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Speciale Pokémon

Speciale

Pokémon - Analisi di un successo

Chi è Satoshi Tajiri? Che rapporto c'è tra i coleotteri e un successo planetario? Queste e altre risposte nello speciale di Nextgame.it dedicato al fenomeno videoludico più diffuso del mondo, per osservare da vicino i videogame che in pochi anni hanno circondato la nostra vita, invaso i nostri televisori e stravolto le classifiche di vendita. Il tutto al suono di tanti "Pika Pika!".

di Stefano Castelli, pubblicato il

Pokémon Crystal è stato l'ultimo episodio della serie "regolare" a essere pubblicato e segna la fine della saga relativamente al vecchio hardware di Game Boy e Game Boy Color. E' infatti la volta della nuova console portatile di Nintendo: il Game Boy Advance. Non passano che pochi mesi dall'uscita della nuova macchina, infatti, ed ecco l'annuncio dell'ennesima coppia di videogame basati su Pokémon, denominati questa volta Pokémon Ruby e Sapphire (dei quali potete leggere la nostra preview), che riprendono lo stile di gioco dei numerosi episodi precedenti, portando però a circa trecentocinquanta il numero di Pokémon da scoprire e catturare. Anche in questo caso, alcuni analisti dubitarono dell'effettiva potenza commerciale rimasta nel franchise dei Pokémon (reputato da alcuni come "esaurito"), venendo però puntualmente smentiti: in meno di un mese i due nuovi giochi hanno infatti piazzato in giappone oltre due milioni di copie vendute, riconfermando il grande affetto del pubblico verso Pikachu e i suoi compagni Pokémon.

NON SOLO GDR

La trance principale dei giochi per Game Boy dedicati a Pokémon presenta il gameplay tipico dei Giochi di Ruolo giapponesi. Nel frattempo altri titoli basati sui Pokémon avevano visto la luce su Game Boy: si tratta di Pokémon Pinball (un simpatico flipper) e Pokémon Trading Card Game (un gioco di carte simile al notissimo Magic: The Gathering), entrambi pubblicati in occidente nel 1999. Un franchise di successo come quello di Pokémon non poteva certo rimanere confinato al mercato dei videogame portatili: Nintendo ha infatti realizzato una serie di titoli diretti alla sua console a 64 bit, il Nintendo 64.
Il primo titolo disponibile per la console che cercava di sfruttare l'onda del successo di Pokémon fu Pokémon Snap: praticamente una specie di safari fotografico in cui è necessario immortalare gli sfuggenti Pokémon attraverso una serie di livelli. Ancora più originale fu Hey You, Pikachu! (mai pubblicato in Europa), uno strano videogame in cui, parlando in un microfono, il giocatore poteva dare dei comandi a un Pikachu virtuale: una simpatica curiosità del gioco riguarda la stizzita reazione di Pikachu all'udire la parola "PlayStation".

L'intuizione più geniale riguardo al Nintendo 64 fu però quella di commercializzare la serie di Pokémon Stadium: più che veri e propri videogame, questi titoli sono degli "strumenti" con cui importare sulla console da tavolo i Pokémon presenti nelle edizioni per Game Boy, tramite l'utilizzo di uno speciale add-on noto come Game Boy Transfer: i mostriciattoli così "importati" possono essere impegnati in numerose attività, oltre che (ovviamente) fatti scontrare nei classici duelli tra Pokémon. I tre episodi di Pokémon Stadium pubblicati nel mondo hanno venduto un totale di oltre otto milioni di copie, fornendo una decisiva spinta alle non esaltanti vendite del Nintendo 64. Dedicata ai Pokémon fu persino creata una versione speciale di Nintendo 64, a forma di Pikachu e molto ricercata dai collezionisti.
Ultimo gioco di Pokémon pubblicato su Nintendo 64 fu Pokemon Puzzle League, una sorta di clone di Columns in cui figuravano i noti personaggi della saga: il gioco fu in seguito convertito anche per Game Boy Color, col nome di Pokémon Puzzle Challenge. Uno dei grandi dubbi dei fan di Pokémon (e di Nintendo in generale) riguarda l'assenza di una versione "da tavolo" (cioè, diretta a Nintendo 64 o al GameCube) dei GdR disponibili per Game Boy (di fatto, veri fautori del successo della serie): una carenza che si spera Nintendo possa eliminare con un episodio sviluppato per GameCube.
Le apparizioni cameo dei Pokémon in altri giochi Nintendo sono piuttosto limitate: si può per esempio impersonare Pikachu e qualche suo compagno nei due titoli della serie Smash Bros (uno per Nintendo 64, l'altro per GameCube): tale uso "limitato" dei Pokémon al di fuori dei titoli loro dedicati sembra quasi avallare l'ipotesi di una politica "protettice" riguardo alle fruttuose mascotte, come a volerle difendere da pericolose contaminazioni.

A suggellare il successo di Pokémon, Nintendo creò addirittura una mini-console dedicata ai suoi piccoli mostri dalle uova d'oro: Pokémon Mini (commercializzata anche in Italia in concomitanza con l'arrivo di Pokémon Oro e Argento). Una sorta di mini-Game Boy dalle dimensioni ridottissime, dotata di schermo mono-cromatico, funzione di vibrazione e persino di un sensore di movimento. I pochi giochi pubblicati per Pokémon Mini sono disponibili su cartuccia e vedono i noti personaggi impiegati in svariate attività ludiche.
L'azione sinergica commerciale dei giochi per Game Boy e per Nintendo 64 portò grandi quantità di denaro nelle casse di Nintendo: nel solo 2000 i sette titoli basati su Pokémon rilasciati da Nintendo per Game Boy e Nintendo 64 raccolsero il dieci per cento delle vendite totali di videogame di tutto il mondo. Un primato che ben pochi altri titoli possono sperare di vantare o eguagliare.