Genere
Sparatutto
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
26/6/2012

Spec Ops: The Line

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Datasheet

Produttore
2K Games
Sviluppatore
Yager
Genere
Sparatutto
Data di uscita
26/6/2012

Hardware

Spec Ops: The Line è in lavorazione per PlayStation 3, Xbox 360 e PC.

Multiplayer

La modalità multigiocatore sarà presente con opzioni cooperative e competitive, al cui riguardo non è però stato detto molto di più. Si sa, invece, che saranno disponibili veicoli da controllare, sebbene l'anima del gioco sia "a piedi".

Link

Eyes On

Missione a Dubai

In una città sconvolta, tra sparatorie e crude scelte morali.

di Jacopo Mauri, pubblicato il

Se gli sparatutto che vedono confrontarsi arcinote superpotenze mondiali vi hanno stancato, se non trovate più stimoli nel gettarvi per l’ennesima volta nella Seconda Guerra Mondiale, né avete la forza di tornare nelle più abusate destinazioni geografiche per riprendere a combattere, ecco che i programmatori in forze agli studi berlinesi di Yager vengono in vostro aiuto con Spec Ops: The Line, un’interessante variazione sul tema dall’enorme potenziale tattico, tecnico e “morale”.

Un mare di sabbia

I fatti che danno il via alla trama si sviluppano nella città di Dubai, in un futuro non (ancora) definito con esattezza, ma che a intuito non è poi così distante dal presente.
Le cose, tuttavia, vanno in maniera ben diversa da oggi, visto che la splendida e sfarzosa “perla” degli Emirati Arabi Uniti è stata stravolta da continue e impetuose tempeste di sabbia, che ne hanno sconvolto l’aspetto riducendola a un panorama desolato e pressoché desertico.
Non si sa bene cosa si nasconda dietro tale brusco e improvviso stravolgimento, mentre decisamente più classico - almeno in apparenza - è l’obiettivo affidato al Capitano Martin Walker, protagonista e alter ego del giocatore, incaricato di recuperare (in collaborazione con due compagni della squadra Delta) il Colonnello John Conrad.
Quest’ultimo, contrariamente agli ordini ricevuti, è infatti rimasto sul luogo per aiutare l’evacuazione degli ultimi civili rimasti, disobbedendo pertanto ad un ordine diretto.
In realtà, i fatti nascondono risvolti inaspettati, con i veri attriti fra esercito e colonnello che stanno altrove: quella di Walker è infatti la seconda squadra a essere stata inviata a recuperare Conrad dopo il silenzio radio, ma ben presto si scopre che il primo tentativo di recupero ha avuto un esito disastroso: nessuno fece infatti ritorno, per un drammatico epilogo che non manca di mostrarsi in tutta la sua violenza durante le prime fasi di gioco.

Tra bene e male

Questo intreccio narrativo, già visto in altre salse ma pur dotato di una propria originalità, si lega a doppiofilo con l’aspetto morale che permea l’intera produzione. A detta degli stessi programmatori, Spec Ops: The Line sarà lo sparatutto più provocatorio mai visto, in virtù delle decisioni che il giocatore dovrà prendere con il procedere della trama.
Nella continua lotta per la propria sopravvivenza in un ambiente già di per sé ostile, il giocatore è chiamato a confrontarsi con scelte di notevole portata morale, dovendo muoversi tra ciò che è “necessario” per la riuscita della missione, e ciò che sarebbe invece “giusto” fare dal punto di vista umano. Oltretutto, siamo pronti a scommettere che il Colonnello, presunto disertore, saprà dare ulteriore "pepe" alla trama intera, rivelando retroscena narrativi in grado di mettere ancora più in difficoltà il protagonista.
Del resto, è proprio in questi termini che il team ha lavorato, nell’intento cioè di tenere sempre sotto pressione il giocatore, proponendo una lunga serie di situazioni in cui è necessario agire secondo i propri principi (o, perché no, disattenderli completamente per provare nuove sensazioni), così da far evolvere la trama secondo le proprie azioni.

Azione e tattica

Un aspetto su cui i programmatori puntano in modo particolare è sicuramente quello legato ai combattimenti, che anche in virtù dell’ambientazione caratteristica assumono connotati interessanti. Gli scontri a fuoco vanno a utilizzare un classico sistema di copertura, che permette dunque ai giocatori di elaborare precise strategie durante i combattimenti; importante, però, è sottolineare che molti punti di copertura possono essere distrutti, consentendo dunque al giocatore di far uscire allo scoperto i nemici, ma anche a questi ultimi di rendere la vita difficile a chi regge il joypad.
Come accennato, poi, è la città stessa (e la sua devastazione) a intervenire sul gameplay caratterizzandolo fortemente, con gli enormi palazzi che fungono da posizione privilegiata per aprire il fuoco sulle truppe che si muovono in terreno aperto. Anche la sabbia, che ricopre ogni cosa, promette insoliti risvolti: le vetrate che compongono i tetti di alcuni palazzi sono infatti pronte a cedere sotto i piedi del giocatore, trasformando di colpo una sparatoria sotto il sole cocente in uno scontro in buie stanze, al chiuso, dove il tempo sembra essersi fermato.
Forte, infatti, è il contrasto tra luce e deserto in opposizione al buio e alla presenza di tavoli ancora apparecchiati, così come di uffici perfettamente attrezzati ma ormai abbandonati. Una soluzione, questa, che oltre a riprodurre con realismo una “città fantasma” colpita all’improvviso da una tempesta di sabbia, dovrebbe anche scongiurare la possibile monotonia cui un’ambientazione esclusivamente desertica avrebbe inevitabilmente portato.
Richiamando alla mente il teaser di I Am Alive, dunque, anche Spec Ops: The Line mostra come sia possibile rompere strutture in vetro per far precipitare i nemici sbarazzandosene rapidamente, così come l’opportunità di muovere ingenti quantità di sabbia (rompendo vetrate o ricorrendo a una bomba) torni particolarmente utile nel trovare vie alternative o sommergere la minaccia nemica in maniera rapida ed efficiente.
Il timore, in questo senso, è che il tutto possa ridursi a passaggi eccessivamente scriptati, in cui cioè il giocatore è costretto a ricorrere meccanicamente a tali possibilità che pertanto diverrebbero imposizioni e non creative vie alternative di affrontare una situazione. Ma se questo avveniva, effettivamente, nei filmati sino ad ora mostrati, il team di sviluppo ha garantito che nella versione finale sarà il giocatore stesso a poter decidere le proprie azioni, godendo dunque di una totale libertà. Le nostre dita restano comunque incrociate.

Tecniche d’assalto

Dal punto di vista tecnico, e almeno da quanto potuto valutare fino ad ora, il lavoro sembra molto buono. A partire dall’Unreal Engine 3 gli sviluppatori hanno creato un mondo estremamente ricco di dettagli, con modelli tridimensionali ottimi sia a livello di personaggi che di edifici. È ovviamente ancora presto per valutare il tutto con precisione, ma il livello di dettaglio sembra in grado di restituire un buon realismo, mentre le animazioni accompagnano il tutto con dovizia di particolari.
La riproduzione della città, orientata a tinte forti e moralmente cupe, mostra zone devastate in cui bandiere americane bruciano, corpi sono appesi a testa in giù o direttamente impiccati ad un qualsiasi sostegno. L’atmosfera che si respira è insomma di continua tensione e precarietà, sensazione resta anche grazie all’accompagnamento musicale (di grande resa nel trailer ufficiale) e agli effetti sonori.
Dal punto di vista del gameplay, la scelta di una visuale in terza persona sembra in grado di risaltare ulteriormente lo spettacolo visivo, dando oltretutto la possibilità di tenere sott’occhio anche i propri compagni di squadra, che sarà possibile gestire tramite ordini di avanzamento, attacco, copertura e via dicendo. In quanto a questo, non appena sarà disponibile una versione dimostrativa del gioco sarà necessario verificare la bontà dell’intelligenza artificiale, fondamentale nel supportare le azioni del giocatore senza intralciarlo o rallentarlo.
Il gioco è atteso per la fine del 2010, o addirittura per i primi mesi del 2011, motivo per cui avremo senz’altro occasione di tornare a parlarne con maggiore precisione.


Commenti

  1. @nt0n&((o

     
    #1
    potrebbe rivelarsi davvero una grande sorpresa, va tenuto d'occhio...
  2. utente_deiscritto_27962

     
    #2

    Eh eh... :D

    Molto interessante... :sbam:
  3. RikuX7

     
    #3
    Spacca, punto.
  4. Amused to death

     
    #4
    La trama e il dialogo nel trailer ricordano "Apocalypse Now" e il colonnello da recuperare si chiama Conrad come l'autore di "Cuore di tenebra", che lo ha ispirato.
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