Genere
Sparatutto
Lingua
Manuale in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
59,90 Euro
Data di uscita
8/10/2003

Star Wars Jedi Knight: Jedi Academy

Star Wars Jedi Knight: Jedi Academy Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Activision
Sviluppatore
Raven Software
Genere
Sparatutto
PEGI
12+
Distributore Italiano
Leader
Data di uscita
8/10/2003
Lingua
Manuale in Italiano
Giocatori
16
Prezzo
59,90 Euro

Lati Positivi

  • Consigliato ai fan di Star Wars
  • Poteri della Forza in quantità
  • A tratti divertente
  • Enigmi abbastanza intelligenti
  • Sezione multiplayer a dir poco perfetta
  • Sonoro di buona fattura

Lati Negativi

  • Gameplay logoro
  • Il gioco in singolo è puro deja-vu
  • Intelligenza artificiale solo sufficiente
  • La grafica non è certo il massimo

Hardware

Anche se i requisiti minimi richiedono un processore a 450 MHz, 128 MB RAM e una scheda 3D con 32 MB, la prova è stata effettuata con un Athlon XP 2000, 1 GB RAM e una Geforce 4200 alla risoluzione di 1280x1024 a 32 bit con tutti i dettagli al massimo, ma il gioco ha mostrato comunque notevoli rallentamenti nelle ambientazioni esterne più affollate, mentre si è comportato benissimo nelle location interne. Già con un processore a 1 GHz e 512 MB RAM, giocato naturalmente a una risoluzione bassa, la fluidità dovrebbe essere comunque discreta.

Multiplayer

La sezione multiplayer, fruibile attraverso i server dedicati o via LAN fino a un massimo di sedici giocatori, è il vero fiore all'occhiello del gioco e naturalmente è stata implementata alla perfezione grazie anche a due nuove modalità (Siege e Power Duel) che vanno a raggiungere le classiche Free For All, Duel, Capture The Flag e Team Free For All.

Link

Recensione

Star Wars Jedi Knight: Jedi Academy

Chi non ha desiderato almeno una volta nella vita di diventare uno Jedi? Spade laser a volontà, poteri che neanche un supereroe marveliano si sognerebbe e soprattutto l'ammirazione incondizionata di mezzo mondo. Un sogno ad occhi aperti certo, ma per realizzarlo si devono affrontare fatiche e pericoli. Scopriamo come insieme a Jaden, Kyle Katarn e Luke Skywalker.

di Francesco Destri, pubblicato il

In attesa (si parla del 2005) che George Lucas ponga fine alla seconda trilogia di Star Wars e che la sua LucasArts torni a sfornare qualche autentico capolavoro degno degli anni che furono (sembra che Star Wars: Knights of the Old Republic possa andarci molto vicino), non possiamo far altro che ingannare il tempo con il quarto capitolo (se escludiamo l'add-on Mysteries of The Sith) della saga FPS ambientata nell'universo di Guerre Stellari. Dopo i due capolavori degli anni '90 (Star Wars: Dark Forces e Dark Forces II: Jedi Knight) e l'interlocutorio Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast, che lo scorso anno aveva parzialmente deluso per una realizzazione grafica solo discreta e un gameplay privo di grandi spunti originali, Star Wars Jedi Knight: Jedi Academy deve perciò farsi carico di riportare agli antichi splendori una serie che dopo quelle di Doom, Quake e Unreal è la più significativa e amata nel vasto panorama degli sparatutto in prima persona. Una bella responsabilità, non c'è che dire.

JADEN, CHI E' COSTUI

Chi sperava di tornare nei panni di Kyle Katarn o assumere per la prima volta quelli ben più carismatici di Luke Skywalker sarà inevitabilmente deluso. A impersonare il nostro alter-ego in questa ennesima battaglia combattuta tra le forze del male e quelle del bene ci sarà infatti Jaden, un anonimo e giovane avventuriero arruolato nella scuola di Luke e in procinto di diventare a tutti gli effetti un Cavaliere Jedi. Per raggiungere questo invidiabile status però il nostro compagno di viaggio dovrà superare una serie di missioni per dimostrare di che pasta sia veramente fatto e imparare a padroneggiare la Lightsaber (spada laser per i comuni mortali) e il perfetto funzionamento dei Poteri della Forza. Che alla LucasArts non si siano sforzati più di tanto per inventarsi un minimo di trama "unica" e non a tappe (le venticinque missioni, divise a loro volta in cinque grandi blocchi, possono essere affrontate nell'ordine che vogliamo) è insomma evidente e già questo non può che penalizzare l'esperienza di gioco in singolo, che come vedremo nel proseguo della recensione e come sperimentato nel precedente episodio rimane infatti il vero punto debole del gioco. Andiamo però con ordine.
Superata l'inedita "costruzione" del personaggio, più simpatica che utile (dobbiamo scegliere giusto la razza, il colore dei vestiti e della nostra Lightsaber), e il classico training utile a fraternizzare con i Poteri della Forza e con il nostro "quinto arto" (la spada laser naturalmente), eccoci catapultati nel variegato universo di Star Wars al cospetto di Kyle Katarn, che tramite dei concitati briefing, ai quali partecipa anche Luke in veste di supervisore, ci indirizzerà alle varie missioni, incentrate per lo più su classiche azioni come disinnescare ordigni, recuperare dei manufatti ed esplorare stazioni terrestri infestate da truppe nemiche o con cui improvvisamente si sono persi i contatti.
In alcuni frangenti saremo accompagnati da personaggi noti ai fan della serie (Chewbacca) e dovremo improvvisarci novelli acrobati in palesi richiami al genere platform (la missione con il vermone gigante preso in prestito direttamente da Dune), ma in generale quello che ci aspetta è un mix di FPS votato alla causa dei titoli run and blast (di elementi stealth neanche l'ombra), di arcade in terza persona (non appena sguainiamo la Lightsaber la visuale cambia), di vaghi elementi adventure visibili nell'interazione con l'ambiente tramite i Poteri della Froza e di aspirazioni RPG incentrate su un percorso a tappe che porterà il nostro umile apprendista a diventare un Cavaliere Jedi attraverso l'accrescimento dei Poteri, ognuno dei quali possiede vari livelli di perfezionamento

UN PO' DI GINNASTICA NON FA MAI MALE

Essendo comunque improntato sull'azione, il primo ostacolo da superare rimane la complessità dei comandi, uno scomodo retaggio di Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast ma anche un fastidio per certi versi obbligatorio se si vogliono utilizzare i numerosi attacchi "laser" a disposizione, non indispensabili per il completamento del gioco ma comunque molto spettacolari e soddisfacenti se si vuole ottenere il massimo dalla propria Lightsaber.
Per il resto, a parte enigmi meno astrusi che in precedenza del tipo "azionare una leva che apre una porta a dieci chilometri di distanza", il gameplay è rimasto pressoché invariato.
I Poteri della Forza, a parte quelli di attacco, vengono suggeriti da un mirino azzurro e rappresentano senza dubbio un felice diversivo all'interno di una formula di gioco altrimenti ripetitiva. Neanche l'intelligenza artificiale ha subito particolari revisioni e così dobbiamo accontentarci di una risposta "intelligente" dei nemici solo a tratti realistica; abbiamo assistito addirittura a una fuga di una Guardia Imperiale che non si sa perché è precipitata nel vuoto mentre correva o a un livello di reattività mal bilanciato, con cecchini che falliscono miseramente mira e "soldati semplici" che a decine di metri di distanza si accorgono della nostra presenza e, neanche a dirlo, fanno centro al primo colpo.
Ciò influisce inevitabilmente sulla difficoltà media (i livelli da scegliere a inizio gioco sono quattro), che anche a causa di pochi punti di rifornimento e di medikit non proprio numerosissimi si attesta su standard medio alti pur senza mai toccare vette particolarmente frustranti.
Tutti questi limiti del gioco in singolo non hanno comunque impedito la riuscita di un titolo di discreto spessore, ricco di riferimenti precisi e affascinanti all'universo di Star Wars (e per questo imperdibile per i fan della serie), dotato di una buona longevità e di una discreta varietà di location, che nonostante casi di deja-vu abbastanza clamorosi (gli sviluppatori hanno riciclato il livello del treno di Soldier of Fortune trasformandolo in una corsa furiosa a bordo di un enorme battello volante) non rischia di far annoiare come invece era successo in precedenza.
Dove invece l'ultima fatica di Raven Software non presenta difetti rilevanti è nel gioco in multiplayer, che per l'occasione può contare su due nuove esaltanti modalità. La prima è chiamata Siege e consiste nella lotta tra due squadre per preservare una roccaforte (nel caso dei difensori) o per attaccarla nel caso della squadra d'attacco, che nel frattempo però dovrà conquistare anche altri obiettivi entro un tempo limite.
L'altra aggiunta consiste nel Power Duel, una versione ampliata di Duel in cui due giocatori dotati solo di spada laser e di un'arma devono affrontare un altro giocatore con una maggior quantità di punti vita e alcuni Poteri della Forza. Sono rimaste invariate invece i classici Free For All (tutti contro tutti), Duel (uno contro uno), Team Free For All e Capture The Flag.

MA I CAVALIERI JEDI POSSONO ANCHE VOLARE?

Terminiamo questa recensione scoprendo se almeno da un punto di vista tecnico ci sono stati miglioramenti rispetto al precedente capitolo della serie, caratterizzato da un motore 3D un po' "antiquato", da notevoli leggerezze di programmazione, da un design dei livelli quanto mai spartano e da filmati d'intermezzo che definire deludenti suonerebbe quasi come un eufemismo.
Ebbene, nonostante il motore utilizzato da Raven Software sia lo stesso di prima leggermente modificato (e cioè quello di Quake III e di Star Trek Voyager: Elite Force), l'upgrading c'è stato ma non ancora in quantità sufficiente a fare di Jedi Academy un campione del genere, soprattutto ora che ritorni eccellenti (Doom 3, Half-Life 2) e conferme altrettanto succulente (Call of Duty) si preparano a dare nuova linfa agli sparatutto in prima persona. Rispetto a prima infatti si può notare un miglioramento generale per quanto riguarda numero di poligoni, varietà (e qualità) delle texture, caratterizzazione degli ambienti e, cosa forse più gradita, livello di dettaglio nei numerosi filmati di intermezzo, finalmente degni di apparire in un titolo così importante.
Ogni livello è ben caratterizzato e sorretto da una palette cromatica abbastanza varia e quasi mai ripetitiva, i nemici più imponenti (su tutti il verme del deserto) godono di un ottimo livello di dettaglio e alcuni gradevoli effetti di luce rendono le location esterne discretamente spettacolari. I pregi però si fermano qui. Troviamo infatti fastidiosi effetti di clipping, situazioni in cui i personaggi paiono levitare sopra il terreno o restare sospesi in aria, animazioni ancora un po' troppo legnose, l'odiosa "scomparsa" dei nemici uccisi e in generale una sensazione di modesta accuratezza che ci accompagna lungo tutte le missioni, come dimostrano anche alcuni effetti solitamente spettacolari (fiamme, esplosioni, scariche elettriche) che invece non rendono come dovrebbero.
A far crescere i dubbi sul lavoro svolto dagli sviluppatori di Raven Software contribuiscono poi anche numerosi rallentamenti nelle location esterne, o in quelle interne particolarmente affollate di nemici, e tutto questo con una configurazione hardware di tutto rispetto; è vero che le opzioni per configurare al meglio la resa video sono molto numerose (è possibile giocare addirittura a una risoluzione di 2048x1536), ma vedere una GeForce 4200 faticare per reggere un motore vecchio di quattro anni non è proprio il massimo.
Più convincente invece la sezione audio. Innanzitutto si ha la possibilità fin da subito di attivare le librerie EAX di Creative e non, come accaduto per il precedente episodio, modificando un file di configurazione, e inoltre il cocktail di musiche, liberamente tratte dalle colonne sonore di John Williams, è finalmente degno di un titolo tratto da Star Wars. Ottimi anche il doppiaggio (purtroppo niente italiano) e gli effetti delle armi, anche se per i modelli più potenti avremmo preferito qualcosa di più massiccio e spettacolare.
E ora non resta che buttarsi a capofitto nell'universo creato da George Lucas per scoprire se veramente siamo degni di farci chiamare Jedi, sperando nel frattempo che il prossimo capitolo della serie possa avvantaggiarsi di una realizzazione tecnica e di qualche novità concettuale che riesca davvero a fare la differenza. D'altronde se non può riuscirci il papà di Star Wars, non vediamo proprio chi possa farlo.

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Nonostante il blasone della serie e un'accoppiata d'eccezione come LucasArts-Raven Software, siamo di fronte a un tipico prodotto riuscito solo a metà che riconferma in maniera a dir poco perfetta pregi e difetti del precedente Star Wars Jedi Knight II: Jedi Outcast. Da un lato infatti abbiamo la possibilità di impersonare uno dei personaggi più carismatici e invidiati nella storia del cinema (ma anche dei videogiochi) come un Cavaliere Jedi e di affrontare missioni ambientate nell'universo di Star Wars ricreato con una fedeltà quasi maniacale rispetto ai film della serie, senza dimenticare il divertimento assicurato dai Poteri della Forza e da una sezione multiplayer se possibile ancor più completa e avvincente di quella presente nel precedente episodio. L'altra faccia della medaglia però consiste in un gameplay ormai logoro e povero di elementi innovativi, in un gioco in singolo privo del necessario fascino narrativo (le missioni sono una più anonima dell'altra), in un'intelligenza artificiale lacunosa e in una realizzazione tecnica che se pur migliorata rispetto a prima non riesce a convincere ancora del tutto. Ciò non toglie che gli appassionati ad oltranza di tutto ciò che gravita attorno all'universo di Star Wars potranno anche apprezzare l'ultima fatica di LucasArts, ma tutti gli altri si ritroveranno tra le mani un titolo discreto, abbastanza longevo ma anche ripetitivo e concettualmente vecchio. A voi la scelta.