Genere
ND
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
65 Euro
Data di uscita
24/10/2003

Soul Calibur II

Soul Calibur II Aggiungi alla collezione

Datasheet

Sviluppatore
Namco
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
24/10/2003
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
65 Euro

Lati Positivi

  • Giocabilità immensa
  • Grande bilanciamento tra i personaggi
  • Comparto tecnico di buon livello

Lati Negativi

  • Qualche incertezza grafica di tanto in tanto

Hardware

Per giocare a Soul Calibur II è necessaria una PlayStation 2 PAL, una confezione originale del gioco in versione europea e una Memory Card per il salvataggio dei dati. Fortemente consigliato l'arcade stick sviluppato da Hori e approvato da Namco, che migliora di molto l'esperienza di gioco.

Multiplayer

Possibilità di sfide a due giocatori in diverse modalità di gioco.

Link

Recensione

Soul Calibur II

Il vento che soffia tra i fili d'erba. Due sguardi fieri che si incrociano. Lo stridio delle spade. Soul Calibur II è arrivato nel mercato europeo e il campo di battaglia odierno è la console a 128 bit di casa Sony. Il mito dei guerrieri armati che si fronteggiano in duelli mortali è tornato, e stavolta reclama a gran voce l'agognato titolo di miglior esponente nel panorama dei picchiaduro!

di Angel-666, pubblicato il

In principio fu Soul Edge (o Soul Blade, a seconda del fatto che si parli della pubblicazione giapponese o di quella occidentale): un picchiaduro creato dagli autori del famoso Tekken, che prevedeva l'utilizzo di diverse armi bianche, bastoni, nunchaku e così via. Uscito prima su coin-op e successivamente convertito su PlayStation One, il titolo divenne molto famoso tra gli appassionati "picchiatori virtuali", tanto da essere preferito allo stesso Tekken da un gran numero di essi. Dopo il primo capitolo seguì lo splendido Soul Calibur, convertito su Dreamcast, che presentava un aspetto grafico decisamente fuori parametro e una giocabilità migliorata e perfezionata: inutile dire che anch'esso ottenne grande popolarità e consensi da parte di critica e giocatori di tutto il mondo. Forte di questi precedenti, oggi Namco presenta il terzo capitolo della sua saga di picchiaduro all'arma bianca, Soul Calibur II.

LA SPADA MALEDETTA

Dopo l'esaltante introduzione realizzata in computer grafica, che ci mostra tutti i personaggi selezionabili, si entra nel vivo dell'azione: un menu già molto completo (che verrà poi ulteriormente arricchito da numerose modalità sbloccabili) ricco di opzioni e di impostazioni per tutti i gusti, può già dare un'idea della cura e dell'impegno profuso nello sviluppo del titolo, una cura che verrà poi confermata dal resto del gioco. Quale che sia il tipo di scontro scelto (Versus Mode, Edge Master Mode e così via) la prima cosa che salta all'occhio è per forza di cose l'aspetto grafico, decisamente buono, con un aliasing quasi inesistente (e quando si tratta di PlayStation 2 non è cosa scontata) e una pulizia dell'immagine invidiabile. Qualche rallentamento in situazioni particolarmente concitate fa la sua comparsa, ma comunque non di frequente e non tale da pregiudicare l'esperienza ludica. I modelli poligonali dei personaggi sono assolutamente convincenti (seppur non esageratamente migliorati rispetto al capitolo precedente), ricchi di dettagli e animati in maniera fluida e realistica, come anche gli sfondi, di qualità elevata, che vanno da ampie arene con e senza mura intorno a piccoli spazi, dove il rischio di caduta è sempre dietro l'angolo. La parte musicale è sicuramente di grande impatto, con melodie epiche e cariche di vivacità, sempre godibilissime e azzeccate: è davvero un piacere combattere accompagnati da una colonna sonora di qualità come questa, senza dubbio un'ulteriore spinta verso l'alto per il coinvolgimento.

ALLA RICERCA DEI FRAMMENTI DELLA SOUL EDGE

Con un contorno estetico (leggasi grafico-sonoro) di questo calibro, è lecito aspettarsi anche una grande giocabilità, speranza che viene prontamente confermata non appena si prende in mano il pad e ci si immerge nel rocambolesco universo di guerrieri e spadaccini creato da Namco. I comandi sono infatti decisamente ben studiati, e con il solo utilizzo di quattro tasti è possibile eseguire un vastissimo repertorio di tecniche di offesa e di difesa, diversificate per ciascun personaggio, e tutte decisamente equilibrate e utili. Combinazioni letali, veloci schivate, colpi che penetrano anche le più efficaci difese e contromosse fulminee sono solo alcune delle caratteristiche e delle novità inserite in Soul Calibur II. Il risultato è un gameplay che soddisfa sia i picchiatori alle prime armi sia i ben navigati esperti, grazie a una curva di apprendimento che può dare gratificazioni fin dalle prime partite (quando ancora magari si va "a caso"), raggiungendo poi l'apice una volta che si è padroni di tutte le combinazioni e mosse segrete. Piatto forte dell'esperienza in singolo è sicuramente la modalità Edge Master Mode, tradotta nella versione italiana in Maestro d'Armi: trattasi di una lunga avventura in cui, controllando tutti i personaggi a piacere, si viaggia per il mondo alla ricerca della famosissima spada Soul Edge. La storia che ci viene proposta ci permette di affrontare un vastissimo numero di avversari in condizioni sempre variabili (per esempio con poca energia, o con la parata disabilitata, e così via), il che garantisce un'elevatissima longevità. Il superamento di questi incontri dà la possibilità di sbloccare armi e costumi per i guerrieri, nonché ulteriori lottatori (ricordiamo che la versione PAL del gioco presenta tre personaggi controllabili aggiuntivi rispetto all'incarnazione giapponese). In modalità a due giocatori, poi, la durata di Soul Calibur II può diventare praticamente infinita: è qui infatti che il picchiaduro dà il meglio di sé, coadiuvato da una moltitudine di possibilità diverse di sfida, dal classico scontro uno contro uno alla modalità a squadre, o alla possibilità di usare le armi sbloccate nell'Edge Master Mode anche contro un amico. Il bilanciamento dei vari combattenti presenti è eccezionale, rendendo pericoloso qualunque personaggio (se usato da mani esperte) e diversificando di molto lo stile di ogni giocatore in base al proprio alter ego virtuale.

IL PICCHIADURO PERFETTO?

Soul Calibur II parrebbe quindi non avere difetti, ma si sa, nulla è perfetto. Ovviamente chi non ama questo genere violento potrebbe non trovare così entusiasmante il prodotto Namco, e per quanto riguarda questa versione PlayStation 2 qualche incertezza visiva di tanto in tanto potrebbe far storcere il naso ai "puristi della grafica". Anche l'elevato numero di mosse disponibili può essere un deterrente per tutti coloro che non hanno voglia di memorizzare tutte le tecniche presenti, pur perdendosi così gran parte del fascino del gioco. Una piccola stonatura potrebbe essere rappresentata dal personaggio esclusivo della versione PlayStation 2, il mitico Heiachi, che essendo privo di armi si inserisce in maniera un po' forzata nell'organico dei lottatori presenti.
I difetti menzionati poco sopra sono però veramente minimi e non pregiudicano al titolo la palma di miglior esponente del genere, affiancato solo dal tecnicissimo Virtua Fighter 4 di Sega, che però, non presentando combattenti armati, non si pone in diretta concorrenza con il gioco di Namco. Soul Calibur II è consigliato quindi senza riserve a tutti i "picchiatori virtuali", in combinazione con l'ottimo arcade stick dedicato, che migliora di molto il controllo, già buono con il pad Dual Shock comunque. Per tutti gli altri è consigliata in ogni caso una prova preventiva e chissà che anche i detrattori del genere picchiaduro non si convertano proprio grazie a Soul Calibur II...

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Namco ci propone un seguito riuscitissimo, eccellente sia dal punto di vista tecnico (anche se qualcosa di meglio per la grafica si sarebbe potuto fare) sia, soprattutto, dal punto di vista del gameplay. Un titolo davvero completo, vario e longevo, che non mancherà di appassionare tutti i fan del genere. Il personaggio esclusivo della versione PlayStation 2, Heiachi, potrebbe non essere gradito da qualcuno per via della sua diversa tecnica di lotta a mani nude, ma non è comunque un difetto sufficiente a screditare un titolo così ben realizzato. Consigliato senza riserve.