Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
19/10/2006

Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent

Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Genere
Azione
PEGI
16+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
19/10/2006
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
6
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Un ottimo stealth-game
  • Gameplay innovativo, seppur non radicalmente, rispetto alla serie
  • Facoltà decisionali sulla gestione degli obiettivi non indifferenti
  • Buon reparto sonoro
  • Resa grafica a tratti impressionante...

Lati Negativi

  • ... e a tratti meno ispirata
  • Problemi visivi di vertical-sync
  • IA nemica non perfetta

Hardware

La resa grafica di Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent viene valorizzata su HDTV, grazie al supporto dell'alta definizione che permette di apprezzare dettagli grafici altrimenti meno visibili. È infine importante settare al meglio la luminosità dello schermo tramite l'apposita opzione per ottenere le condizioni visive ottimali. Il reparto audio (che supporta il Dolby Digital 5.1) è di ottima qualità: temi musicali ed effetti sonori ispirati si affiancano ad un doppiaggio interamente in italiano ben realizzato, nonostante l'assenza di Luca Ward nelle vesti di Sam Fisher.

Multiplayer

Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent offre una modalità multiplayer per sei giocatori (tre dei quali agenti segreti e altri tre come forze mercenarie) coinvolti in missioni di spionaggio di differente natura. E' anche previsto il supporto per tre giocatori in modalità cooperativa, nella quale il ruolo dei soldati mercenari viene rivestito dalla CPU. Le modalità multiplayer di Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent verrano a breve recensite nel dettaglio in un apposito articolo.

Link

Recensione

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di Luca Airoldi, pubblicato il

La potenza di calcolo garantita da Xbox 360 ha rivestito un ruolo di indiscutibile importanza nello sviluppo di Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent, sia per quanto riguarda l'enigmatico impianto grafico che in riferimento alla trasmissione a livello visivo delle informazioni al giocatore. Non per niente, proprio da quest'ultimo punto di vista, la versione next-gen di Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent si differenzia pesantemente da quelle per le console precedenti.

COINVOLGIMENTO DIRETTO

Tralasciando per ora l'aspetto tecnico di Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent, ciò che balza immediatamente all'occhio è difatti la rivisitazione integrale operata dagli sviluppatori in merito all'HUD di gioco. Quella che avevano conosciuto in precedenza come un'interfaccia ricca di informazioni da leggere costantemente, ha ora lasciato spazio a un'inquadratura interamente dedicata all'azione di gioco: molte delle informazioni vengono trasmesse visivamente al giocatore, con un risultato che premia ancor più il diretto coinvolgimento - ben sostenuto anche dall'ottima storyline - di chi impugna il joypad. Per capire il nostro grado di visibilità dovremo per esempio riferirci al colore della spia luminosa posta sulle spalle e sul petto di Sam Fisher, mentre il nostro precario stato di salute in caso di attacco sarà delineato da una progressiva perdita di colore della scena inquadrata.

IMPATTO VISIVO ENIGMATICO

I punti nei quali Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent dimostra invece di avere una resa effettivamente altalenante riguardano proprio la realizzazione grafica e la gestione dell'intelligenza artificiale.
Inutile nasconderlo: l'impatto visivo che offre il gioco non è così devastante, o meglio, non è ciò che ci si poteva aspettare in toto da un titolo "next-gen". A momenti di indiscusso e incredibile pregio visivo fanno da contraltare situazioni meno dettagliate e realizzate in maniera più "canonica". Se infatti da una parte abbiamo una realizzazione e una caratterizzazione dei personaggi assolutamente pregevole (le diverse tute di Sam Fisher sono davvero ben dettagliate) e dei riflessi sulle superfici solide o bagnate incredibilmente verosimili, dall'altra le cadute di tono di alcuni particolari lasciano dell'amaro alla bocca (la realizzazione della foschia del livello nei ghiacci o la restituzione grafica di alcuni ambienti interni ne sono un valido esempio).
Peccato inoltre per la presenza, non troppo evidente ma fastidiosa, di una sincronizzazione verticale non ottimale delle immagini, difetto tra l'altro congenito alla serie. L'impatto visivo finale è comunque di assoluto rilievo, sebbene faccia intuire la possibilità di miglioramenti non irrilevanti per gli sviluppi futuri.

CAPACITÁ NEMICHE

Medesimo discorso si può approntare per l'Intelligenza Artificiale: se gli atteggiamenti e i movimenti dei nemici risultano convincenti in caso di allarme, meno ispirati sono invece quelli di routine, quando a volte basterà davvero poco per beffare le guardie e per non destare ulteriori sospetti.
Ciò detto va comunque posto l'accento sul livello di difficoltà di Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent, che appare indubbiamente più marcato rispetto al passato se non altro per la scarsa presenza di zone d'ombra pura (disseminate invece ovunque nei tre capitoli precedenti), a favore di ambientazioni più luminose e solari, nelle quali dovremo prestare molta attenzione al nostro grado di esposizione agli occhi altrui.
Da questo punto di vista subentra inoltre un'importante novità, rappresentata dalla possibilità di attivare una piccola mappa satellitare all'angolo dello schermo (in aggiunta a quella tridimensionale globale), che diviene essenziale per studiare i movimenti e la posizioni dei nemici.
In definitiva possiamo certamente affermare di trovarci di fronte ad uno stealth-game di indiscussa qualità che, al di là della presenza di alcune sbavature ed imperfezioni a livello tecnico e di intelligenza artificiale - e alla luce di quanto esposto nel precedente articolo -, sperimenta meccaniche di gioco innovative rispetto alla serie, giungendo a proporre un gameplay molto più variegato, personalizzabile e coinvolgente, oltre che un fattore rigiocabilità non trascurabile e strettamente legato alla combinazione di scelte effettuate durante lo svolgersi degli eventi. Un acquisto obbligato per tutti i fan della serie Tom Clancy's Splinter Cell e più in generale per tutti coloro che amano l'azione ragionata.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Tom Clancy's Splinter Cell Double Agent è un ottimo stealth-game: seppur non arrivi a rivoluzionare la sostanza della serie, le innovazioni a livello strutturale che introduce corrispondono a un'evoluzione marcata della giocabilità, che diviene ora molto più variegata e intrigante, oltre che direttamente legata alle scelte decisionali del giocatore. La resa altalenante dell'impianto grafico e l'intelligenza artificiale ancora da limare in alcuni suoi comportamenti rappresentano dei nei che - pur con la speranza di vederli eliminati negli sviluppi futuri - non arrivano a intaccare la qualità del risultato finale ottenuto da Ubisoft: un must per tutti gli amanti del genere stealth.