Genere
Strategico in tempo reale
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
19,95 euro
Data di uscita
4/3/2005

Stalingrad

Stalingrad Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Black Bean Games
Sviluppatore
DTF games
Genere
Strategico in tempo reale
PEGI
12+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
4/3/2005
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
19,95 euro

Hardware

Le attuali richieste di sistema sono PC con Windows 98/Me/2000/XP, DirectX 8.1, Pentium II 366 MHz (raccomandato un Pentium III a 600 MHz), 64 MB RAM (raccomandati 128 MB) e una scheda video Riva TNT da 8 MB (raccomandata una GeForce256 o superiore con 32 MB di RAM).

Multiplayer

Al momento non sono previste modalità multiplayer.

Link

Anteprima

Stalingrad

Gli storici ritengono che la battaglia di Stalingrado, svoltasi sessanta anni fa durante la Seconda Guerra Mondiale, sia stata il punto di svolta cruciale per questo conflitto e, forse, per l'intera vicenda umana. Questo è il background storico di Stalingrad, videogioco che sta per arrivare sui nostri PC, con il proposito di offrire il massimo grado di realismo e strategia.

di Gianluca Tabbita, pubblicato il

Nel suo slancio "documentaristico" il gioco, man mano che scegliamo gli obiettivi da colpire, c'informa sulle specifiche delle varie unità: scopriamo così quali carri possono forare la corazza d'altri carri e quali invece possono anche evitare di tentare perché l'esito sarebbe nullo oppure quali obiettivi siano raggiungibili o meno dal fuoco dei nostri soldati. La dovizia di dettagli è massima: sono talmente tanti i carri armati rappresentati in Stalingrad che in una missione è raro ritrovarsi a fronteggiare due modelli uguali. In qualsiasi momento possiamo visualizzare il raggio di fuoco dell'unità selezionata, e questo è molto importante per valutare il posizionamento dei pezzi d'artiglieria. In effetti, molta della tattica di Stalingrad si basa sulle capacità del giocatore di capire esattamente la posizione di tutte le unità nemiche, un aspetto che risulta perfettamente in linea con la tattica reale del periodo. L'incubo ricorrente di un ufficiale è quello di trovarsi sotto tiro senza sapere da dove proviene l'attacco e in questo Stalingrad riproduce perfettamente la realtà. La tattica, quindi, consiste nel far vivere questo incubo al nemico, sfruttando le avanguardie per localizzare in anticipo i mezzi corazzati e i cannoni per servirsi del tiro dalla distanza: si può fare un buon lavoro di ricognizione abbattendo il personale da un pezzo d'artiglieria dalla lontano con un piccolo mezzo blindato oppure perdere uno o due importanti carri armati sotto il fuoco del pezzo d'artiglieria medesimo.

Scopriamo così che, in un'ambientazione realistica, la gittata dei cannoni e la qualità dei binocoli è altrettanto importante dello spessore delle corazze. Questi aspetti costituiscono anche una distinzione fra i carri tedeschi e sovietici in Stalingrad, i primi, infatti, sono dotati di ottiche migliori e quindi sono più adatti a scontri sulla distanza, i secondi vantano corazze mediamente più spesse, quindi reggono meglio un confronto diretto. Disponiamo di un discreto assortimento di truppe, cecchini, ufficiali e soldati con mitragliatrici o granate tra gli altri. Efficaci soprattutto dietro una trincea o al riparo in un edificio, i soldati con armamento leggero ricoprono un ruolo di secondo piano negli scontri all'aperto. I comandi sono esaustivi e permettono alcune formazioni e un buon controllo sulle azioni delle truppe. L'unico neo, è la difficoltà a spostare i soldati di fronte ad un forte fuoco di sbarramento: in questi casi i militari si buttano a terra ed avanzano con estrema lentezza, un comportamento realistico, ma non troppo positivo per il gameplay.

RIPIDA CURVA DI APPRENDIMENTO

Questo ci porta a parlare del livello di difficoltà. Stalingrad si preannuncia un gioco per i "duri e puri" della strategia, perché ammette ben pochi sbagli. Non ci si può lanciare all'assalto in modo sconsiderato senza subire perdite disastrose, non importa quali siano le nostre forze. Le difese del nemico devono essere smantellate sistematicamente. Allo stato attuale l'intelligenza artificiale della CPU è già di livello altissimo: il computer non si lascia ingannare facilmente, individua ed attacca il punto debole del nostro esercito senza mai smettere di difendere il proprio. Il design dei livelli è studiato appositamente per essere un coacervo di pericoli e rebus strategici.
La curva d'apprendimento è abbastanza ripida. Al giocatore non viene concesso alcun vantaggio in termini di unità né rifornimenti abbondanti. Si possono riparare i mezzi danneggiati, ma la cosa richiede molto tempo. Sono richiesti salvataggi numerosi per evitare di trovarsi spesso in condizioni tali da dover ricominciare tutto da capo. La meticolosa opera di ricognizione e pianificazione strategica richiesta per abbattere i nemici subendo il minimo delle perdite è una sfida che inebrierà i veterani del genere strategico, ma potrebbe facilmente snervare i neofiti.

UNO SGUARDO ALLA GRAFICA

L'impatto della grafica nel suo insieme è di una soluzione al contempo datata e di semplice fruizione su ogni computer. Il motore grafico ci offre una prospettiva fissa a circa tre quarti dall'alto su un'ambientazione bidimensionale, di conseguenza non si può né ruotare né zoomare sulla scena e di questo ne risentono sia la spettacolarità sia l'ergonomia del gioco. L'altro lato della medaglia consiste in uno scrolling rapidissimo e nell'assenza della benché minima incertezza nella gestione di visuali anche molto affollate. Le unità corazzate sono elementi poligonali mentre i soldati sono bidimensionali: l'amalgama è ben riuscita dato che i mezzi corazzati vantano un dettaglio così alto da sembrare in bitmap, da questa considerazione sono ovviamente escluse le animazioni che sono enormemente avvantaggiate dall'utilizzo della grafica 3D per gli automezzi. D'altra parte la scala nella quale è presentato lo scenario costringe i singoli soldati in dimensioni tali che le animazioni sono difficilmente comprensibili e il giocatore fatica un po' a distinguere le varie specialità di fanteria. Gli effetti sonori e tridimensionali concernenti fumo ed esplosioni sono molto buone mentre la colonna sonora metal, realizzata da una band russa, sebbene anacronistica, carica emotivamente le scene di combattimento più crude. Tirando le somme, nonostante un gameplay non proprio abbordabilissimo e qualche defaillance grafica, Stalingrad dimostra fin da ora uno spessore strategico e un realismo adatti ai veterani più incalliti. Appuntamento, quindi, a inizio marzo 2005 per la versione definitiva!