Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 54,90
Data di uscita
5/9/2008

Spore

Spore Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Electronic Arts
Sviluppatore
Maxis
Genere
Strategico in tempo reale
PEGI
12+
Distributore Italiano
Electronic Arts Italia
Data di uscita
5/9/2008
Lingua
Italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 54,90

Lati Positivi

  • A dir poco originale
  • Stile grafico azzeccato
  • Idea di base altamente suggestiva
  • Infinite possibilità creative

Lati Negativi

  • Gameplay ripetitivo nelle prime fasi
  • Tasso di sfida poco adeguato

Hardware

Da un punto di vista tecnico Spore mette in mostra un motore ultra-flessibile, in grado di ricreare panorami mozzafiato - benché in stile cartoon - su computer ben dotati, ma scalabile quanto basta per offrire un'esperienza di gioco decente anche su portatili e computer da ufficio. Come requisiti di sistema si parte da un Pentium 4 a 2 GHz (o Intel Core Duo per i Mac) con 512 MB di RAM in ambiente Windows XP, che salgono a 768 MB per Windows Vista e a 1024 MB per Mac OS X 10.5.3; la scheda grafica deve avere almeno 128 MB di memoria dedicata e supporto ai pixel shader 2.0; è richiesta una connessione a Internet per la prima attivazione anti-pirateria. Provato su un computer con processore Intel Core 2 Duo a 2,56 GHz, 2 GB di RAM e scheda video GeForce 8800 GTS da 640 MB, alla risoluzione di 1440x900 pixel, il gioco ha mostrato qualche incertezza soltanto nei passaggi dalla visuale "terrestre" a quella del sistema solare.

Multiplayer

Spore è giocabile indifferentemente online o offline ma l'esperienza cambia sensibilmente: nel primo caso assistiamo infatti a una continua popolazione del nostro universo con creature e imperi creati da altri giocatori mentre quando si è scollegati dalla rete il numero e la varietà di forme di vita, strutture architettoniche e mezzi di locomozione è limitato a quelli inclusi dagli sviluppatori o creati dal giocatore attraverso gli appositi editor.

Link

Recensione

Dalla cellula all'impero

Un giocattolo per menti creative col pallino dell'evoluzionismo.

di Sebastiano Pupillo, pubblicato il

Una valutazione del valore di Spore come gioco di ruolo e azione, strategico in tempo reale e simulatore spaziale non è semplice, innanzitutto perché va considerata la disomogeneità delle varie fasi in cui è diviso il gioco, sia come tasso di sfida che come potenziale durata dell'esperienza. A meno di non scoprire di avere una predilizione viscerale per le fasi iniziali, è infatti difficile trovare lo stimolo per tornare al brodo primordiale e alla fase della creatura per più di due o tre volte, a causa di una meccanica a dir poco ripetitiva il cui obiettivo è ottenere le stesse parti del corpo comunque disponibili nell'editor completo, sempre accessibile dalla schermata iniziale.
È molto probabile, insomma, che chi voglia sperimentare nuovamente la fase tribale o quella della civilizzazione preferisca creare una creatura nell'editor completo, plasmandola intorno agli obiettivi che ci si è prefissati mentalmente, piuttosto che rirtrovarsi a fare del "grinding" puro e semplice pur di ottenere tutte le parti che si desiderano attraverso la via dell'evoluzione.

CREARE È MEGLIO CHE GIOCARE?

Dalla lettura del precedente paragrafo emerge l'impressione che, come gioco "sandbox" erede dei gloriosi SimCity e The Sims, Spore sia troppo sbilanciato sul versante creativo dello "giocherellare" più che del giocare in senso stretto e che Maxis abbia colpevolmente annacquato il gameplay per renderlo accessibile anche a chi non è mai andato oltre il solitario di Windows. Il dubbio è legittimo e saremmo anche propensi a elevarlo a certezza se non fosse che in cima all'evoluzione della nostra creatura sta una fase di conquista spaziale che, da sola, quasi eclissa tutto il resto.
Costruita la propria astronave tramite il solito editor di veicoli (in versione iper-completa), si scopre infatti che non c'è più nessun editor da maneggiare è che la galassia stessa diventa il nostro "sandbox", la nostra città di SimCity o, se preferite, l'equivalente della casa di The Sims. La creatura si identifica ormai con la sua astronave, che diventa l'avatar attraverso il quale viaggiare di pianeta in pianeta, conoscere altri imperi, colonizzare sistemi solari, darsi al commercio, alle scoperte archeologiche o alle "guerre stellari".
Sin dall'iniziale scoperta di un livello di difficoltà nettamente superiore che nelle altre fasi, con tanto di assalti continui e snervanti da parte dei pirati spaziali al nostro pianeta natale, Spore sembra finalmente sbocciare nell'erede di SimCity che tutti aspettavamo, dove la città è diventata un impero che copre svariati sistemi solari e i problemi sono aumentati esponenzialmente con l'altezza della visuale.

UN'ATMOSFERA IRRESPIRABILE

Indipendentemente da quale strada vogliate perseguire per la vostra soddisfazione personale di imperatori spaziali, la "terraformazione" di altri pianeti resta un'attività imprescindibile perché è l'unica che consente di sfruttarne appieno le risorse arricchendo le casse imperiali, a meno che non vogliate perseguire unicamente la via della conquista di pianeti già pronti per l'uso, attraverso la guerra o il commercio. Così come nella precedente fase della civilizzazione, la "spezia" è moneta sonante nell'universo di Spore e le spezie più rare sono pagate benissimo dagli imperi i cui pianeti ne sono privi.
La componente strategica poggia quindi sulla conquista dei pianeti più dotati quanto a risorse naturali mentre la parte creativa riguarda l'aspetto e la natura degli stessi globi terracquei. Una volta acquisiti tutti gli strumenti che il gioco mette a disposizione, è infatti possibile agire a qualunque livello sulla "crosta", creare montagne, vallate e oceani, colorare tutto nei modi più fantasiosi e procedere alla "popolazione" tramite trasporto da altri pianeti di flora e fauna in quantità. Nel frattempo bisogna fare in modo che l'aria sia respirabile e che le catene aliementari garantiscano il perpetuarsi della vita sulla superfice; e se questo non è cercare di emulare l'opera di Dio sulla Terra, gli somiglia comunque tantissimo.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Dallo stile della grafica, cartoonoso e irrealistico quanto basta per non impressionare i giocatori non adulti, passando per una certa eccessiva facilità del gameplay in quasi tutte le fasi che ne compongono la struttura, il nuovo pargolo di Will Wright rischia di indispettire i fan di vecchia data, privandoli di quel tasso di sfida così ben calibrato che aveva fatto la fortuna di SimCity. In compenso, anche solo fermandosi alle possibilità creative offerte dai vari editor, siamo di fronte a uno dei "giocattoli elettronici" più impressionanti mai visti su un monitor, affascinante e coinvolgente ben oltre la mera somma algebrica delle sue parti. La grossa ciliegina sulla torta è costituita dall'ultima fase, quella della conquista spaziale, che pone riparo, forse un po' tardivamente, ai limiti delle fasi precedenti e offre finalmente la giusta ricompensa ai giocatori in cerca di nuovi orizzonti videoludici.

Commenti

  1. |Sole|

     
    #1
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