Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
ND
Data di uscita
10/3/2004

SpellForce - The Order of Dawn

SpellForce - The Order of Dawn Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Bigben Interactive
Sviluppatore
Phenomic Studios
Genere
Strategico in tempo reale
PEGI
12+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
10/3/2004
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
4

Lati Positivi

  • Interessante commistione di due generi
  • Buona grafica
  • Splendide musiche

Lati Negativi

  • Problemi nell'intelligenza artificiale
  • Qualche difetto strutturale
  • Multiplayer limitato

Hardware

La configurazione minima per giocare prevede un processore Pentium III 1 GHz, 256 MB di RAM, una scheda video con 32 MB di RAM e accelerazione 3D, un lettore CD Rom e una versione di Windows tra 98, ME, 2000 o XP e le librerie DirectX 9.0 o più aggiornate. Sono richiesti inoltre 2 GB di spazio libero su hard disk. Il gioco è stato testato su un Pentium 4 2.4 GHz con 512 MB di RAM e scheda video GeForce 4, e si è rivelato generalmente fluido, salvo rallentamenti in fasi affollate del gioco.

Multiplayer

Fino a quattro giocatori possono sfidarsi grazie alle opzioni multiplayer del gioco, sia su Internet (tramite account GameSpy) sia in LAN.

Link

Recensione

SpellForce: The Order Of Dawn

Gioco di Ruolo o videogame di strategia? Meglio avere tutti e due insieme, almeno secondo i creatori di SpellForce, nuovo videogioco fantasy che cerca di fondere i due generi in un'unica soluzione. Umani, orchi, elfi e nani tornano a scontrarsi sui nostri PC, ma questa volta in una prospettiva inedita. Mistura riuscita ed esplosiva o un semplice e indigesto frullato?

di Stefano Castelli, pubblicato il

Nel caso del personaggio principale è invece possibile utilizzare un particolare set di controlli: in tal caso la visuale passa in terza persona e i movimenti del vostro guerriero runico vengono assegnati ai tasti A, S, D e W della tastiera. Questa particolare visuale che ricorda da vicino quella di giochi come Star Wars: Knights Of The Old Republic o Ultima IX. Un'inquadratura abbastanza suggestiva e tutto sommato immersiva, che però si rivela ben presto sin troppo trascurabile, al punto che ben poche volte sarà utilizzata durante le missioni, se non per scopi meramente estetici. Gli sviluppatori del team Phenomic Games Development tengono molto a sottolineare l'intruduzione dell'interfaccia "Click'n'Fight", studiata appositamente per SpellForce: The Order Of Dawn: in pratica, selezionando un personaggio viene mostrata per ciascun eroe nei dintorni la lista delle azioni effettuabili, come incantesimi o attacchi, da rivolgere a questo bersaglio.
Cliccando su queste è possibile dirigere la battaglia senza dover selezionare i propri personaggi. Questo è però applicabile solamente agli eroi e non ai soldati semplici, per cui l'effettia utilità del "Click'n'Fight" diventa molto relativa e strettamente legata alle sole fasi "da Gioco di Ruolo" di SpellForce: The Order Of Dawn. Relativamente a queste ultime, il gioco fallisce nel proporre gli elementi cardine di questo genere di videogame: la trama e i personaggi.
La storia narrata nel gioco è parecchio banale e sa troppo di "già visto", inoltre non è supportata da un adeguato gruppo di personaggi. Ben presto ci si ritroverà quindi ad esplorare meccanicamente la mappa in cerca di qualche oggetto particolarmente potente o tentando di completare sotto-missioni piuttosto banali. Parecchie cose da fare, ma nessuna realmente divertente o appassionante: ci si rende così contro che la componente di GdR di SpellForce: The Order Of Dawn assurge al ruolo di "contorno" alle classiche operazioni di un videogame fantasy strategico.

IL BENE E IL MALE

L'aspetto grafico/sonoro di SpellForce: The Order Of Dawn appare di buona qualità. I personaggi sono ben definiti, sebbene animati in maniera spesso innaturale. Gli ambienti appaiono realistici e pieni di vita grazie alla grande quantità di fauna che si aggira per boschi e villaggi, mentre gli insediamenti urbani sono generalmente un po' spogli. Una generale mancanza di stile si fa sentire riguardo alla grafica, facendo rimpiangere, per esempio, l'impostazione inconfondibile di WarCraft III. Un aspetto decisamente negativo della grafica del gioco riguarda la poca chiarezza: non è sempre facile capire la situazione su schermo e anche se gli oggetti "nascosti" dal paesaggio vengono ben evidenziati si fa sempre una certa fatica ad individuarli.
Si notano inoltre dei rallentamenti nell'azione anche su macchine particolarmente potenti, segno di un'ottimizzazione non troppo brillante del gioco. Lo scorrere del tempo è reso abbastanza bene nel gioco, specialmente per quanto riguarda le differenti illuminazioni degli insediamenti: aspetti cui siamo ormai abituati (guardando anche a titoli come Age of Mythology), ma comunque ben implementati nel comparto visivo del gioco, sebbene sia triste vedere che i personaggi agiscano praticamente allo stesso modo di giorno come di notte.
Ottimo l'accompagnamento sonoro, con splendide musiche di stampo squisitamente fantasy accompagnate da una grande quantità di effetti sonori ambientali. Peccato per l'assenza del doppiaggio in italiano. Un aspetto che spesso lascia perplessi in SpellForce: The Order Of Dawn è l'intelligenza artificiale dei propri soldati e delle truppe avversarie. Per ciò che riguarda le nostre unità, si comportano generalmente in maniera adeguata, seguendo gli ordini impartiti: allo stesso tempo però mancano di iniziativa e non di rado li vedremo ignorare bellamente dei nemici che passano a qualche metro da loro.
In aggiunta, nelle condizioni di mischia vedrete talvolta una totale mancanza di coordinazione, con qualche soldato che inizia ad attaccare il nemico e gli altri che tentano di raggiungere la prima linea, formando delle inquietanti file stile "Ufficio Postale". Insomma, sebbene siano facilmente controllabili, risulta davvero difficile riporre fiducia nei nostri soldati: ciò conduce il giocatore a comportarsi più come un baby-sitter, anziché come un valoroso comandante. I nemici poi non sembrano agire secondo un ragionamento realistico e non è difficile assistere ad gruppi di uno-due avversari che si lanciano (senza alcuna speranza) contro i nostri battaglioni. Più in generale, sembra che i personaggi nel gioco (sia alleati che nemici) non si rendano conto di ciò che avviene a qualche centimetro da loro, per cui può capitare di vincere una missione semplicemente assalendo, con molta calma, i nemici uno ad uno. Ciò rende le battaglie tatticamente limitate e ben presto un frustranti e noiose: non certo quello che ci si aspetterebbe da un videogame di questo genere.
Un altro aspetto negativo del gioco è la limitata quantità di opzioni per il multiplayer: praticamente tutti gli elementi da Gioco di Ruolo vengono tagliati fuori dagli scontri tra più giocatori. Ciascun partecipante può scegliere uno tra i dieci eroi predefiniti, ciascuno dotato di proprie rune e caratteristiche, quindi lo scontro ha inizio su una delle dodici mappe disponibili (decisamente poche). Ben presto ci si rende conto di come, giocato in multiplayer, SpellForce: The Order Of Dawn appaia notevolmente inferiore ai suoi diretti rivali. Lasciamo come sempre al nostro commento tutte le considerazioni finali.

Voto None stelle su 5
Voto dei lettori
SpellForce: The Order Of Dawn è un ibrido ben congeniato, ma non del tutto riuscito, tra strategico e Gioco di Ruolo. Nella sua enorme voglia di mettere assieme il meglio di questi due generi si dimentica di un aspetto decisivo: il divertimento. Avanzando nelle missioni della campagna il giocatore non viene invogliato da un sufficiente numero di stimoli e diventa ben presto attanagliato dall'impressione di star ripetendo per l'ennesima volta le stesse identiche azioni. Bastano poche missioni perché la componente da Gioco di Ruolo si rinchiuda nella nicchia di mero accessorio e il gameplay diventi sgradevolmente standard, spiacevolmente già visto. Un difetto per chi si aspettava una grande innovazione dal gioco, ma allo stesso tempo un probabile pregio per gli utenti appassionati di WarCraft o Age of Empires, che si trovano così di fronte ad un titolo potenzialmente in grado di tenerli impegnati per qualche tempo, a patto di venire incontro a una certa noia strutturale e a qualche problemino di troppo nell'intelligenza artificiale. Un titolo in definitiva ampiamente sufficiente, ma nulla di più.