuotendo la testa. Se i miei calcoli sono esatti, allo stato attuale ho colpito cinque rocce, tre foglie e un paio di topi di passaggio. Ma ora nel mirino ho un soldato nemico in movimento in campo aperto. Aumento il fattore di zoom, punto il visore termico alla testa, seguo l'inerzia del bersaglio, muovo lentamente il dito del grilletto e... POOM! Sono morto. Qualcuno mi ha sorpreso alle spalle e mi ha scaricato un colpo di fucile a pompa nella schiena. Ora lo osservo nella killcam mentre, totalmente incurante del bon ton bellico, esegue un'infame esibizione di teabagging sul mio cadavere. Non è mai stata semplice, la vita del cecchino...

Io sono un campeggiatore. Nulla a che vedere con tende canadesi, sacchi a pelo o fornelletti a gas, s'intenda. Io sono un campeggiatore nel senso videoludico del termine, ovvero uno di quei giocatori che, in un qualsiasi videogame competitivo online, prediligono l'attesa, la staticità e il pensiero laterale. E spesso finiscono con una scarica di fucile a pompa nella schiena. Nel caso degli FPS, realtà da cui nasce storicamente il termine, sono un cecchino integralista-oltranzista, di quelli che tentano di mimetizzarsi in un angolo del campo di battaglia e di cecchinare il nemico anche in mappe dell'estensione di uno sgabuzzino.

Modern Warfare: il cecchinaggio strategico, ovvero il trionfo della strategia zen sulla potenza militare - Smetto Quando Voglio
Modern Warfare: il cecchinaggio strategico, ovvero il trionfo della strategia zen sulla potenza militare
La mia propensione al campeggio, si noti, non si esaurisce negli shooter in prima persona, ma si estende anche ad altre tipologie di agonismo virtuale. In Modern Warfare ho trascorso intere nottate mimetizzato dietro un cespuglio a osservare il mondo dall'obiettivo circolare di un mirino. In Driver: San Francisco ho prediletto spesso le retrovie del gruppo, in attesa della prima curva affrontata ad acceleratore spianato dai miei avversari, per poter sfilare all'interno mentre tutti gli altri sollevavano fiumi di ghiaia nelle vie di fuga. In Skate 3 ho optato più volte per le linee meno battute durante le jam, così da poter infilare trick su trick senza il rischio di scontrarmi con gli altri giocatori.
Voglio tuttavia chiarire un concetto. Non è corretto dire che, durante le mie esperienza di gioco competitivo, io mi estranei dalla lotta, presupposto che comporterebbe un giudizio non generoso nei confronti dei miei ascendenti. Ho spesso affrontato in prima persona lo scontro frontale, quello basato sulla forza bruta, sul riflesso istantaneo, sulla velocità di scelta e sulla visione d'insieme, uscendone persino vincitore, più e più volte. Ma questa forma di competizione, probabilmente, non mi appartiene. Prediligo invece il gioco ragionato, più lento, forse più subdolo, ma veicolo di incommensurabili gioie intellettuali.
Esiste un termine inglese che mi piace molto, perché interpreta perfettamente questa forma mentis: è "outwitting", verbo che può essere tradotto con l'italiano "superare in astuzia". "Outwitting" replica la forma di un altro termine inglese molto in uso in ambito agonistico, "outnumbering", che significa letteralmente "superare in numero". Al numero ("number"), riferimento al primato quantitativo, sostituisce tuttavia il genio ("wit"), introducendo una connotazione qualitativa. Io ti ho superato in astuzia, mio amico e avversario, e questo è un oltraggio con cui dovrai convivere per tutta la durata del match.
Driver: San Francisco: il sorpasso beffardo, ovvero l'abilità di saper sfruttare all'istante l'errore dell'avversario - Smetto Quando Voglio
Driver: San Francisco: il sorpasso beffardo, ovvero l'abilità di saper sfruttare all'istante l'errore dell'avversario
E forse è anche per questo che oggi continuo a videogiocare (e sono felice). Perché nel momento esatto in cui premo il grilletto del mio Barrett, schiaccio l'acceleratore della mia Dodge Challenger o eseguo un flip sulla mia tavola Krooked, posso riuscire a superare soldati con una mira migliore della mia, piloti che vantano riflessi superiori ai miei o skater che volano assai più in alto di me. È la subdola gioia della superiorità intellettuale, che mi permette di sconfiggere il nemico con le armi dell'astuzia, della strategia, della sorpresa. È in quell'istante, quando un mio proiettile colpisce inatteso il nemico o quando sorpasso l'avversario salutando con la mano dal finestrino, che questa sensazione raggiunge il suo culmine. Sono strategie che non assicurano sempre i migliori risultati, sia chiaro, eppure sono in grado di elargire potenti soddisfazioni, ancora più di una killing streak. E se qualcuno vuole accusarmi d'essere un codardo o un cheater, rispondo che non ho mai infranto le regole e mai violato la deontologia bellica. Io sono un camper. Tutto il tempo, io vi osservo da lontano, pronto a superarvi in astuzia quando l'adrenalina o il testosterone vi inducono a scelte strategiche poco brillanti. E se il mio proiettile viaggia con assoluta precisione fino al centro del vostro cranio, per quanto voi possiate essere più abili o meglio armati di me, forse è il segno che infine vi ho ownato. O meglio, outwittato. Non biasimate il cecchino. Rassegnatevi alla vostra inferiorità.
Skate: lo skating su linee secondarie, ovvero la saggezza di ridurre i rischi scegliendo strade alternative - Smetto Quando Voglio
Skate: lo skating su linee secondarie, ovvero la saggezza di ridurre i rischi scegliendo strade alternative


Commenti

  1. Rycom

     
    #1
    In realtà è proprio così... la vita da cecchino è dura... e lo dico da cecchino convinto.. uso ormai solo fucili da precisione... ma dopo anni ed anni con solo fucile da cecchino e fai una noscoop (cioè senza proprio mirare) da lontanissimo, niente ti da piu soddisfazione.. vedere i tuoi compagni increduli che non ce la fanno neanche con un fucile o una mitraglietta è stupendo...
  2. Cliff

     
    #2
    bella rubrica....e ammetto di aver fatto tutte e 3 le cose eheh,specialmente in skate dove la gente si ammassa sulla stessa rampa e finiscono per cadere e io sono tranquillo su altre rampe o sbarre da grindare...invece negli sparatutto ci vorrebbe una via di mezzo di comportamento,molti se la prendono con i camper ma sinceramente odio di più i soliti che corrono come disperati per la mappa con fucile a pompa sperando di trovarti davanti distratto e in un colpo farti secco...io a giocare così non mi divertirei e poi se è un gioco dove ''simuli'' una guerra ci vuole un po' più di strategia quindi perchè giocare se poi ci si riduce a correre come pazzi...
  3. Fed3redz

     
    #3
    Non posso che dirmi contrariato a quanto scritto in questa rubrica. Devo ammettere che ho sempre apprezzato gli articoli che il Sig. Fulco scrive per una certa rivista, ma quest' ultimo mi ha lasciato assai perplesso. Sono un accanito giocatore di Call Of Duty da quasi un anno e quello che non capisco (e non sopporto) è la menalità da camper. Non ritengo che si possa definire "strategia" lo starsene fermi dietro un angolo aspettando che passi qualcuno; lo scontro diviene impari, in quanto il campeggiatore si trova in situazione di vantaggio rispetto all' avversario. L' abilità del singolo, la precisione e la conoscenza delle mappe viene quindi posta in secondo piano.. e non è corretto nei confronti di chi gioca per divertirsi. Per concludere, non utilizzerei mai il termine "ownato" (il quale presuppone una particolare abilità del giocatore) in quanto lo starsene fermi, il ripetere azioni meccaniche nei soliti, determinati posti per fare kill non è, a mio parere, sinonimo di bravura.
  4. Rycom

     
    #4
    Forse non comprendi, ma non offenderti, proprio perchè giochi da solo un anno...
    è proprio la conoscenza della mappa che mette il camper in vantaggio...
    Ogni singolo istante il camper deve stare in tensione a guardare sia la mappa che il radar... (poichè non in tutte le mappe la strada è unica ed estesa in una sola lunghezza)
    Inoltre hai capito proprio appieno il post quando dici ''lo scontro diviene impari''.. è proprio quello che cerca di fare il camper.
    Ultima precisazione... il camper non è quello che tiene il mirino sempre attivo... se lo fa è solo perchè non riesce a farne a meno e passa in svantaggio netto quando si trova davanti uno che fa quickscoop o noscoop con precisione assoluta... quello probabilmente è solo un camper alle prime armi...
  5. Rycom

     
    #5
    non riesco ad editare quindi scrivo qui.
    Dimmi invece la bravura di quelli che girano con le armi buggate, vedi ump45 e fmg9 akimbo e magari ti vengono anche alle spalle.. allora quello che scontro ''pari (per usare un tuo termine)'' è??
    A quel punto uno che dovrebbe fare?? ti si butta davanti e ti fa girare per iniziare uno scontro equo? xDD
  6. Fed3redz

     
    #6
    ahah, certo che no! il problema è che bisognerebbe che i giocatori trovassero il giusto mezzo! Anch' io odio quelli con i fucili a pompa e gli akimbo, ma almeno non stanno fermi e nascosti (immagina match interi dove nessuno si muove e campera). Sì, sia chiaro che reputo "meno grave" camperare da cecchino rispetto agli scarsoni dietro gli angoli o sopra scaffali. Comunque, anche se gioco online solo da un anno, ho ben chiara la mia strategia di gioco per gli anni a venire: mai fermo, in modo da affrontare sempre a viso aperto ogni avversario. Guardatevi le spalle :D
  7. Rycom

     
    #7
    beh se vai su mw3 xbox360 tutte le partite deathmatch a squadre e vedrai tutti quasi solo cecchini.. e non sto scherzando..
    (ovviamente parlo solo della modalità che gioco io: veterano)
  8. cava81

     
    #8
    interessante...
  9. Origami

     
    #9
    Cecchinare non è sempre odiato.... se sto giocando a un "cattura la bandiera" e mentre mi avvicino un cecchino asserragliato nella base mi ammazza da cento metri non mi offendo, lo considero parte della normale difesa del nemico. E' "parte del gioco", e la sfida per me era avvicinarmi mantenendo la copertura. Mi irrita invece da matti il cecchinaggio nelle mappe libere, mi sembra solo un modo di dare fastidio. Io non ho avuto chance di giocare contro il cecchino, e anche il cecchino si è limitato a mettere il mirino su di me dopo aver magari sprecato 15minuti in un posto solo; che divertimento. Per spiegarmi meglio, trovo invece i duelli fra cecchini rispettabili quanto qualunque duello fra giocatori perchè il problema non è il combattere a distanza, ma il mettersi in una situazione in cui l'avversario non ha chance. Si, magari il cecchino lo trova divertente ma a me sembra solo un modo di rovinare il gioco per tutti. E l'idea che questo sia "superare in astuzia" l'avversario è assurdo.... l'astuzia non c'entra niente, si sta solo approfittando del fatto che la larga maggioranza entra per confrontarsi direttamente e faccia a faccia con gli altri, con i riflessi e la capacità di spostarsi nella mappa unica degli umani; come giustamente ha già scritto uno, in una mappa di soli cecchini non succederebbe nulla perchè non ci sarebbe nessuno di cui approfittarsi al contrario di una mappa di soli soldati o medici o tecnici i quali continuerebbero a giocare tranquillamente. Il che spiega anche perchè i cecchini camperoni sono odiati pressochè da tutti^^
  10. Herman

     
    #10
    Esiste una definizione che mi piace molto, perché interpreta perfettamente questa forma mentis: Il termine "cecchino ", oggi sinonimo di tiratore scelto o tiratore isolato che conduce una specie di guerra privata a metà strada tra l'imboscata e la caccia grossa, nacque durante la Grande Guerra sul fronte italiano. Così, infatti, i nostri soldati battezzarono quei tiratori scelti austriaci in scherno e disprezzo del loro vecchio Imperatore Francesco Giuseppe o, per dirlo all'italiana, Cecco Beppe, da cui cecchino. […] Come nacque l'uso di abbinare il termine "cecchino" ai tiratori scelti austriaci? Il motivo probabilmente deriva dal fatto che il più delle volte l'azione del cecchino può considerarsi una "vigliaccata" nei confronti dell'avversario, ed essendo Francesco Giuseppe Imperatore d'Austria e Ungheria, senz'altro il personaggio più odiato all'epoca, dai soldati italiani (oltre ad alcuni generali del proprio esercito), venne da sé abbinare il suo nome al nemico che sparava stando nascosto e a tradimento […].
    Oh!, si scherza, si gioca, sia chiaro. Però, ecco, a me i cecchini proprio non vanno giu! Anche se Fulco è bravo a impastare le parole; ma l'origine delle stesse non tradisce e per me i cecchini sono quella roba là. Senza offesa. :)
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