Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
16+
Prezzo
ND
Data di uscita
23/3/2007

S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl

S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
THQ
Sviluppatore
GSC Game World
Genere
Sparatutto
PEGI
16+
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
23/3/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
32

Hardware

Non sono al momento note le specifiche di sistema richieste per S.T.A.L.K.E.R.

Multiplayer

Verranno introdotte modalità multigiocatore per un massimo di 32 giocatori.

Link

Eyes On

S.T.A.L.K.E.R esce dall'oblio

Nuova dimostrazione per uno sparatutto che sembrava perduto.

di Simone Soletta, pubblicato il

Tra gli oggetti che è possibile raccogliere troviamo anche kit di pronto soccorso (da conservare e usare alla bisogna), completati da bende da utilizzare per tamponare le ferite. Ogni volta che veniamo colpiti, infatti, non solo subiamo un danno ai valori della salute e dell'armatura, ma cominciamo a sanguinare, tanto più copiosamente tanto più grave è il danno subito. Le bende sono l'unico modo per arrestare le emorragie e stabilizzare così le nostre condizioni.
Visto poi che il gioco, è bene ricordarlo dopo tutti questi anni, è ambientato in una "Zona" collocata nelle vicinanze di Chernobyl e del suo malfamato reattore, giocoforza troveremo anche zone radioattive, responsabili delle mutazioni dei mostri che incontreremo e assolutamente da evitare per non essere a nostra volta contaminati. Anche per questo, comunque, ci sono un paio di cure: la prima è rappresentata da iniezioni da effettuare quando l'avvelenamento da radiazioni colpisce il protagonista, la seconda è... fare come i russi, convinti che la Vodka rappresenti un antidoto valido alla radioattività. Peccato che dopo qualche sorsata il protagonista del gioco rischi di apparire visibilmente ubriaco...

NON CI SONO PIÙ LE MEZZE STAGIONI

Durante la dimostrazione di uno sparatutto moderno non ci si aspetterebbe di mettersi a discutere del tempo atmosferico, però in S.T.A.L.K.E.R. questo succede, e per una ragione ben precisa. Il cielo sopra ai nostri occhi è quanto di più vivo si sia mai visto in un videogioco, con routine che si occupano di animare il sole e le nuvole, di azionare veri e propri temporali (con tanto di lampi e tuoni), di gestire il passaggio tra le diverse condizioni atmosferiche e - soprattutto - tra il giorno e la notte.
È di notte, infatti, che molti degli avvenimenti del gioco hanno luogo. Gli S.T.A.L.K.E.R. con il buio si ritirano al riparo dagli esseri mutanti che rappresentano uno dei pericoli del gioco, e si possono notare in lontananza le piccole torce che portano in testa per illuminarsi il cammino. Di notte, insomma, è più facile passare inosservati, come testimoniano gli indicatori che, similarmente a quanto visto in alcuni episodi della serie Splinter Cell, ci ricordano in tempo reale quanto rumore e quanto visibili siamo agli occhi dei nemici.
La Zona è un'area nella quale bisogna sopravvivere, ognuno per sé, e quindi in molti casi muoversi nel buio è un vantaggio. Le luci degli Stalker, per esempio, ci consentono di prevederne i movimenti e di attaccare con maggiore efficacia. Nelle strutture chiuse è possibile sparare a tutte le lampadine e godere di un'oscurità quasi totale, nella quale i movimenti dei nostri potenziali nemici, amplificati magari da un buon visore ai raggi infrarossi, possono risaltare al meglio.

UN'AMPIEZZA DA RICORDARE

Insomma, i trenta chilometri quadrati di S.T.A.L.K.E.R., divisi tra insediamenti industriali cadenti e arrugginiti e una vegetazione che, pur non potendo ambire ai livelli di Crysis (ma nemmeno di Far Cry) si staglia davanti a noi in modo convincente, hanno una volta di più rapito la nostra immaginazione. I ragazzi di GSC Game World sembrano davvero in grado di proporci, entro il primo trimestre del prossimo anno, tutto quello che ci avevano promesso tanti anni or sono. Non ci resta che aspettare e sperare: tra noi e i misteri che caratterizzano la Zona e le sue strane anomalie, in fondo, non mancano che pochi mesi...