Genere
Azione
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
7+
Prezzo
59,99 Euro
Data di uscita
24/11/2002

Tom Clancy's Splinter Cell

Tom Clancy's Splinter Cell Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Ubisoft Entertainment
Sviluppatore
Ubisoft Montreal
Genere
Azione
PEGI
7+
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
24/11/2002
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
59,99 Euro

Lati Positivi

  • Coinvolgente, vario, credibile
  • Movimenti e gadget a iosa
  • A tratti innovativo
  • Audio d'eccellenza

Lati Negativi

  • Controlli scomodi
  • Fluidità incostante
  • Leggere sviste di design
  • Doppiaggio italiano sottotono

Hardware

Per giocare a Splinter Cell è necessario un Xbox in versione europea, un controller e una confezione originale del gioco. Splinter Cell è uno dei primi titoli che supportano Xbox Live, in questo caso come piattaforma per il download di contenuti aggiuntivi. La modalità video 60 Hz non è supportata.

Multiplayer

Splinter Cell non prevede opzioni di gioco in multiplayer.

Link

Recensione

Tom Clancy's Splinter Cell

Appurato che la distruzione di massa non fa più moda nei videogame, ogni produttore si è affrettato a presentare la controparte di un agente dalla voce rauca e dalla bandana fluttuante. In tanti hanno percorso questo sentiero, finendo eliminati (silenziosamente, come si conviene) a pochi passi dalla meta. In tanti, ma nessuno si chiamava Sam Fisher.

di Alessandro Martini, pubblicato il

Non saranno usi singoli a decretare l'apparizione di un oggetto, ma sarà importante conoscerlo approfonditamente anche nelle fasi più avanzate. Per quanto riguarda la struttura di gioco, siamo di fronte a un compromesso più o meno credibile tra finzione e realtà, benché ci si chieda come mai le tre luci verdi (quattro contando la radio sulla schiena) non vengano mai identificate al buio. Le missioni prevedono un punto di arrivo per Sam Fisher e un punto di estrazione, posti solitamente ai margini di una struttura nemica. Lo svolgimento si articola con l'introduzione del nostro all'interno della "base" avversaria per vie silenziose, solitamente con metodi scoperti direttamente sul luogo. Anche qui risiede un punto che differenzia Splinter Cell dalla concorrenza: l'avanzamento nel gioco non è quasi mai illustrato e va scoperto attraverso la sperimentazione con il fondale o con le possibili vie aperte ai nostri occhi. Chiaramente, data la struttura di gioco, una volta svelata una strada rimarrà tale anche nelle prossime partite, ma fino a tale scoperta è vivo l'interesse di scoprire in che, assurda, maniera riuscirà a cavarsi d'impiccio l'eroe principale (non vogliamo svelare nulla, ma sono forti i rimandi a capolavori dei film d'azione come Die Hard - Trappola di Cristallo). I combattimenti, parte comunque marginale in un gioco di questo tipo, sono gestiti attraverso un'inquadratura sopra la spalla con un mirino che varia in base alla stabilità del braccio. Tradotto in parole semplici, sparando in movimento avremo una pessima precisione nei colpi, aspettando fermi alcuni secondi potremo invece piazzare un preciso colpo alla testa (i corpi dei nostri avversari localizzano il danno).

LA LUCE E' IL NOSTRO NEMICO

Tecnicamente, Splinter Cell ha lati positivi e negativi, fortunatamente a diverse altezze sulla scala del nostro giudizio generale. In cima si accomodano i pregi, rappresentati soprattutto da una gestione della luce quasi senza paragone. Ogni oggetto presente nell'ambiente proietta un'ombra molto spesso dinamica (sempre, nel caso dei personaggi) e utile anche all'interno della struttura di gioco.

Osservando le ombre dei nemici potremo intuire la loro direzione ed eventuali tentennamenti nei giri di guardia, una cosa che si può ritorcere contro di noi qualora ci trovassimo tra una fonte di luce e un avversario. L'effetto visivo con cui è gestita l'illuminazione lascia a bocca aperta anche dopo ore di gioco, tante sono le possibili combinazioni e figure che si stagliano su Sam Fisher e sull'ambiente. Alcune immagini qui intorno danno un'idea generica di questa sensazione, ma non possono in alcun modo sostituire l'effetto reso a video e in pieno tempo reale, magari in una fase di altissima suspance. Come accennato in precedenza, l'illuminazione è importante non solo per il lato tecnico, ma anche per il gameplay come dimostra l'indicatore di visibilità sempre fisso alla destra dello schermo. Questo indicatore ci darà nota del nostro pericolo di identificazione, più alto in prossimità della luce e praticamente nullo se protetti dal buio.
L'idea risulta ben implementata all'interno del gioco grazie al costante alternarsi di zone più o meno luminose in cui si è posti di fronte ad alcune scelte: eliminare le fonti di luce, provocando rumore, o rischiare l'identificazione attraversando la stanza in velocità? Proprio intorno all'indicatore della visibilità dobbiamo segnalare una clamorosa svista degli sviluppatori. Nel gioco è fondamentale nascondere i corpi dei nemici (che rimangono sempre sul terreno) per non lasciare tracce del nostro passaggio o rischiare addirittura il fallimento della missione. L'assurdità risiede in un dettaglio: il cadavere non deve essere illuminato, non importa il luogo in cui si trova. Per un chiaro errore di design, potrete lasciare il corpo anche in uno spiazzo affollato, l'importante è che si trovi in una zona d'ombra, altrimenti verrà scoperto successivamente. Altri errori che denotano una certa fretta nel completare il gioco emergono da alcune animazioni poco convincenti e dalla fluidità non certo entusiasmante, seppur abbastanza stabile su valori medio/bassi (una trentina di fotogrammi al secondo).

Il discorso frame-rate perde di valore considerando la ricchezza di dettaglio, l'illuminazione e la grande varietà negli ambienti, per una volta non solo complessi ipertecnologici, ma anche luoghi pubblici, zone aperte, appartamenti privati e così via. Globalmente, e pur con qualche difetto ben in evidenza, Splinter Cell riesce a mostrare alcune chicche tecnologiche degne di nota facendole appoggiare, per fortuna, su una giocabilità solida, coinvolgente e ricca di idee ben concepite. Nonostante sia arrivato adottando ben poca circospezione, si può dire che l'agente Ubi Soft abbia completato il suo primo incarico con buon successo. Un risultato niente male per chi, in questa categoria, non è altro che una semplice recluta.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
E' sempre più raro trovare un gioco che impressioni in egual misura per le sue dinamiche e per un impianto grafico all'avanguardia. Ricordando brevemente la fantastica gestione della luce e l'enorme varietà negli ambienti, Splinter Cell convince in massima parte sul lato gameplay, un aspetto passato in secondo piano durante le apparizioni avvenute nei mesi scorsi. Ingegnoso, coinvolgente, a tratti persino originale, il titolo Ubi Soft ha confermato praticamente ogni aspettativa andando a rappresentare un acquisto obbligato per gli utenti Xbox (e, in futuro, per i possessori di altri formati). Solo i controlli e una fluidità non certo clamorosa lo tengono a distanza dai capolavori assoluti, ma nessuno può togliere a questo titolo il posto che ha prenotato tra i migliori giochi dell'anno. E, tutto questo, senza citare la (futura) possibilità di espanderlo attraverso la rete...