Genere
Guida
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
7+
Prezzo
62,00 Euro
Data di uscita
6/4/2004

SpyHunter 2

SpyHunter 2 Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Midway Games
Sviluppatore
Paradigm Entertainment
Genere
Guida
PEGI
7+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
6/4/2004
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2
Prezzo
62,00 Euro

Hardware

Per giocare a SpyHunter 2 sarà necessaria un Xbox PAL e una confezione originale del gioco. SpyHunter 2 dovrebbe offrire supporto sia per la modalità a 60 Hz sia per l'audio codificato in Dolby Digital 5.1.

Multiplayer

Il titolo Midway non potrà contare su alcun supporto per il network di Xbox Live. Tuttavia la parte multiplayer offline non sembra essere trascurata, con diversi DeathMatch a quattro concorrenti in split screen e l'implementazione di una modalità cooperativa a due giocatori.

Link

Anteprima

SpyHunter 2

In principio fu un frenetico coin-op degli anni '80 in cui, nell'immaginazione concessa fra un pixel e l'altro, si guidava l'ultimi ritrovato della tecnologia su quattro ruote. Poi fu il buio per lungo tempo, almeno sino a quando Midway non portò SpyHunter fra i lustri e i merletti delle console a 128 bit. Fortunatamente, l'attesa per un nuovo seguito non pare lunga come la precedente.

di Andrea Focacci, pubblicato il

Mission Impossibile, James Bond, Supercar, Automan... telefilm e lungometraggi cinematografici che, in modo più o meno differente, hanno introdotto nell'immaginario giovanile il mito dell'auto iper-tecnologica, corazzata e in grado di configurarsi come una vera e propria macchina da guerra quando l'occasione lo richiede. Un sotto-filone appartenente al genere dello spionaggio che ha trovato terreno fertile non solo sui piccoli e grandi schermi, ma anche nelle sale giochi di tutto il mondo: SpyHunter è stato forse il caso più eclatante degli anni '80, riproponendo il modello della vettura estrema in quanto a potenzialità e design unendolo con i più classici stilemi dello sparatutto a scorrimento.

FRA 007 E SUPERCAR

Le grandi serie del passato, sotto questo punto di vista, godono di un doppio fattore rischio/vantaggio. Indubbiamente, per un grande e indimenticato classico, è più facile catturare l'attenzione dell'appassionato storico nel caso di un buon remake: una paio di idee nuove, un apparato grafico al passo con i tempi e massima concentrazione nel conservare inalterato il feeling di gioco posseduto dal titolo originale. E' anche vero, per contro, che il rifacimento di un grande titolo deve pur sempre fare i conti con i suoi illustri antenati, finendo spesso per essere sottovalutato sull'altare dell'operazione commerciale, nel santuario dei ricordi, resi più edulcorati e belli dall'incedere del tempo. La prima apparizione di SpyHunter nell'era dei 128 bit ha avuto il pregio di porsi a metà strada fra questi due estremi, proponendo una formula e un tipo di ristrutturazione forse non curati come l'originale ma comunque in grado di soddisfare gli irriducibili fan del vecchio cabinato, forse grazie anche al fattore sorpresa, costituito dal riesumare un franchise creduto ormai tramontato da tempo. SpyHunter 2 difficilmente potrà godere di questo vantaggio e la stessa decisione presa da Midway, quella di proporre un seguito a breve distanza di tempo, stride con il lungo periodo di oscuramento della serie che, in teoria, potrebbe manifestarsi in una perdita di interesse da parte del pubblico di fronte al sequel. Il dubbio pare essere avvalorato dopo le prime prove preliminari condotte con una versione non ancora definitiva del gioco: escludendo il cambio di timoniere alla direzione del progetto, passato ora nelle talentuose mani di Rockstar San Diego - in precedenza conosciuto col nome di Angel Studios - il gameplay pare riproporre in larga parte i concetti fondamentali espressi attraverso il predecessore. Saremo quindi nuovamente alla guida della nostra super-potenziata G-8155 Interceptor, prodigio della tecnica in grado di assumere quattro configurazioni ben distinte: automobile, fuoristrada, motoscafo e gatto delle nevi.
Per ognuna di queste rappresentazioni - attivabili manualmente o automaticamente, a seconda delle varie situazioni di gioco - esistono alcuni stadi intermedi, principalmente frutto di un eccessivo numero di colpi subito dalla nostra corazza: in questo caso la vettura si alleggerirà delle parti superflue, mostrandosi più maneggevole nella fuga ma anche decisamente più vulnerabile alle pallottole dei nemici. E' in questo particolare frangente che si nota un grip col terreno maggiormente esasperato rispetto al passato.

GUIDARE E SPARARE...

Proprio i nemici non sembrano mancare nemmeno in SpyHunter II, mostrandosi numerosi e agguerriti lungo i sedici livelli di cui è composto il gioco: quattro capitoli a differente ambientazione - Asia, Alpi Svizzere, New Orleans e Russia - ognuno dei quali contenente quattro missioni e una sfida finale con il boss di turno. Non poco per la tipologia di gioco proposta ma, certamente, nemmeno una quantità di prove tale da garantire una longevità tranquillizzante, particolare di cui era afflitto lo stesso predecessore. Se lo svolgimento di un livello potrebbe apparire troppo ostico, con tutta probabilità dovrà essere rivisto l'arsenale di armi scelto durante la preparazione della missione stessa: anche nel nuovo titolo Midway non manca una vasto spettro di gadget da combattimento, da scegliere e abbinare con cura al nostro gioiello tecnologico su quattro ruote per affrontare al meglio i nemici che tenteranno di sbarrarci il cammino: dalle mine per mettere fuori combattimento i nostri inseguitori sino ai missili a ricerca calorica.
Ovviamente riproposto l'utilizzo del nitro, uno degli elementi più riusciti di SpyHunter, che sorprende ancora per la sua forte accelerazione e per la sensazione di velocità riproposta dal motore grafico allestito dal team di programmazione: la presenza di varie rampe e scorciatoie, inoltre, incoraggia l'esecuzione di salti e manovre spettacolari, confermando SpyHunter 2 come un gioco in cui non si potrà forse godere di eccessiva libertà - il raggiungimento di obiettivi principali e secondari è una condizione necessaria per proseguire l'avventura - ma in cui non ci si sentirà nemmeno imprigionati da un'opprimente linearità.

O SPARARE E GUIDARE?

Parlando di motore grafico, croce e delizia del precedente episodio, è piacevole constatare di come i cali di frame rate che avevano interessato SpyHunter sembrano ora definitivamente scomparsi: le immagini scorrono fluide a 60 FPS, configurandosi come la soluzione ideale per quello che, in fondo, rimane come un racing game che sconfina nel campo degli sparatutto. L'unica delusione deriva forse da un mancato rinnovamento del dettaglio presente su schermo: il lavoro svolto all'epoca del precedente capitolo poteva anche essere più che buono ma, nel frattempo, il progresso tecnologico non si è adagiato sugli allori. Da questo punto di vista, SpyHunter 2 risulta al momento troppo elementare per quanto riguardo texture e dettaglio poligonale. Per contro, la situazione potrebbe rivelarsi un vantaggio (voluto?) durante le modalità multiplayer, soprattutto nel multiplayer a quattro giocatori, tramite split screen. Meno impegnativo dovrebbe essere il compito dell'engine in modalità cooperativa, dove un giocatore prenderà il controllo del mezzo e il navigatore sarà adibito all'utilizzo della mira e delle armi da fuoco. E credeteci, ce ne sarà bisogno!